James S. A. Corey.
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Caliban. La guerra.
Ciclo: The expanse (la distesa) 2.
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Parte 2. 
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Titolo originale: Caliban's War. 2013.
Traduzione di: Stefano A. Cresti.  
2015. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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14.
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Prax.
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Prax non aveva capito quanto vicino fosse arrivato al collasso finch non mangi.
Pollo in scatola con una sorta di chutney speziato, cracker soffici senza mollica, del tipo che si usava in ambienti a gravit zero, e un bel bicchiere di birra. Li divor come un lupo; il suo corpo era diventato improvvisamente famelico e inarrestabile.
Dopo che ebbe finito di vomitare tutto, la donna che sembrava occuparsi di tutte le questioni pratiche a bordo - Prax sapeva che il suo nome era Naomi, ma continuava a volerla chiamare Cassandra, perch somigliava a una tirocinante che si chiamava cos con cui aveva lavorato tre anni prima - lo fece passare a un brodo proteico che il suo intestino atrofizzato era in grado di digerire. A poco a poco, ora dopo ora, la sua mente cominci a far ritorno a lui. Gli sembr come un continuo risveglio, senza che si fosse mai addormentato; seduto nella stiva della nave di Holden, si trov a notare il cambiamento percettivo, quanto pi chiaramente riuscisse a pensare e quanto fosse bello tornare in s. E poi, pochi minuti dopo, un qualche ganglio deprivato di zuccheri si rimetteva in funzione, e tutto sembrava succedere di nuovo.
A ogni passo che faceva verso uno stato di piena coscienza, sentiva salire anche l'impulso di alzarsi, di raggiungere la porta che Strickland e Mei avevano attraversato.
Un dottore, eh? disse l'omone - Amos.
Ho preso qui la mia laurea. L'universit  davvero ottima. Ci sono un sacco di borse di studio. O meglio... immagino di dover dire che c'erano.
Non sono mai stato un gran sostenitore dell'educazione formale.
La mensa della nave di soccorso era piccola e rovinata dal tempo. Le pareti in fibra di carbonio intessuta mostravano crepe nello smalto e il tavolo era macchiato da anni, forse decenni, di utilizzo. L'illuminazione era una sottile lamina che tendeva al rosa e avrebbe ucciso qualsiasi pianta si fosse trovata l sotto in tre giorni. Amos aveva con s un sacco di iuta pieno di scatole di plastica sagomate di taglia differente, ognuna delle quali sembrava contenere una qualche sorta di arma da fuoco. Aveva srotolato un panno di feltro rosso e ci aveva smontato sopra una grossa pistola di un nero opaco. Le delicate parti di metallo sembravano sculture. Amos impregn un tampone di cotone con una soluzione detergente di un blu intenso e lo strofin delicatamente su un meccanismo argentato collegato a un tubo di metallo nero, lucidando una piastra di metallo che era gi lucida come uno specchio.
Prax trov le sue mani che si muovevano verso i pezzi sparpagliati, desiderando che si riassemblassero. Che fossero gi puliti e lucidati e sistemati. Amos fece finta di non notarlo in un modo che per faceva capire che lo notava eccome.
Non so perch l'abbiano presa disse Prax. Il dottor Strickland  sempre stato bravo con lei. Non ha mai... voglio dire... non le farebbe mai del male. Non credo che le farebbe del male.
Gi, probabilmente no replic Amos. Intinse nuovamente il tampone nel liquido detergente e cominci a lucidare una stecca metallica che aveva una molla tutto intorno.
Ho davvero bisogno di essere l esclam Prax. Non disse: Ogni minuto che passiamo qui  un minuto in cui potrebbero fare del male a Mei. In cui potrebbe morire, o essere spedita chiss dove.' Cerc di impedire che le sue parole sembrassero un lamento o una pretesa, e invece l'effetto fu esattamente quello.
Prepararsi  la parte pi noiosa spieg Amos, come se concordasse su qualcosa. Non vorresti altro che andare subito l, subito al sodo, cazzo. E farla finita.
Be', s ammise Prax.
Ti capisco disse Amos. Non  per nulla divertente, ma bisogna farlo. Se devi andare l senza l'equipaggiamento pronto, tanto vale non andarci affatto. In pi, ormai da quant' che  scomparsa, la bambina?
Dagli scontri armati. Da quando lo specchio  collassato.
Le possibilit che un'altra ora sia determinante sono piuttosto esigue, no?
Ma...
Gi riconobbe Amos con un sospiro. Lo so. Questa  la parte pi dura. Non quanto quella in cui dovrai aspettare il nostro ritorno, per. Quella sar anche peggio.
Amos pos il tampone e cominci a sistemare la lunga molla nera sul fuso di metallo lucido. Le esalazioni alcoliche della soluzione detergente pizzicavano gli occhi di Prax.
Io sto aspettando voi disse Prax.
Gi, lo so rispose Amos. E mi accerter che facciamo il pi rapidamente possibile. Il capitano  proprio un brav'uomo, ma a volte gli succede di farsi distrarre. Lo terr concentrato. Nessun problema.
No disse Prax. Non intendevo che sto aspettando che voi andiate ad aprire quella porta. Intendo che vi sto aspettando ora. Sto aspettando per andare l con voi.
Amos fece scivolare la molla e il fuso nel corpo della pistola, torcendoli delicatamente con la punta delle dita. Prax non sapeva dire quand' che si fosse alzato in piedi.
In quante sparatorie sei stato? chiese Amos. Il suo tono era basso, distaccato ma gentile. Perch io ne ho attraversate... cazzo. Questa sar la mia undicesima. Forse la dodicesima, se conti separatamente quella volta in cui il tizio si  rialzato. Il punto  questo: se vuoi che la tua bambina sia al sicuro, non vuoi che si trovi in un tunnel con un tizio che spara senza sapere che cosa sta facendo.
Come a mettere un punto finale al suo discorso, Amos richiuse il carrello della pistola. Il metallo scatt in posizione.
Star bene disse Prax, ma si sent tremare le gambe quando tent di alzarsi. Amos prese la pistola dal tavolo.
 pronta a sparare? chiese.
Come, scusa?
Se prendessi questa pistola, ora, la puntassi contro uno dei cattivi e premessi il grilletto, sparerebbe? Mi hai appena osservato mentre la assemblavo.  pericolosa o sicura?
Prax apr la bocca, poi la richiuse. Una fitta appena sotto lo sterno peggior di una tacca. Amos fece per posare l'arma sul tavolo.
Sicura disse Prax.
Ne sei sicuro, doc?
Non hai caricato alcun proiettile.  sicura.
Ne sei certo?
S.
Amos si accigli guardando la pistola.
Be', s.  cos disse. Ma non puoi comunque venire con noi.
Delle voci giunsero dallo stretto corridoio che portava al portellone pressurizzato. Quella di Jim Holden non era come Prax si era aspettato. Aveva pensato che sarebbe dovuta essere seria, grave. E invece, anche durante momenti come quello, quando la pressione gli tagliava le vocali e serrava la sua voce, in lui c'era sempre una certa leggerezza. Quella della donna - Naomi, non Cassandra - non era pi profonda, ma pi scura.
I numeri sono questi disse lei.
Sono sbagliati replic Holden, chinandosi per entrare nella mensa. Devono essere sbagliati. Non ha alcun senso.
Che si dice, capitano? chiese Amos.
Il corpo di sicurezza non ci sar di alcun aiuto rispose Holden. Gli agenti locali sono gi troppo sotto pressione nel tentativo di impedire che questo posto collassi nella catastrofe pi incontrollata.
Ragion per cui, forse, sarebbe meglio non andare con i fucili spianati disse Naomi.
Per favore, possiamo evitare di riparlarne adesso?
Lei strinse le labbra e Amos fiss ostinatamente la pistola, lucidando le parti che gi brillavano. Prax ebbe l'impressione di essere arrivato nel mezzo di una conversazione molto pi lunga.
Un uomo che prima estrae l'arma e poi parla... osserv Naomi. Non eri cos, prima. Non sei cos.
Be', oggi ho bisogno di essere cos replic Holden con un tono che metteva un punto alla discussione. Il silenzio che segu fu imbarazzato.
Che cosa c' che non va con i numeri? chiese Prax. Holden lo guard confuso. Hai detto che c'era qualcosa che non andava con i numeri.
Indicano che la percentuale di mortalit sta salendo. Ma dev'esserci un errore. Lo scontro a fuoco  durato, quanto... Un giorno? Un giorno e mezzo? Perch mai le cose dovrebbero peggiorare, ora?
No ribatt Prax. Sono giusti.  l'effetto a cascata. Peggioreranno ancora.
Che cos' l'effetto a cascata? chiese Naomi. Amos rimise la pistola nella sua custodia e tir fuori un'altra custodia, pi lunga della prima. Forse un fucile. Aveva lo sguardo fisso su Prax, in attesa.
 l'ostacolo fondamentale di ogni ecosistema artificiale. In un normale ambiente evolutivo, esiste sufficiente biodiversit per fare da cuscinetto al sistema quando accade un evento catastrofico.  la natura. Eventi catastrofici accadono in continuazione. Ma niente di ci che possiamo costruire ha una tale ampiezza. Se una cosa va storta, abbiamo solo un certo numero di scelte compensatorie possibili. Si genera una situazione di stress. Si perde l'equilibrio. Quando la soluzione successiva cede, rimangono ancor meno scelte possibili, e lo stress del sistema aumenta di conseguenza.  un sistema complesso semplice. Questa  la dicitura tecnica. Poich  semplice,  incline a essere soggetto all'effetto a cascata; e, poich  complesso, non  possibile prevedere che cos' che generer l'errore d'innesco. O come succeder. Da un punto di vista computazionale,  impossibile farlo.
Holden si appoggi alla parete, a braccia conserte. Era ancora strano vederlo di persona. Sembrava uguale a com'era stato sullo schermo, ma diverso.
La Stazione di Ganimede disse Holden  il centro agricolo e di risorse alimentari pi importante al di fuori della Terra e Marte. Non pu collassare cos. Non lascerebbero che accada. La gente viene qui per far nascere i propri figli, per l'amor di dio.
Prax inclin la testa. Il giorno prima, non sarebbe stato in grado di spiegarlo. Tanto per cominciare, non aveva abbastanza zuccheri nel sangue per alimentare un pensiero coerente. E poi, non avrebbe avuto nessuno a cui dirlo. Era bello essere di nuovo in grado di pensare, anche se era soltanto per spiegare quanto fosse tremenda la situazione attuale.
Ganimede  morta disse Prax. I tunnel probabilmente sopravvivranno, ma le strutture ambientali e sociali sono gi allo sbando. Quand'anche riuscissimo a ripristinare i sistemi ambientali - e, in effetti, non sar possibile senza una mole titanica di lavoro - quante persone resteranno qui, ora? In quanti dovrebbero finire in carcere? Qualcosa riempir il vuoto, ma non sar ci che c'era prima.
Per via dell'effetto a cascata disse Holden.
Gi riprese Prax.  quello che stavo cercando di dire prima. Ad Amos. Sta per andare tutto in pezzi. Gli aiuti umanitari renderanno la caduta un po' meno rovinosa, forse, ma  troppo tardi.  troppo tardi e, visto che Mei  l fuori, e non sappiamo che cosa ceder ora, devo per forza venire con voi.
Prax disse Cassandra. No. Naomi. Forse il suo cervello non era ancora tornato del tutto a pieno regime.
Strickland e quella donna, anche se pensano di poterla tenere al sicuro... non possono farlo. Capite? Anche se non le stessero facendo del male, anche se non lo stanno facendo, intorno a loro sta per andare tutto in pezzi. E se finissero l'ossigeno? E se non capissero che cosa sta succedendo?
So che  dura intervenne Holden. Ma gridare non ci sar d'aiuto.
Non sto gridando. Non sto gridando. Vi sto solo dicendo che mi hanno portato via la mia bambina, e che devo andare a riprenderla. Devo essere l quando aprirete quella porta. Anche se lei non c'. Anche se  morta, devo essere io quello che la trover.
Il rumore fu nitido e professionale, e stranamente bello: un caricatore che scivolava in una pistola. Prax non aveva visto Amos prenderlo dalla scatola, ma il pezzo di metallo scuro era nella manona dell'uomo. Sembrava piccolo tra le sue dita. Mentre Prax lo guardava, Amos incamer un colpo. Poi prese la pistola dalla canna, facendo attenzione a puntarla verso la parete, e gliela porse.
Ma pensavo che... osserv Prax. Hai detto che non ero...
Amos allung il braccio di un altro centimetro. Il gesto era inequivocabile. Prendila. Prax la prese. Era pi pesante di quanto non sembrasse.
Ehm... Amos? disse Holden. Gli hai per caso appena dato una pistola carica?
Il dottore ha bisogno di andare, capitano rispose Amos stringendosi nelle spalle. Per cui credo che, probabilmente, debba andare.
Prax vide lo sguardo che pass tra Holden e Naomi.
Forse sar il caso che riparliamo di questo processo decisionale, Amos intervenne Naomi, scegliendo attentamente le parole.
Ci puoi scommettere rispose Amos. Non appena saremo tornati.
Prax aveva attraversato la stazione per settimane come nativo, come uno del posto. Come un rifugiato senza alcun luogo in cui poter fuggire. Si era abituato all'aspetto che avevano ora i corridoi, a come gli occhi delle persone scivolavano via da lui per evitare che scaricasse loro addosso il suo fardello. Adesso che Prax era nutrito, armato ed era in gruppo, la stazione era diventata un posto differente. Gli occhi della gente continuavano a scivolare via, ma la paura era diversa, contrastata dalla fame. Holden e Amos non avevano addosso il grigiore della malnutrizione o quell'aria tormentata che cerchiava gli occhi di chi non vedeva altro che immutabile collasso intorno a s. Naomi era gi alla nave, infiltrata nel sistema di sicurezza locale e pronta a coordinarli tutti e tre nel caso in cui fossero stati costretti a separarsi.
Per la prima volta, forse in tutta la sua vita, Prax si sent come uno straniero. Osserv la sua citt natale e vide ci che Holden doveva vedere: un enorme corridoio coperto da colori e tinture fin su, in alto, sulle pareti di ghiaccio; la parte bassa, che la gente poteva accidentalmente toccare, era coperta da uno spesso cappotto isolante. Il ghiaccio snudato di Ganimede era in grado di strappare via la carne dalle ossa al minimo contatto fisico. Il corridoio era troppo scuro, ora, le luci cominciavano a cedere. Un ampio tunnel che Prax aveva attraversato tutti i giorni quando andava a scuola era ormai una camera scura, riempita dai rumori di un lento gocciolio mentre il sistema di climatizzazione perdeva giri. Le piante che non erano gi morte stavano morendo, e l'aria in fondo alla sua gola aveva quel sapore stantio che significava che i riciclatori d'emergenza si sarebbero accesi presto. Che avrebbero dovuto accendersi presto. E sarebbe stato meglio che l'avessero fatto.
Holden aveva ragione, per. Le persone disperate, dal viso smunto, che superavano erano state esperti di alimentazione e tecnici agrari, specialisti dello scambio gassoso e personale di supporto agricolo. Se la Stazione di Ganimede fosse morta, l'effetto a cascata non si sarebbe fermato qui. Una volta salpato l'ultimo carico di cibo, la Fascia, il sistema gioviano e la miriade di basi a lungo termine impegnate nelle loro orbite attorno al sole avrebbero dovuto trovare un altro modo di procacciare vitamine e micronutrienti per i loro bambini. Prax cominci a chiedersi se le basi sui pianeti pi lontani sarebbero state in grado di sostentarsi. Se avessero impianti completamente idroponici e coltivazioni di lievito e niente fosse andato storto...
Si stava distraendo. Stava cercando di aggrapparsi a qualunque cosa pur di sfuggire alla paura di ci che avrebbe trovato ad aspettarlo dietro quella porta. Prese la sua paura e l'abbracci.
Fermi! Tutti voi, fermi l!
La voce era cupa, rozza e umida, come se le corde vocali che la generavano fossero state strappate fuori e trascinate nel fango. L'uomo si piant nel mezzo dei tunnel ghiacciati che si incrociavano di fronte a loro, con indosso una corazza della polizia di due taglie troppo piccola che faticava a contenere la sua massa corporea. Dall'accento e dalla statura, si capiva che era marziano.
Amos e Holden si fermarono, si voltarono e guardarono ovunque tranne che verso l'uomo che avevano di fronte. Prax segu i loro sguardi. Intorno a loro spuntarono altri uomini, mezzi nascosti tra le ombre. Il panico improvviso che li attanagli aveva un sapore di rame.
Ne conto sei disse Holden.
E il tipo con i pantaloni grigi? chiese Amos.
Okay, forse sette. Quello ci sta dietro da quando abbiamo lasciato la nave, per. Potrebbe trattarsi di qualcos'altro.
Sei  comunque pi di tre disse Naomi nelle loro orecchie. Volete che invii dei rinforzi?
Accidentaccio. Abbiamo dei rinforzi? chiese Amos. Pensi di mandare Supitayaporn per fargli fare una ramanzina mortale?
Possiamo farli fuori intervenne Prax, allungando una mano verso la pistola nella sua tasca. Non possiamo permettere che nessuno...
La manona di Amos si richiuse sulla sua, tenendo la pistola nella sua tasca e non in vista.
Questi non sono quelli a cui bisogna sparare spieg il meccanico. Con questi ci devi parlare.
Holden fece un passo verso il marziano. La noncuranza della sua posa faceva sembrare quasi innocuo il fucile d'assalto che portava pigramente appoggiato alla spalla. Anche la costosa corazza che indossava non sembrava cozzare con il suo sorriso disinvolto.
Ehi disse Holden. C' qualche problema, signore?
Potrebbe esserci biascic il marziano. O potrebbe non esserci. Dipende da voi.
Propendo per il non esserci replic Holden. Ora, se vuole scusarci, abbiamo da...
Vacci piano, bello disse il marziano, avanzando lentamente. Il suo viso somigliava in maniera vaga a qualcuno che Prax aveva visto spesso nel tubo e non aveva mai notato in modo particolare. Non siete di queste parti, vero?
Io s rispose Prax. Sono il dottor Praxidike Meng. Capo botanico del progetto agricolo della RMD-Southern. Lei chi ?
Lascia parlare il capitano intervenne Amos.
Ma...
Ci sa fare, con queste cose.
Ho l'impressione che facciate parte delle squadre di aiuto disse il marziano. Siete parecchio lontani dai moli. Sembra che vi siate persi. Magari avete bisogno di una scorta che vi accompagni in un posto pi sicuro.
Holden spost il proprio peso. Il fucile d'assalto era scivolato in avanti di qualche centimetro, senza alcun intento provocatorio.
Non saprei disse Holden. Siamo piuttosto ben protetti. Credo che potremmo tranquillamente cavarcela da soli. Comunque sia, quale sarebbe la tariffa per la vostra, ehm... scorta?
Be'... siete in tre. Facciamo un centinaio, in moneta marziana. Cinque, in locale.
E se invece vi proponessi di seguirci, e in cambio vi organizzassi un passaggio per schiodare da questa palla di ghiaccio?
Il marziano rimase a bocca aperta.
Non  divertente disse, ma la maschera di spavalderia e sicurezza era gi caduta. Prax aveva visto la fame e la disperazione che celava.
Sono diretto verso un vecchio sistema di tunnel spieg Holden. Qualcuno ha rapito un gruppo di bambini appena prima che tutto andasse a rotoli. Li hanno portati l. La bambina del dottore  una di quelli che sono stati portati via. Stiamo andando a riprenderla, e a chiedere gentilmente come facevano a sapere che sarebbe successo tutto questo. Potremmo incontrare un po' di resistenza. Potrebbe farmi comodo avere con me un po' di gente che sa da che parte si impugna una pistola.
Mi stai coglionando replic il marziano. Con la coda dell'occhio, Prax vide uno degli altri fare un passo avanti. Una donna pelle e ossa con indosso una cappa protettiva da due soldi.
Siamo dell'APE dichiar Amos, poi fece un cenno del capo verso Holden. Lui  James Holden, della Rocinante.
Porca puttana esclam il marziano. Sei lui. Sei Holden.
Colpa della barba disse Holden.
Io mi chiamo Wendell. Lavoravo per la Pinkwater Security prima che quei bastardi se ne andassero, lasciandoci qui. Per come la vedo io, la cosa rende nullo il contratto. Se volete ingaggiare un po' di potenza di fuoco professionale, non troverete niente di meglio sul posto.
In quanti siete?
Sei, incluso me.
Holden guard Amos. Prax sent il meccanico stringersi nelle spalle tanto quanto lo vide. L'altro uomo di cui avevano parlato, dopotutto, non aveva niente a che fare con questa storia.
E va bene disse Holden. Abbiamo cercato di parlare con la sicurezza locale, ma non ci hanno dato retta. Seguitemi, dateci man forte, e vi do la mia parola che vi porter via da Ganimede.
Wendell fece un gran sorriso. Si era fatto colorare uno degli incisivi di rosso, con sopra una decorazione bianca e nera.
Agli ordini, capo esclam. Poi, alzando il fucile: In formazione! Abbiamo un nuovo contratto, gente. Diamoci una mossa!
Furono circondati da grida di esultanza. Prax si trov accanto la donna pelle e ossa, che gli sorrideva e gli stringeva la mano come se si stesse candidando alle presidenziali. Prax sbatt le palpebre e le restitu il sorriso, e Amos pos una mano sulla spalla del dottore.
Visto? Te l'avevo detto. Ora diamoci una mossa.
Il corridoio era pi scuro di quanto non fosse sembrato nel video. Il ghiaccio presentava sottili rivoli sciolti, come vene pallide, ma il gelo che li ricopriva era fresco. La porta era simile a un centinaio di altre porte che avevano superato venendo fin l. Prax deglut. Sentiva una fitta allo stomaco. Avrebbe voluto gridare il nome di Mei, chiamarla e sentire un suo grido di risposta.
Okay disse Naomi nel suo orecchio. Ho disabilitato la serratura. Quando siete pronti...
Niente  meglio del presente rispose Holden. Apri.
La guarnizione attorno al portellone sibil.
La porta si apr.

15.

Bobbie

Tre ore dopo l'inizio del grande incontro tra i diplomatici marziani e quelli delle Nazioni Unite, avevano appena terminato di fare le presentazioni di ogni membro partecipante ed erano passati alla lettura del programma. Un terrestre tarchiato con indosso un abito grigio carbone che costava probabilmente pi dell'armatura da ricognizione di Bobbie continuava a dilungarsi sulla sezione 14, sottosezione D, argomenti da 1 a 11, in cui si sarebbe discusso degli effetti delle passate ostilit sul prezzo delle derrate secondo gli accordi commerciali preesistenti. Bobbie si guard intorno, not che tutti i presenti al lungo tavolo di quercia fissavano rapiti il lettore, e ricacci indietro l' epico sbadiglio che chiedeva a gran voce di essere lasciato libero.
Si distrasse cercando di calcolare chi fosse chi. Erano stati tutti presentati per nome e per titolo, a un certo punto, ma non  che significasse un granch. Erano tutti assistenti di segreteria, sottosegretari, o direttori di qualcosa. C'erano perfino alcuni generali, ma Bobbie sapeva abbastanza di come funzionava la politica per capire che i rappresentanti militari presenti in sala erano i personaggi meno importanti. Quelli che avevano maggior potere se ne stavano zitti e in disparte, con titoli apparentemente poco prestigiosi. Ce n'erano diversi, incluso un uomo con il viso tondo come una luna e una cravatta sottile che era stato presentato come il segretario di chiss che cosa. Accanto a lui c'era una nonna con indosso un sari dal colore vivace, un'accesa chiazza gialla nel bel mezzo di tutto quel marrone scuro, blu scuro e grigio carbone. Se ne stava seduta a sgranocchiare pistacchi con un enigmatico mezzo sorriso. Bobbie si distrasse per qualche minuto cercando di indovinare se il capo tra i due fosse Faccia di Luna o la nonnetta.
Consider l'idea di versarsi un bicchier d'acqua da uno dei decanter di cristallo che erano stati equamente distribuiti lungo il tavolo. Non aveva sete, ma girare il bicchiere, versarsi dell'acqua e bere un sorso avrebbe bruciato un minuto, forse perfino due. Diede un'occhiata intorno al tavolo e not che nessuno stava bevendo. Forse aspettavano che qualcuno lo facesse per primo.
Faremo una breve pausa disse l'uomo con l'abito grigio carbone. Dieci minuti, dopodich passeremo alla sezione 15 del programma.
Gli astanti si alzarono e cominciarono a disperdersi verso i bagni e le zone fumatori. La nonnetta port la borsa fino a un punto di riciclo e la svuot dei gusci di pistacchio. Faccia di Luna tir fuori il terminale palmare e chiam qualcuno.
Cristo disse Bobbie, strofinandosi gli occhi con i palmi delle mani fino a vedere delle stelline luminose.
C' qualche problema, sergente? chiese Thorsson, chinandosi sulla sedia e sorridendo. La gravit le sta dando fastidio?
No rispose Bobbie. Poi rettific. Be', s. Ma pi che altro sarei disposta a piantarmi uno stilo in un occhio, pur di cambiare passo alla faccenda.
Thorsson annu e le diede una pacca sulla mano, una cosa che ora faceva pi spesso. Non era diventato un gesto meno irritante e paternalistico, ma adesso Bobbie stava cominciando a preoccuparsi che potesse significare che Thorsson stesse cercando di provarci con lei. Sarebbe stata una situazione decisamente scomoda.
Sottrasse la mano e si chin verso Thorsson finch lui non si volt per guardarla negli occhi.
Perch gli chiese sussurrando nessuno sta parlando del dannatissimo mostro? Non  per questo che sono... che siamo qui?
Deve capire come funzionano queste faccende disse Thorsson, distogliendo lo sguardo e tornando ad armeggiare con il suo terminale. La politica si muove con cautela perch la posta in gioco  molto alta, e nessuno vuole essere quello che ha mandato tutto a puttane.
Pos il terminale palmare e le rivolse l'occhiolino. Intere carriere sono in gioco, qui.
Carriere...
Thorsson si limit ad annuire e picchiett ancora un po' sul suo terminale.
Carriere?
Per un istante, Bobbie si ritrov prona, con gli occhi fissi nel vuoto pieno di stelle di Ganimede. I suoi uomini erano morti, o stavano morendo. La sua radio era morta, la sua corazza era un sarcofago di ghiaccio. Vide il volto della cosa. Senza tuta nel vuoto spinto e radioattivo, con il sangue congelato che gli cadeva dagli artigli come una nevicata rossa. E nessuno, a quel tavolo, era disposto a parlarne perch poteva avere qualche ripercussione sulla propria carriera?
Al diavolo.
Quando i partecipanti al summit furono tornati in sala ed ebbero ripreso posto attorno al tavolo, Bobbie alz la mano. Si sent vagamente ridicola, come una studentessa di quinta elementare in una stanza piena di adulti, ma non aveva idea di quale fosse il protocollo normativo per chiedere il permesso di fare una domanda. Il relatore del programma le indirizz un'occhiata annoiata, poi la ignor. Thorsson allung una mano sotto il tavolo e le strinse forte la gamba.
Lei tenne la mano alzata.
Chiedo scusa disse.
Le persone intorno al tavolo la squadrarono con occhiate sempre pi infastidite una dopo l'altra, per poi tornare a distogliere lo sguardo da lei. Thorsson aument la stretta sulla sua gamba finch Bobbie non ne ebbe abbastanza di lui e gli afferr il polso con la mano libera. Strinse finch non sent le ossa scricchiolare, e lui tir via la mano con un sussulto di sorpresa. Thorsson volt la sedia verso di lei e la fiss, con gli occhi sgranati e la bocca chiusa in una linea stretta e piatta.
La donna con il sari giallo pos una mano sul braccio del relatore, e quello smise immediatamente di parlare. Okay, quella  il capo, decise Bobbie.
Non so voi, ma io disse la nonnetta, sorridendo come a scusarsi con la sala sarei curiosa di sentire che cosa ha da dire la sergente Draper.
Si ricorda il mio nome, pens Bobbie. Interessante.
Sergente? la apostrof la nonnetta.
Bobbie, non sapendo bene come comportarsi, si alz in piedi.
Mi stavo solo chiedendo perch nessuno abbia ancora parlato del mostro.
Il sorriso enigmatico torn sul viso della nonnetta. Nessuno disse niente. Il silenzio iniett adrenalina nelle vene di Bobbie. Si sent le gambe che cominciavano a tremare. Avrebbe voluto tornare a sedersi pi di ogni altra cosa al mondo, fare s che potessero tutti dimenticarsi di lei e toglierle gli occhi di dosso.
Si accigli e irrigid le ginocchia.
Avete presente disse Bobbie, alzando la voce senza riuscire a impedirselo il mostro che ha ucciso cinquanta soldati su Ganimede? Il motivo per cui siamo tutti qui?
La sala rimase in silenzio. Thorsson la fissava come se avesse perso la testa. E forse era cos. La nonnetta tir una volta il suo sari giallo e le sorrise in modo incoraggiante.
Voglio dire riprese Bobbie, prendendo il programma sono certa che gli accordi commerciali e i diritti di sfruttamento idrici e a chi tocchi scoparsi chi durante il gioved successivo al solstizio d'inverno siano questioni di fondamentale importanza!
Si ferm per fare un lungo respiro; la gravit e la sua invettiva sembravano averla privata di ossigeno. Lo vedeva nei loro occhi. Vedeva che, se si fosse fermata ora, avrebbe rappresentato soltanto un evento strano da derubricare senza scossoni e tutti sarebbero potuti tornare al lavoro per dimenticarla in fretta. Vedeva la sua carriera che si andava a schiantare gi da una scogliera in fiamme.
Scopr che non le importava.
Ma disse, scagliando il programma dall'altra parte del tavolo, dove un uomo sorpreso in abito marrone lo schiv come se il toccarlo avrebbe potuto infettarlo con qualsiasi fosse il morbo che aveva colpito Bobbie che cazzo ne  del mostro?
Prima che potesse continuare, Thorsson scatt dalla sua poltrona.
Vi prego di scusarmi, signore e signori. La sergente Draper  in preda a un chiaro episodio di stress postraumatico da combattimento, e ha bisogno di cure.
La prese per un gomito e la port fuori dalla stanza, con una crescente ondata di mormorii che le premevano alle spalle. Thorsson si ferm nell'atrio della sala conferenze e attese che le porte si richiudessero alle loro spalle.
Tu disse Thorsson, spingendola verso una poltroncina. Normalmente, quell'ufficiale rinsecchito non sarebbe stato in grado di spingerla da nessuna parte, ma le gambe di Bobbie sembravano aver perso ogni forza, e lei croll a sedere.
Tu ripet. Poi, rivolgendosi a qualcuno sul suo terminale, disse: Venga gi, immediatamente.
Tu ripet una terza volta, puntando l'indice contro Bobbie, poi cominci a camminare avanti e indietro davanti alla poltroncina.
Pochi minuti dopo, il capitano Martens arriv di corsa nell'atrio della sala conferenze. Si ferm quando vide Bobbie accasciata sulla poltroncina e il viso adirato di Thorsson.
Che cosa... cominci a dire, ma Thorsson lo interruppe.
Questa  colpa sua rinfacci a Martens, poi si volt per guardare Bobbie. E lei, sergente, ha appena dato prova del fatto che  stato un errore colossale averla portata qui con noi. Qualsiasi beneficio avremmo potuto trarre dal disporre dell'unico testimone oculare  stato appena gettato alle ortiche dal suo... pistolotto demenziale.
Lei... cerc di dire Martens, ma Thorsson gli piant un dito sul petto e aggiunse: Lei aveva detto che sapeva come controllarla.
Martens rivolse a Thorsson un sorriso triste.
No, non l'ho mai detto. Ho detto che sapevo come avrei potuto aiutarla, se me ne fosse stato dato il tempo.
Non importa ribatt Thorsson, agitando una mano. Salirete entrambi sulla prima nave per Marte, dove potrete spiegarvi di fronte a una commissione disciplinare. E ora toglietevi dalla mia vista.
Si volt sui tacchi e scivol di nuovo nella sala conferenze, aprendo la porta quel tanto che bastava per far passare il suo corpo esile.
Martens si sedette sulla poltroncina accanto a Bobbie e fece un lungo sospiro.
Allora disse. Che succede?
Ho appena distrutto la mia carriera? chiese lei.
Pu darsi. Come si sente?
Mi sento... inizi, rendendosi conto di quanto avesse voglia di parlare con Martens, e provando rabbia per quell'impulso. Sento di aver bisogno di una boccata d'aria.
Prima che Martens potesse protestare, Bobbie si alz e si diresse verso gli ascensori.
Il complesso delle Nazioni Unite era una citt in tutto e per tutto. Per trovare una via di uscita da l le ci volle quasi un'ora. Lungo il percorso, Bobbie si muoveva come un fantasma attraverso il caos e l'energia di quel luogo di governo. La gente la superava di fretta nei lunghi corridoi, parlando energica a crocchi o attraverso i terminali palmari. Bobbie non era mai stata a Olympia, dov'era situato l'edificio del Congresso marziano. Aveva assistito a qualche minuto di sessioni congressuali sul canale governativo quando si era discussa una questione che le stava a cuore, ma, paragonato all'attivit che c'era qui alle Nazioni Unite, il Congresso marziano era piuttosto sottotono. Le persone all'interno di quel complesso di edifici governavano trenta miliardi di cittadini e centinaia di milioni di coloni. A confronto, i quattro miliardi di Marte le sembrarono improvvisamente ben poca cosa.
Su Marte era un fatto generalmente accettato che quella della Terra fosse una civilt in declino. Cittadini pigri, viziati, che vivevano di sussidi governativi. Politici grassi e corrotti che si arricchivano a spese delle colonie. Un'infrastruttura degradata che spendeva quasi il trenta percento del suo prodotto totale in sistemi di riciclo per evitare che la popolazione affogasse nella propria sporcizia. Su Marte, la disoccupazione era virtualmente inesistente. L'intera popolazione era impegnata, direttamente o indirettamente, nel pi grande sforzo ingegneristico della storia dell'umanit: la terraformazione di un pianeta. Questo dava a tutti uno scopo, una visione condivisa del futuro. Tutt'altra cosa rispetto ai terrestri, che vivevano soltanto in attesa del prossimo sussidio governativo e della prossima visita dal farmacista o ai centri d'intrattenimento.
O, perlomeno, questo era quel che si diceva. Tutt'a un tratto, Bobbie non ne fu pi cos sicura.
Alla fine, dopo varie consultazioni ai chioschi informativi sparsi per tutto il complesso, riusc a individuare un'uscita. Una guardia annoiata le rivolse un cenno del capo mentre la superava, e poi fu fuori.
Fuori. Senza tuta.
Cinque secondi pi tardi si ritrov a picchiare sulla porta, che si rese conto essere soltanto d'uscita, nel disperato tentativo di rientrare. La guardia ebbe piet di lei e spinse la porta per farla passare. Lei corse dentro e croll sul divanetto pi vicino affannata e in iperventilazione.
Prima volta? le chiese la guardia, sorridendo.
Bobbie si trov incapace di parlare, ma annu.
Marte o Luna?
Marte rispose lei, una volta ripreso fiato.
Gi, lo sapevo. Sono le cupole, sa? La gente che  abituata a vivere sotto le cupole va un po' nel panico. I cinturiani danno completamente di matto. E intendo completamente. Certe volte ci tocca rispedirli a casa imbottiti di calmanti per evitare che continuino a gridare.
Gi disse Bobbie, ben contenta di lasciar sproloquiare la guardia mentre lei si riprendeva. Bella storia.
L'hanno portata dentro quando era buio?
Gi.
Lo fanno spesso, con i fuorimondisti. Aiuta con l'agorafobia.
Gi.
Le lascio la porta socchiusa. Nel caso avesse bisogno di tornare di nuovo.
Il fatto che l'uomo supponesse che lei avrebbe fatto un altro tentativo gli fece guadagnare immediatamente la simpatia di Bobbie, e lei alz gli occhi sulla guardia per la prima volta. Era un terrestre basso ma con la pelle bellissima, cos scura da sembrare quasi blu. Aveva una struttura compatta, atletica, e degli adorabili occhi grigi. Le sorrideva senza traccia di scherno.
Grazie disse lei. Bobbie. Bobbie Draper.
Chuck rispose lui. Guardi a terra, e poi pian piano alzi gli occhi verso l'orizzonte. Qualsiasi cosa faccia, non guardi subito in avanti.
Credo di potercela fare, stavolta, Chuck. Ma grazie comunque.
Chuck diede una rapida occhiata alla sua uniforme e disse: Semper fi, soldato.
Oohrah replic Bobbie con un sorriso.
Durante la seconda uscita, Bobbie fece come le aveva raccomandato Chuck e guard a terra per qualche istante. Questo l'aiut a ridurre quella soverchiante sensazione di sovraccarico sensoriale. Ma soltanto un minimo. Un migliaio di odori diversi le investirono l'olfatto, in competizione per imporsi. Il ricco aroma delle piante e del terreno che si sarebbe aspettata in una cupola giardino. Olio e metallo rovente da un'officina. L'ozono dei motori elettrici. Tutti quegli odori la colpirono nello stesso istante, l'uno sull'altro e misti a fragranze troppo esotiche da poterle identificare. E i rumori erano una cacofonia costante. Gente che parlava, macchinari da costruzione, macchine elettriche, uno shuttle transorbitale che decollava, tutti insieme e in continuazione. Non c'era da stupirsi che le avessero provocato un attacco di panico. Gi solo le informazioni ricevute da due sensi minacciavano di sopraffarla. Se ci si aggiungeva anche quel cielo impossibilmente blu, che si estendeva all'infinito...
Bobbie rimase fuori, con gli occhi chiusi, respirando finch non ud Chuck che richiudeva la porta alle sue spalle. Ora era obbligata. Voltarsi e chiedergli di farla rientrare sarebbe stato come ammettere la sconfitta. Quell'uomo aveva chiaramente servito nel corpo dei marine delle Nazioni Unite, e Bobbie non aveva intenzione di apparire debole di fronte alla concorrenza. Diavolo, no.
Quando le sue orecchie e il suo naso si furono abituati a quello sbarramento di informazioni, Bobbie riapr gli occhi e fiss il cemento del marciapiede. A poco a poco, alz lo sguardo finch non cominci a vedere l'orizzonte. Di fronte a lei si estendevano lunghi viali che attraversavano spazi verdi meticolosamente curati. Oltre il verde, in lontananza, c'era un muro grigio che doveva misurare almeno dieci metri di altezza, con torrette di guardia a intervalli regolari. Il complesso delle Nazioni Unite aveva un sorprendente livello di sicurezza. Si chiese se sarebbe riuscita a uscire da l.
Ma non c'era bisogno di preoccuparsi. Mentre si avvicinava al cancello sorvegliato che dava sul mondo esterno, il sistema di sicurezza interrog il suo terminale, che conferm il suo status di VIP. Una telecamera sopra il posto di guardia le scansion il viso, paragonandolo alla foto sul file di registro, e verific la sua identit quando ancora si trovava a pi di venti metri dai cancelli. Allorch raggiunse l'uscita, la guardia scatt in un saluto irreprensibile e le chiese se aveva bisogno di un passaggio.
No, sto solo uscendo a fare un giro rispose lei.
La guardia le sorrise e le augur una buona giornata. Bobbie s'incammin lungo la strada che si allontanava dal complesso delle Nazioni Unite, poi si volt e vide due agenti armati del servizio di sicurezza che la seguivano a discreta distanza. Si strinse nelle spalle e prosegu. Probabilmente qualcuno avrebbe rischiato di perdere il lavoro, se una VIP come lei si fosse smarrita o fatta male.
Una volta fuori dal palazzo delle Nazioni Unite, l'agorafobia di Bobbie allent la presa. Gli edifici s'innalzavano intorno a lei come pareti di vetro e acciaio, spostando quel vertiginoso orizzonte abbastanza in alto da non costringerla a vederlo. Piccole macchine elettriche sfrecciavano lungo le strade, lasciandosi dietro un ronzio acuto e l'odore di ozono.
E c'era gente dappertutto.
Bobbie era stata a un paio di partite all'Armstrong Stadium su Marte, per vedere i Red Devils. L'impianto aveva una capienza di ventimila persone. Dato che i Devils erano solitamente in fondo alla classifica, in genere lo stadio ne ospitava sempre meno della met. Quella cifra relativamente modesta era il maggior numero di umani che Bobbie avesse mai visto nello stesso posto nello stesso momento. C'erano miliardi di persone su Marte, ma non c'erano poi molti spazi aperti in cui riunirsi. Giunta a un incrocio, Bobbie guard lungo le due strade che sembravano estendersi all'infinito: era sicura che ci fosse pi gente l, lungo quei marciapiedi, che non a una delle solite partite dei Red Devils. Cerc di immaginare quante persone potessero essere in quegli edifici che si innalzavano in picchi vertiginosi da ogni parte attorno a lei, ma non ci riusc. Milioni di persone, probabilmente gi soltanto negli edifici e nelle strade che aveva sotto gli occhi.
E, se la propaganda marziana diceva il vero, la maggior parte di quelli che vedeva in quel momento non avevano un impiego. Cerc di immaginarsi come fosse non avere alcun posto in particolare in cui doversi trovare in un giorno qualsiasi della settimana.
Quello che i terrestri avevano scoperto era che, quando la gente non ha niente da fare, fa bambini. Per un breve periodo, nel XX e nel XXI secolo, la popolazione era sembrata voler diminuire piuttosto che continuare a crescere. Pi le donne ricevevano un alto livello di istruzione, per poi trovare lavoro, e pi i componenti della famiglia media diminuivano.
Qualche decennio di massiccio decremento dell'impiego aveva invertito quella tendenza.
Oppure, ancora una volta, questo era soltanto ci che le avevano insegnato a scuola. Soltanto l, sulla Terra, dove il cibo cresceva da s, dove l'aria era solamente un prodotto collaterale di qualsiasi pianta, di cui non serviva avere particolare cura, dove le risorse giacevano copiose nel terreno, soltanto l una persona poteva davvero scegliere di non fare niente. C'era abbastanza surplus creato da quelli che sentivano il bisogno di lavorare da sfamare il resto dei cittadini. Un mondo non pi diviso tra chi aveva e chi non aveva, ma tra operosi e apatici.
Bobbie si trov a passare accanto a un bar al livello della strada, e si sedette a un tavolo.
Posso portarle qualcosa? le chiese una ragazza sorridente con i capelli tinti di blu.
Che cosa c' di buono?
Facciamo un ottimo t al latte di soia, se lo gradisce.
Sicuro rispose Bobbie, senza sapere bene che cosa fosse il t al latte di soia, ma apprezzando abbastanza le due cose separate da correre il rischio.
La ragazza dai capelli blu scapp via e si mise a chiacchierare con un altro giovane dietro il bancone, intento a preparare il t. Bobbie si guard intorno, notando che tutti quelli che vedeva lavorare avevano pi o meno la stessa et.
Quando arriv il suo t, disse: Senta, le spiace se le chiedo una cosa?
La ragazza si strinse nelle spalle, e il suo sorriso fu un invito a proseguire.
Quelli che lavorano qui hanno tutti la stessa et?
Be' disse lei. Pi o meno. Tutti devono racimolare abbastanza crediti preuniversitari, dico bene?
Non sono di qui rispose Bobbie. Me lo spieghi.
Blu sembr vederla veramente per la prima volta, osservando la sua uniforme e le varie mostrine.
Oh, wow. Marte, giusto? Mi piacerebbe andarci.
S,  bellissimo. Mi dica di questa faccenda dei crediti.
Non li avete su Marte? chiese la ragazza, sorpresa. Okay. Allora, se fai domanda d'iscrizione a un'universit, devi avere almeno un anno di crediti lavorativi. Per dar prova che ti piace lavorare. Sa, non vogliono sprecare spazio nelle classi per gente che si accontenter della sopravvivenza di base, una volta finiti gli studi.
Sopravvivenza di base?
S. Ha presente... sussistenza.
Credo di aver capito rispose Bobbie. La sussistenza sono i soldi che vi danno per vivere quando non lavorate?
No, niente soldi. Solo le cose basilari, ha presente? Per avere dei soldi bisogna lavorare.
Grazie disse Bobbie, poi sorseggi il suo t mentre Blu trotterellava verso un altro tavolo. Il t era delizioso. Doveva ammettere che era tristemente sensato fare un po' di selezione preliminare, prima di spendere le risorse necessarie a educare qualcuno. Bobbie diede istruzione al suo terminale di pagare il conto, e lo schermo le mostr il totale dopo aver calcolato il tasso di cambio. Aggiunse una bella mancia per la ragazza dai capelli blu che voleva qualcosa di pi dalla vita del semplice sostentamento di base.
Bobbie si chiese se Marte sarebbe diventato cos dopo la terraformazione. Se i marziani non avessero pi dovuto lottare ogni singolo giorno per produrre risorse sufficienti alla propria sopravvivenza, sarebbero diventati cos? Una cultura in cui potevi effettivamente scegliere se dare il tuo contributo? Le ore di lavoro e l'intelligenza collettiva di quindici miliardi di umani, gettate via come perdite accettabili per il sistema. Quel pensiero rattrist Bobbie. Tutti quegli sforzi per arrivare a un punto in cui potessero vivere a quel modo. Mandando i propri figli a lavorare in un bar per verificare che fossero adatti a contribuire. E lasciare che vivessero il resto della loro vita in condizioni di sussistenza, se cos non fosse stato.
Ma una cosa era certa: tutto quel correre ed esercitarsi che facevano i marine marziani a piena gravit era una stronzata. Non c'era verso che Marte potesse battere la Terra in un conflitto di terra. Potevano inviare ogni singolo soldato marziano, armato fino ai denti, in una sola citt della Terra, e i suoi cittadini sarebbero bastati a sopraffarli di numero usando soltanto pietre e bastoni.
Presa nella morsa dell'emozione, all'improvviso sent un gigantesco peso, che non sapeva nemmeno di aver portato fino a quel momento, svanirle di dosso. Thorsson e le sue stronzate non avevano alcuna importanza. La gara a chi pisciava pi lontano con la Terra non aveva alcuna importanza. Fare di Marte un'altra Terra non aveva importanza, non se questo era ci verso cui erano diretti.
Tutto quello che importava era scoprire chi fosse stato a mettere quella cosa su Ganimede.
Butt gi l'ultimo sorso di t e pens: mi servir un passaggio.

16.

Holden

Oltre la porta si estendeva un lungo corridoio che a Holden sembrava esattamente uguale a qualsiasi altro corridoio su Ganimede: pareti di ghiaccio con piastre strutturali isolanti e resistenti all'umidit, con condotti sottotraccia, un pavimento gommato e illuminazione a LED a spettro completo per imitare la luce del sole che scendeva a fasci dai cieli blu della Terra. Potevano essere ovunque.
Siamo sicuri che sia questo, Naomi?
Questo  il corridoio in cui abbiamo visto entrare Mei nel video dell'hacker rispose lei.
Va bene disse, poi pos un ginocchio a terra e fece segno al suo esercito improvvisato di fare lo stesso. Quando furono tutti pi o meno in cerchio attorno a lui, disse: La nostra unit di copertura, Naomi, ha informazioni sulla struttura di questi tunnel, ma poco altro. Non abbiamo idea di dove si trovino i cattivi, o se siano ancora qui.
Prax fece per obiettare, ma Amos lo zitt posandogli una mano pesante sulla schiena.
Per cui potremmo rischiare di lasciarci parecchie intersezioni inesplorate alle spalle. E la cosa non mi piace.
Gi intervenne Wendell, il leader della Pinkwater. Nemmeno a me.
Quindi lasceremo una sentinella a ogni intersezione finch non sapremo dove stiamo andando replic Holden, poi aggiunse: Naomi, inserisci tutti i loro terminali palmari sul nostro canale. Ragazzi, mettetevi gli auricolari. La disciplina di comunicazione sar di non parlare, a meno che io non vi faccia una domanda diretta, o che qualcuno stia per morire.
Ricevuto rispose Wendell, a cui fece eco il resto della sua squadra.
Una volta capito con cosa abbiamo a che fare, richiamer tutte le sentinelle verso la nostra posizione, se necessario. Altrimenti, saranno la nostra via d'uscita nel caso in cui ci trovassimo in difficolt.
Tutti annuirono intorno a lui.
Perfetto. Amos aprir la via. Wendell, coprici le chiappe. Tutti gli altri, in fila nel mezzo a intervalli di un metro disse Holden, poi diede una pacca sul pettorale corazzato di Wendell. Se facciamo un buon lavoro qui, metter una buona parola con la mia gente dell'APE per farvi versare qualche credito extra sui conti, oltre a portarvi via di qui.
Pi che giusto osserv la donna pelle e ossa con l'armatura da due soldi, prima di caricare un colpo nella sua mitraglietta.
Okay. Andiamo. Amos, la mappa di Naomi dice che tra cinquanta metri troveremo un altro portellone pressurizzato, e poi uno spazio di deposito.
Amos annu, poi imbracci l'arma, un pesante fucile automatico con un grosso caricatore. Aveva diversi altri caricatori con s, e un discreto numero di granate appese all'imbragatura della sua corazza marziana. Il metallo tintinnava appena mentre avanzava. Amos percorse il corridoio a passo svelto. Holden si diede un'occhiata rapida alle spalle, gratificato nel vedere i ragazzi della Pinkwater che tenevano il passo e rispettavano le spaziature. Potevano anche sembrare mezzi morti di fame, ma sapevano che cosa stavano facendo.
Cap, c' un tunnel che viene da destra appena prima del portellone disse Amos, fermandosi e posando un ginocchio a terra per esaminare l'inatteso corridoio.
Sulla mappa non compariva. Il che significava che erano stati scavati nuovi tunnel dopo che le piante della stazione erano state aggiornate per l'ultima volta. Modifiche del genere significavano anche che Holden disponeva di ancora meno informazioni di quanto pensasse. Il che non era un bene.
Okay disse Holden, indicando la donna magra con la mitraglietta. Tu sei?
Paula rispose lei.
Paula, questa  la tua intersezione. Cerca di non sparare a nessuno che non ti abbia sparato per primo, ma non permettere che qualcuno ti oltrepassi per nessuna ragione al mondo.
Ricevuto forte e chiaro replic Paula, e prese posizione tenendo d'occhio il corridoio laterale con l'arma pronta a sparare.
Amos prese una granata dall'imbragatura e la porse alla donna.
In caso succedesse qualche casino disse. Paula annu e si appoggi con la schiena alla parete. Amos, in avanguardia, si mosse verso il portellone pressurizzato.
Naomi chiam Holden, guardando verso la porta e il suo meccanismo di chiusura. Portello pressurizzato, uhm... 223-B6. Aprilo.
Ricevuto replic lei. Pochi secondi dopo, Holden ud i chiavistelli che si ritraevano.
Dieci metri prima della prossima intersezione segnata in mappa disse lui, poi osserv i ragazzi della Pinkwater e scelse un uomo dall'aspetto burbero a caso. Sar la tua intersezione, una volta arrivati l.
L'uomo annu e Holden fece un cenno ad Amos. Il meccanico afferr il maniglione con la destra e cominci a contare a ritroso con la sinistra, partendo da cinque. Holden prese posizione di fronte alla porta, imbracciando il fucile d'assalto, pronto a sparare.
Quando Amos arriv a uno, Holden fece un respiro profondo e si precipit oltre la porta, non appena Amos la spalanc un secondo dopo.
Niente. Soltanto altri dieci metri di corridoio, fiocamente illuminati dai pochi LED che non si erano bruciati nei decenni dall'ultima volta che erano stati usati. Anni di condensa microcongelata avevano intrecciato una trama sulla superficie delle pareti simile a tante ragnatele pendule. Sembravano delicate, ma erano mineralizzate e dure come la pietra. A Holden venne in mente un cimitero.
Amos cominci ad avanzare verso l'intersezione e il portellone successivo, puntando l'arma lungo il corridoio. Holden lo segu, con il fucile sulla destra mentre lo teneva puntato verso il passaggio laterale; il riflesso di coprire ogni possibile angolo di ingresso alla propria posizione era diventato automatico, in quell'ultimo anno.
Il suo anno da sbirro.
Naomi aveva detto che non era fatto cos. Holden aveva lasciato la marina senza mai vedere un combattimento reale, eccezion fatta per le cacce ai pirati a cui aveva partecipato dal confortevole punto di osservazione della plancia di comando di una nave da guerra. Aveva lavorato per anni sulla Canterbury, trasportando ghiaccio da Saturno alla Fascia senza mai doversi preoccupare di qualcosa che fosse pi violento di una rissa scoppiata per noia tra scavatori di ghiaccio. Lui era il pacificatore, quello che trovava sempre un modo per calmare la situazione. Quando gli animi s'infiammavano, Holden sapeva come placarli, o sdrammatizzare, o semplicemente come starsene seduto per un turno intero ad ascoltare le frustrazioni farneticanti di gente che si sfogava a proposito di tutto e niente.
La nuova persona che era diventato cercava prima la pistola, poi le parole. Forse Naomi aveva ragione. Quante navi aveva polverizzato, in quell'anno dopo Eros? Una dozzina? Di pi? Si consol con il pensiero che fossero tutti personaggi profondamente malvagi. Sciacalli della peggior specie, che sfruttavano il caos della guerra e il ritiro della Marina della Coalizione come un'opportunit per darsi al saccheggio. Il genere di persone che avrebbe spogliato la tua nave di tutte le parti di valore, rubando anche l'aria e lasciandoti a soffocare alla deriva. Ognuna di quelle navi che aveva abbattuto significava probabilmente la salvezza di decine di navi innocenti, centinaia di vite. Farlo, per, gli aveva portato via qualcosa di cui ogni tanto sentiva la mancanza.
Ogni tanto, come quando Naomi gli aveva detto: Tu non sei cos.'
Se avessero individuato la base segreta in cui era stata portata Mei, c'erano buone possibilit che si dovesse combattere per poterla salvare. Holden si trov a sperare che la cosa lo turbasse, se non altro per provare a s stesso che era ancora cos.
Cap? Tutto bene?
Amos lo fissava.
S disse Holden. Ho solo bisogno di un lavoro diverso.
Potrebbe non essere il momento pi adatto per un cambiamento di carriera, cap.
Non hai tutti i torti ammise Holden, e indic verso l'uomo della Pinkwater che aveva scelto poco prima. Questa  la tua intersezione. Stesse istruzioni. Tieni la posizione finch non ti chiamo.
L'uomo scroll le spalle e annu, poi si volt verso Amos. Niente granate per me?
Nah disse Amos. Paula  pi carina di te. Cont alla rovescia partendo da cinque, come la volta precedente, e Holden attravers la porta.
Si era aspettato un altro corridoio grigio e anonimo, e invece dall'altra parte c'era un grande spazio aperto, con qualche tavolo e vecchie attrezzature polverose sparpagliate a caso per la sala. Una grossa stampante 3D senza pi resina e parzialmente smontata, qualche minigru industriale, uno di quei complessi armadietti automatizzati che si trovavano sotto le scrivanie nei laboratori scientifici e nei reparti medici. La ragnatela mineralizzata copriva le pareti, ma non le scatole o le apparecchiature. Da una parte era riposto un cubo con le pareti di vetro, di un paio di metri per lato. Su uno dei tavoli era impilato un mucchietto di lenzuola, o teli. Dall'altra parte della stanza c'era un altro portellone chiuso.
Holden indic l'attrezzatura abbandonata e disse a Wendell: Vedi se riesci a trovare un qualche punto di accesso alla rete. Se lo trovi, agganciaci questo. Gli consegn il collegamento di rete arrangiato in fretta e furia da Naomi.
Amos invi due dei rimanenti membri della Pinkwater a coprire il portellone chiuso, poi torn da Holden e indic la teca di vetro con il fucile d'assalto.
 abbastanza grande per un paio di bambini disse. Credi che li tenessero l dentro?
Pu darsi rispose Holden, spostandosi per esaminarla. Prax, puoi... Holden s'interruppe quando si rese conto che il botanico era andato verso i tavoli ed era in piedi accanto al mucchietto di stracci. Con Prax accanto a esso, la prospettiva di Holden cambi all'improvviso, e di colpo quello non sembr pi un mucchietto di stracci. Parve molto simile a un corpicino sotto un lenzuolo.
Prax lo fissava, le sue mani si muovevano verso di esso e poi si ritraevano di scatto. Tremava con tutto il corpo.
Questo... questo ... disse, rivolgendosi a nessuno in particolare, tendendo la mano e ritraendola di nuovo.
Holden guard Amos, poi indic Prax con lo sguardo. Il grosso meccanico si spost verso il botanico e gli pos una mano sul braccio.
Che ne dici di lasciarci dare un'occhiata? Va bene?
Holden lasci che Amos accompagnasse Prax qualche passo pi in l prima di spostarsi vicino al tavolo. Quando alz il lenzuolo per guardare sotto, Prax fece un rumore secco, come quando si prende fiato prima di emettere un grido. Holden si spost in modo da coprire la visuale di Prax.
Sul tavolo giaceva un bambino. Era magrissimo, con una zazzera di capelli neri scarmigliati e la pelle scura. I suoi vestiti avevano colori accesi: pantaloni gialli e una maglietta verde con il disegno di un coccodrillo con delle margherite. Ci che ne aveva causato la morte non era immediatamente evidente.
Holden sent del trambusto alle sue spalle e si volt; vide Prax con il viso arrossato, che si dimenava per oltrepassare Amos e arrivare al tavolo. Il meccanico lo stava trattenendo con un braccio, in una morsa che era a met strada tra una presa da wrestling e un abbraccio.
Non  lei disse Holden.  un bambino, ma non  lei. Un bambino. Quattro, forse cinque anni.
Quando Amos sent quelle parole, lasci andare Prax. Il botanico si precipit verso il tavolo, tirando via il lenzuolo e lasciandosi sfuggire un grido soffocato.
 Katoa esclam Prax. Lo conosco. Suo padre...
Non  Mei ripet Holden, posando una mano sulla spalla di Prax. Dobbiamo continuare a cercare.
Prax si scroll la sua mano di dosso.
Non  Mei ripet ancora Holden.
Ma Strickland era qui disse Prax. Era il loro dottore. Pensavo che, se era con loro, sarebbero stati...
Holden non disse niente. Stava pensando la stessa cosa. Se uno dei bambini era morto, potevano esserlo tutti.
Pensavo che significasse che li avrebbero tenuti in vita osserv Prax. Ma hanno lasciato morire Katoa. L'hanno semplicemente lasciato morire cos, e l'hanno messo sotto questo lenzuolo. Mi dispiace tanto, Basia...
Holden afferr Prax e lo fece voltare. Nel modo in cui immaginava che avrebbe fatto un poliziotto.
Quello disse, indicando il corpicino sul tavolo non  Mei. Vuoi trovarla? E allora dobbiamo continuare a muoverci.
Gli occhi di Prax si erano riempiti di lacrime e le sue spalle sobbalzavano in singhiozzi silenziosi, ma annu e si allontan dal tavolo. Amos l'osserv attentamente. L'espressione del meccanico era imperscrutabile. Il pensiero gli venne spontaneo: spero che portare Prax con noi sia stata una buona idea.
Dall'altra parte della stanza, Wendell mand un fischio e agit una mano. Indic il congegno di accesso alla rete di Naomi collegato a una porta nel muro e alz il pollice.
Naomi, ci sei? chiese Holden mentre ritirava su il lenzuolo per coprire il corpo del bambino morto.
S, ci sono rispose lei, con tono distratto mentre lavorava sui dati in ingresso. Il traffico di questo nodo  criptato. Ho gi messo la Somnambulist al lavoro per la decodifica, ma non  nemmeno lontanamente paragonabile alla Roci. Potrebbe volerci un po'.
Continua a provarci replic Holden, e fece segno ad Amos. Se per c' traffico sulla rete, significa che qualcuno  ancora qui.
Se aspetti un minuto intervenne Naomi potrei essere in grado di darvi accesso alle telecamere di sicurezza e a una pianta dei luoghi pi aggiornata.
Mandaci quello che puoi, quando puoi, ma non possiamo aspettare.
Amos raggiunse Holden e si picchiett il visore del casco. Prax era in piedi, da solo, davanti al cubo di vetro; lo fissava come se dentro ci fosse qualcosa da vedere. Holden si aspettava che Amos gli dicesse qualcosa del botanico, ma il meccanico lo sorprese.
Hai fatto caso alla temperatura, cap?
Gi rispose Holden. Ogni volta che controllo, i sensori riportano dannatamente freddo'.
Sono appena stato accanto alla porta continu Amos. La temperatura  salita di mezzo grado.
Holden ci riflett per un istante, controllando sul suo visore e tamburellandosi la coscia con la punta delle dita.
C' un ambiente nell'altra stanza. La stanno riscaldando.
Mi pare probabile disse Amos, impugnando il grosso fucile automatico con entrambe le mani e togliendo la sicura.
Holden fece segno al resto della squadra della Pinkwater di raggiungerli.
A quanto pare abbiamo raggiunto la porzione abitata di questa base. Io e Amos entreremo per primi. Voi tre Holden indic i tre uomini della Pinkwater che non erano Wendell seguiteci e copriteci il fianco. Wendell, paraci le spalle e assicurati che possiamo ritirarci in tutta fretta se le cose dovessero andar male. Prax...
Holden si ferm, guardandosi intorno alla ricerca del botanico. L'uomo si era silenziosamente avvicinato alla porta nella stanza adiacente. Aveva estratto dalla tasca la pistola che gli aveva dato Amos. Mentre Holden lo guardava, allung la mano e apr la porta, poi l'attravers deciso.
Porca puttana disse il meccanico in tono piatto.
Merda esclam Holden. Poi aggiunse: Via, via, via mentre scattava verso la porta, ormai aperta.
Appena prima di arrivare al portellone, ud Prax esclamare Che nessuno si muova con voce forte ma tremula.
Holden si precipit nella stanza dall'altra parte, andando a destra mentre Amos lo seguiva da vicino e prendeva la sinistra. Prax era in piedi pochi passi oltre la soglia; la grossa pistola nera sembrava un oggetto improbabile nella sua mano pallida e tremante. L'ambiente era molto simile a quello che si erano appena lasciati alle spalle, tranne per il fatto che questo ospitava un piccolo gruppo di persone. Persone armate. Holden cerc di individuare tutto ci che poteva essere usato come riparo. Sparse per la stanza c'erano una mezza dozzina di grosse casse grigie, riempite con attrezzature scientifiche in vari stadi di smontaggio. Qualcuno aveva messo su una panca il suo terminale palmare, che diffondeva musica dance. Su una delle casse c'erano diversi cartoni di pizza aperti, con la maggior parte degli spicchi mancanti, alcuni dei quali erano ancora tra le mani dei presenti. Holden cerc di contarli. Quattro. Otto. Una dozzina buona, tutti con gli occhi sgranati e che si guardavano intorno, pensando a cosa fare.
A Holden sembr una stanza piena di gente che preparava i bagagli per la partenza, e che si era concessa una breve pausa per il pranzo. Tranne per il fatto che le persone in quella stanza avevano tutte una fondina sul fianco e avevano lasciato il cadavere di un bambino a marcire nella stanza accanto.
Che nessuno! Si muova! ripet Prax, stavolta con pi forza.
Dovreste dargli retta aggiunse Holden, spostando la canna del suo fucile in un lento arco, a coprire tutta la stanza. Per rafforzare il concetto, Amos si avvicin al tizio pi vicino e schiant con noncuranza il calcio della sua arma automatica nel costato dell'uomo, facendolo crollare a terra come un sacco di sabbia bagnata. Holden ud il tramestio dei suoi uomini della Pinkwater che entravano correndo alle sue spalle e che prendevano posizione in copertura.
Wendell disse Holden, senza abbassare il fucile. Fammi il favore di disarmare queste persone.
No replic una donna dal viso severo, con uno spicchio di pizza in una mano. No, non credo proprio.
Prego? chiese Holden.
No ripet la donna, dando un altro morso alla sua pizza. Con la bocca piena, aggiunse: Siete soltanto in sette. Soltanto in questa stanza, noi siamo in dodici. E ce ne sono molti altri, dietro di noi, che accorreranno al primo sparo. Per cui: no, non potete disarmarci.
Sorrise compiaciuta a Holden, poi diede un altro morso. Holden poteva sentire il profumo di una buona pizza al formaggio e peperoni sovrastare l'onnipresente odore di ghiaccio di Ganimede e la puzza del proprio sudore. La cosa port il suo stomaco a mandare un brontolio intempestivo. Prax punt la pistola contro la donna, bench la sua mano tremasse a tal punto che il suo bersaglio probabilmente non si sentiva particolarmente minacciato.
Amos indirizz un'occhiata a Holden con la coda dell'occhio, come a chiedere: E ora che facciamo, capo?'
Nella mente di Holden la stanza si trasform in un dilemma tattico con uno scatto quasi tangibile. Gli undici potenziali combattenti ancora in piedi erano separati in tre gruppi. Nessuno di loro indossava corazze visibili. Amos poteva senz'altro abbattere il gruppo di quattro sulla sinistra con un'unica sventagliata della sua automatica. Holden era piuttosto sicuro di poter far fuori i tre che aveva di fronte. Il che ne lasciava altri quattro da gestire per quelli della Pinkwater. Meglio non contare su Prax.
Terminato il rapido calcolo di possibili perdite, quasi senza volerlo, il suo pollice fece scattare il fucile da battaglia in modalit automatica.
Tu non sei cos.
Merda.
Tutto questo non  necessario disse, invece di aprire il fuoco. Nessuno deve per forza morire, qui, oggi. Stiamo cercando una bambina. Aiutateci a trovarla, e usciremo tutti sani e salvi da questa situazione.
Holden riusc a indovinare che l'arroganza e la spavalderia della donna erano soltanto una facciata. Oltre la maschera si nascondeva la preoccupazione, mentre soppesava le perdite che la sua squadra avrebbe subto contro i rischi di negoziare per vedere che cosa ne sarebbe uscito fuori. Holden le rivolse un sorriso e un cenno del capo per aiutarla a decidere. Parla con me. Siamo tutta gente razionale, qui.
Ma non tutti lo erano.
Dov' Mei? grid Prax, spingendo la pistola verso di lei come se il suo gesto potesse in qualche modo traslarsi attraverso l'aria. Dimmi dov' Mei!
Io... fece per rispondere lei, ma Prax continu a gridare Dov' la mia bambina? e arm la pistola.
Come a rallentatore, Holden vide undici mani scattare verso le fondine alle loro cinture.
Merda.

17.

Prax

Nei film e nei videogiochi che costituivano la base della sua comprensione sulle interazioni tra gente violenta, il gesto di armare una pistola era pi una sorta di punto esclamativo che una minaccia concreta. Un agente della sicurezza impegnato in un interrogatorio poteva cominciare con qualche minaccia verbale e schiaffi, ma, allorch armava la pistola, significava che era giunto il momento di prenderlo sul serio. Non era una cosa su cui Prax aveva riflettuto pi approfonditamente che non su quale orinatoio usare quando non era l'unico utente del bagno pubblico o su come salire e scendere da un tubo di trasporto. Era l'innata etichetta della saggezza infusa. Gridavi, minacciavi, armavi la pistola, e poi si parlava.
Dov' la mia bambina? grid.
Arm la pistola.
La reazione fu quasi immediata: uno scoppio secco, mozzato, come una valvola ad alta pressione che cedeva, ma molto pi forte. Prax barcoll all'indietro, lasciandosi quasi sfuggire di mano la pistola. Che avesse sparato per sbaglio? No, le sue dita non avevano toccato il grilletto. L'aria era tagliente, acida. La donna con la pizza era scomparsa. Anzi, no, non era scomparsa. Era a terra. Qualcosa di terribile era accaduto alla sua mascella. Mentre lui la guardava, la bocca devastata della donna si mosse, come se stesse cercando di parlare. Prax non ud altro che un gemito acuto. Si chiese se si fosse rotto i timpani. La donna con la mascella distrutta fece un lungo respiro tremante, e poi non ne fece altri. Con un certo distacco, Prax not che aveva estratto la sua pistola. L'arma era ancora stretta nella sua mano. Non riusc a capire quando l'avesse fatto. Il terminale che diffondeva musica dance cambi brano, arrivando appena a oltrepassare il ronzio che aveva nelle orecchie.
Non sono stato io a sparare disse. La sua voce sembrava arrivargli come se si fosse trovato nel vuoto parziale, con l'aria troppo rarefatta per trasmettere l'energia delle onde sonore. Eppure riusciva a respirare. Si chiese di nuovo se lo sparo gli avesse perforato i timpani. Si guard intorno. Erano spariti tutti. Era rimasto da solo nella stanza. Oppure no, erano dietro copertura. Gli venne in mente che anche lui avrebbe forse fatto meglio a mettersi al riparo. Solo che nessuno stava sparando, e non sapeva bene dove andare.
La voce di Holden sembr arrivare da molto lontano.
Amos?
S, cap?
Ti spiace togliergli l'arma, ora?
Ci penso io.
Amos si alz da dietro una delle casse pi vicine alla parete. La sua corazza marziana aveva una lunga strisciata chiara sul petto e due cerchi bianchi appena sotto il costato. Amos zoppic verso di lui.
Mi dispiace, doc disse. Dartela  stato un mio errore. Magari la prossima volta, va bene?
Prax fiss la mano aperta dell'omone, poi vi pos cautamente la pistola.
Wendell? chiam Holden. Prax non era ancora certo di dove fosse, ma gli sembr pi vicino. Probabilmente era soltanto il suo udito che tornava a funzionare. L'odore acre nell'aria si tramut in qualcosa di pi ramato. A Prax vennero in mente delle pile di concime inacidito: un lezzo caldo, organico e snervante.
Un caduto disse Wendell.
Troveremo un medico replic Holden.
Un pensiero carino, ma non servir osserv Wendell. Finiamo la missione. Li abbiamo beccati quasi tutti, ma due o tre sono riusciti a uscire dalla porta. Daranno l'allarme.
Uno dei soldati della Pinkwater si alz. Aveva il braccio sinistro coperto di sangue. Un altro giaceva a terra; met del suo viso era semplicemente svanita. Poi apparve Holden. Si stava massaggiando il gomito destro, e la corazza mostrava una nuova scheggiatura sulla tempia sinistra.
Che cosa  successo? chiese Prax.
Hai dato il via a una sparatoria spieg Holden. Okay, procediamo prima che possano organizzare la difesa.
Prax cominci a notare altri corpi. Uomini e donne che poco prima mangiavano pizza e ascoltavano musica. Erano stati armati, ma gli uomini di Holden avevano armi automatiche e fucili d'assalto, e alcuni di loro disponevano anche di quelle che sembravano essere corazze militari. La differenza di risultato non era stata minima.
Amos, apri la strada lo invit Holden, e l'omone attravers la porta verso l'ignoto. Prax fece per seguirlo, e il capo della squadra della Pinkwater lo prese per un gomito.
Perch non resta con me, professore? disse.
S. Io... va bene.
Dall'altra parte della porta, le stanze cambiavano stile. Si trovavano ancora chiaramente nei vecchi tunnel di Ganimede. Le pareti avevano ancora quella ragnatela di ghiaccio mineralizzato, l'illuminazione era costituita da vecchi alloggiamenti per lampade a LED, e le pareti grigie mostravano punti in cui il ghiaccio si era sciolto e poi rappreso durante un qualche imprevisto sbalzo climatico in anni, o decenni, precedenti. Ma attraversare quella soglia era come passare dal regno dei morti a qualcosa di vivo. L'aria era pi calda, c'era odore di corpi e di terreno fresco, e il profumo tagliente, insidioso di disinfettante fenolico. L'ampia sala in cui erano entrati avrebbe potuto essere lo spazio comune di uno qualunque della dozzina di laboratori in cui aveva lavorato Prax. Tre porte metalliche erano chiuse lungo la parete sul fondo e una serranda d'acciaio per il carico merci era aperta di fronte a loro. Amos e Holden si diressero verso le tre porte chiuse; il meccanico le sfond con un calcio, una dopo l'altra. Quando la terza si spalanc, Holden grid qualcosa, ma le sue parole si persero nel latrato di una pistola e nel fuoco di risposta di Amos.
I due soldati della Pinkwater rimasti, che non erano Wendell, avanzarono cautamente, premendo la schiena al muro su entrambi i lati dell'apertura di carico. Prax fece per seguirli, ma Wendell gli pos una mano sulla spalla, fermandolo. L'uomo a sinistra della porta si sporse con la testa nell'apertura e la ritir di scatto. Una pallottola scav una striscia sulla parete, nel punto in cui l'aveva mancato.
Che cosa mi puoi dare? chiese Holden, e per un istante Prax credette che stesse parlando con loro. Gli occhi di Holden erano duri, e il cipiglio sembrava inciso nella sua pelle. Poi Naomi disse qualcosa che lo fece sorridere, e soltanto allora apparve stanco e triste. E va bene. Abbiamo una pianta parziale dei luoghi. Da l si entra in una sala aperta. Il pavimento scende di due metri, con due uscite rispettivamente a ore dieci e a ore una. Ma  costruita come una fossa, per cui abbiamo un vantaggio di posizione.
Il che lo rende un posto decisamente stupido per impostare una difesa, quindi osserv Wendell.
Ci furono degli spari, e tre piccoli fori apparvero nel metallo della serranda di carico. La gente dall'altra parte sembrava piuttosto nervosa.
Eppure i fatti suggeriscono...
Vuoi parlare con loro, cap? chiese Amos. O facciamo la cosa pi ovvia?
Quella domanda significava qualcosa di pi di quanto non capisse Prax; di questo almeno era sicuro. Holden fece per parlare, esit, e poi annu in direzione dell'apertura.
Chiudiamo questa faccenda disse.
Holden e Amos si diressero correndo verso la serranda, con Prax e Wendell alle calcagna. Qualcuno stava gridando ordini nella stanza accanto. Prax riusc a cogliere le parole carico pagante' ed evacuare', e il cuore gli si strinse in petto. Evacuare. Non potevano permettere che se ne andasse nessuno, prima di aver trovato Mei.
Io ne conto sette disse uno dei soldati della Pinkwater. Potrebbero essere di pi.
Bambini? chiese Amos.
Non ne ho visti.
Forse sar meglio controllare di nuovo replic Amos, chinandosi oltre la porta. Prax trattenne il fiato, aspettandosi di vedere la testa dell'uomo dissolversi in una pioggia di proiettili, ma Amos si stava gi ritirando quando partirono i primi spari.
Che cosa abbiamo, allora? concluse Holden.
Pi di sette rispose Amos. Lo stanno usando come punto di strettoia, ma il tipo ha ragione. O non sanno che cosa stanno facendo, o c' qualcosa laggi che non possono lasciarsi indietro.
Per cui o sono dilettanti presi dal panico, o hanno qualcosa di importante da difendere disse Holden.
Un barattolo metallico grande quanto un pugno rotol oltre la soglia, sferragliando. Amos raccolse la granata con noncuranza e la rigett oltre la serranda. La detonazione illumin la stanza, e lo scoppio fu pi forte di qualsiasi altra cosa Prax avesse mai sentito. Il ronzio nelle sue orecchie raddoppi d'intensit.
Potrebbero essere entrambe le cose grid Amos, in tono colloquiale, da molto lontano.
Nella stanza adiacente, qualcosa and in frantumi. Giunsero grida di persone. Prax immagin dei tecnici come quelli che aveva visto nella stanza precedente fatti a brandelli dalla loro stessa granata. Uno dei soldati della Pinkwater si sporse per sbirciare attraverso il velo di fumo. Si ud il verso di un fucile d'assalto e l'uomo si tir indietro, tenendosi la pancia. Del sangue cominci a sgorgargli tra le dita. Wendell oltrepass Prax e si inginocchi accanto al suo soldato caduto.
Mi dispiace, signore si scus l'uomo della Pinkwater. Sono stato avventato. Lasciatemi qui e terr la retroguardia finch posso.
Capitano Holden disse Wendell. Se dobbiamo fare qualcosa, sar meglio farla in fretta.
Le grida nell'altra stanza si fecero pi forti. Qualcuno emise un ruggito disumano. Prax si chiese se avevano del bestiame, l dentro. Quel verso sembrava quasi quello di un toro ferito a morte. Prax dovette lottare contro l'istinto di tapparsi le orecchie. Poi ci fu un altro rumore fortissimo. Holden annu.
Amos. Ammorbidiscili, poi entriamo.
Ricevuto, cap rispose Amos, posando a terra l'arma. Prese due granate, tir via le sicure di plastica rosa, fece rotolare i barilotti oltre l'apertura e raccolse il fucile da terra. La doppia detonazione fu pi profonda di quanto non fosse stata la prima, ma non altrettanto forte. Ancor prima che l'eco svanisse, Amos, Holden, Wendell e l'ultimo soldato rimasto si gettarono attraverso l'apertura, sparando all'impazzata.
Prax esit. Era disarmato. Il nemico era appena oltre la soglia. Sarebbe potuto restare l e occuparsi del ferito. Ma l'immagine che non voleva lasciare la sua mente era il corpo immobile di Katoa. Il bambino morto era a non pi di un centinaio di metri da l. E Mei...
Tenendo la testa bassa, Prax attravers l'apertura. Holden e Wendell erano alla sua destra, Amos e l'altro soldato alla sua sinistra. Se ne stavano tutti e quattro accovacciati, con le armi pronte a far fuoco. Il fumo aggred gli occhi e le narici di Prax, e i riciclatori d'aria emisero un lamento, sforzandosi di ripulire l'aria.
Be', questa poi esclam Amos. Davvero strano, cazzo.
La sala era costruita su due livelli: una passerella sopraelevata ampia un metro e mezzo e un pavimento ribassato, due metri pi sotto. Un ampio passaggio conduceva verso il basso a ore dieci, mentre dall'altra parte si apriva una porta verso il livello superiore. La fossa sotto di loro era un caos. Le pareti erano coperte di sangue, che era schizzato fin sul soffitto. Sotto di loro giacevano a terra diversi cadaveri. Da quel massacro saliva un sottile velo di fumo.
Avevano usato delle attrezzature per ripararsi. Prax riconobbe una microcentrifuga, schiantata quasi del tutto fuori dal telaio di contenimento. Schegge di ghiaccio spesse due dita baluginavano sulla scena della carneficina. Una vasca di azoto liquido era inclinata da un lato, e l'indicatore di allarme mostrava che era andata in blocco. Una massiccia macchina per il blotting - doveva pesare almeno duecento chili - giaceva a un angolo improbabile, come il giocattolo di un bambino gettato da una parte nell'estasi del gioco.
Ma che diavolo di armamentario hai? chiese Wendell, con voce stupefatta. Dall'ampio passaggio a ore dieci provennero delle grida e un rumore di spari.
Non credo che siamo stati noi rispose Holden. Andiamo. A passo svelto.
Si calarono nella fossa del massacro. Un cubo di vetro come quello che avevano gi visto se ne stava nel mezzo, impietosamente frantumato. Il sangue rendeva scivoloso il pavimento sotto i loro piedi. In un angolo c'era una mano, con la pistola ancora stretta in pugno. Prax distolse lo sguardo. Mei era l. Non poteva perdere la concentrazione. Non poteva sentirsi male.
Continu ad andare avanti.
Holden e Amos guidarono il gruppo verso i rumori di combattimento. Prax li segu a passo svelto. Allorch cerc di restare pi indietro, lasciando passare prima Wendell e il suo compatriota, gli uomini della Pinkwater lo spinsero delicatamente avanti. Prax si rese conto che stavano coprendo la retroguardia. Nel caso in cui qualcuno gli arrivasse addosso da dietro. Avrebbe dovuto pensarci.
Il passaggio si apriva ancora, ampio ma basso. Grossi robot industriali da carico, con gli indicatori ambrati che li dichiaravano inattivi, se ne stavano parcheggiati accanto a dei bancali di casse da rifornimento ricoperte di schiuma protettiva. Amos e Holden si spostarono lungo la sala con un'esperta efficienza che lasci Prax a bocca aperta. Ma, a ogni svolta che raggiungevano, a ogni porta che aprivano, si trov a desiderare che andassero ancora pi veloci. Lei era l, e lui doveva trovarla. Prima che le facessero del male. Prima che potesse succedere qualcosa. E, a ogni corpo che trovavano, la nauseante sensazione che qualcosa fosse gi accaduto gli affondava sempre di pi nello stomaco.
Avanzavano rapidamente. Troppo rapidamente. Quando raggiunsero il fondo - un portellone pressurizzato alto quattro metri e largo almeno sette - Prax non riusc a immaginare che ci fosse qualcuno dietro. Amos lasci pendere il fucile sul fianco mentre armeggiava con i controlli del portellone. Holden fiss il soffitto stringendo gli occhi, come se potesse esserci scritto qualcosa sopra. La terra trem e fece scricchiolare la base segreta.
Era un lancio? disse Holden. Era un lancio!
Gi replic Amos. Sembra che abbiano un molo di attracco, l fuori. I monitor lo mostrano vuoto, per. Qualunque cosa fosse, era l'ultimo treno per uscire da qui.
Prax ud qualcuno gridare. Gli ci volle un secondo per rendersi conto che era lui stesso. Come se stesse guardando il suo corpo muoversi senza di lui, si precipit verso le porte di metallo sigillate, picchiandoci sopra con i pugni chiusi. Lei era l. Era proprio l, su quella nave che si stava allontanando da Ganimede. Riusciva a sentirla, come se avesse uno spago legato al cuore che a ogni istante lo tirava un po' di pi.
Svenne per un secondo. O forse di pi. Quando torn in s, era adagiato sull'ampia spalla di Amos, con la corazza che gli premeva dolorosamente sulla pancia. Si tir su spingendo con le mani per vedere il portellone che indietreggiava a poco a poco dietro di loro.
Mettimi gi disse Prax.
Non posso replic Amos. Il capitano dice...
Ci fu una sventagliata di mitraglietta, e Amos lasci cadere Prax a terra, chinandosi su di lui, con il fucile pronto a sparare.
Ma che cazzo succede, cap? chiese Amos.
Prax alz gli occhi in tempo per vedere il soldato della Pinkwater che veniva abbattuto, con il sangue che gli fuoriusciva dalla schiena. Wendell era a terra, intento a rispondere al fuoco verso l'angolo nemico.
Ci siamo fatti sfuggire qualcuno disse Holden. Oppure devono aver richiamato i loro amichetti.
Non sparate esclam Prax. E se fosse Mei? E se l'avessero presa con loro?
Non ce l'hanno, doc rispose Amos. Sta' gi.
Holden stava gridando, e le parole gli uscivano di bocca troppo rapide per poterle capire. Prax non sapeva se stesse parlando con Amos, con Wendell, con Naomi sulla nave, o con lui. Poteva essere con chiunque di loro. Con tutti loro. Quattro uomini sbucarono dall'angolo, armi alla mano. Avevano le stesse tute indossate dagli altri. Uno portava dei lunghi capelli neri e il pizzetto. Un'altra era una donna con la pelle color crema di burro. I due nel mezzo potevano essere fratelli - avevano gli stessi capelli castani tagliati corti e il medesimo naso lungo.
Da qualche parte alla destra di Prax, il fucile automatico abbai due volte. Tutti e quattro caddero riversi. Era come la scena di uno di quei programmi di scherzi televisivi. Otto gambe, segate via in un colpo. Quattro persone che Prax non conosceva, che non aveva mai incontrato, cadute cos. Erano semplicemente cadute, cos. Sapeva che non si sarebbero mai pi rialzate.
Wendell? disse Holden. Situazione?
Caudel  morto rispose Wendell. Non sembrava triste. Non sembrava niente di niente. Credo di essermi rotto un polso. Qualcuno sa da dove sono arrivati?
No replic Holden. Vediamo di non dare per scontato che fossero da soli, per.
Tornarono sui loro passi attraverso quei lunghi, ampi passaggi. Oltre i corpi di uomini e donne che non avevano ucciso, ma che ormai erano comunque morti. Prax non tent di impedirsi di piangere. Non ce n'era motivo. Se fosse riuscito a continuare a muovere le gambe, a mettere un piede davanti all'altro, sarebbe stato gi abbastanza.
Raggiunsero la fossa insanguinata dopo pochi minuti, o un'ora, o una settimana. Prax non avrebbe saputo dirlo, e tutte le possibilit sembravano ugualmente plausibili. I corpi dilaniati puzzavano, il sangue versato si stava raggrumando in una gelatina viscosa color ribes, le viscere sventrate liberavano nell'ambiente colonie di batteri solitamente trattenute dall'intestino. Sulla passerella c'era una donna. Com'era che si chiamava? Paula. Ecco come si chiamava.
Perch non sei al tuo posto? scatt Wendell quando la vide.
Guthrie ha chiesto rinforzi. Ha detto che era stato colpito al ventre e stava per svenire. Gli ho portato un po' di adrenalina e speed.
Ben fatto approv Wendell.
Uchi e Caudel?
Non ce l'hanno fatta lo inform Wendell.
La donna annu, ma Prax vide un'ombra passarle sul viso. Tutti quanti, l, stavano perdendo qualcuno. La sua tragedia era soltanto una tra altre decine. Centinaia. Migliaia. Forse milioni, quando l'effetto a cascata si fosse esaurito del tutto. Quando la morte aveva questi numeri, cessava di avere un senso. Prax si appoggi alla vasca di azoto liquido, prendendosi la testa tra le mani. Ci era arrivato cos vicino. Cos vicino...
Dobbiamo trovare quella nave disse.
Dobbiamo ripiegare e fare il punto della situazione replic Holden. Siamo venuti qui alla ricerca di una bambina scomparsa. Ora abbiamo per le mani una stazione scientifica sotto copertura che qualcuno stava imballando e portando via da qui. E un molo di attracco segreto. E un terzo soggetto che stava combattendo contro questa gente mentre lo facevamo anche noi.
Terzo soggetto? chiese Paula.
Wendell indic la carneficina.
Non siamo stati noi disse.
Non sappiamo che cosa abbiamo di fronte osserv Holden. E, finch non lo sapremo, dobbiamo ritirarci in buon ordine.
Non possiamo fermarci disse Prax. Non posso fermarmi. Mei ...
Probabilmente morta intervenne Wendell. La ragazzina  probabilmente morta. E, se non lo ,  viva da qualche parte che non  Ganimede.
Mi dispiace esclam Holden.
Quel bambino morto, disse Prax Katoa. Suo padre ha portato via la sua famiglia da Ganimede appena ha potuto. Li ha portati in un posto sicuro. Altrove.
Mossa saggia comment Holden.
Prax cerc il sostegno di Amos, ma l'omone era intento a curiosare tra le macerie, evitando scrupolosamente di schierarsi con chicchessia.
Quel bambino era vivo disse Prax. Basia disse che sapeva che suo figlio era morto, ha fatto i bagagli e se n' andato, e... quando  salito su quella nave? Suo figlio era qui. In questo laboratorio. Ed era vivo. Per cui non venitemi a dire che Mei  probabilmente morta.
Rimasero tutti in silenzio per un momento.
Non ditemelo ripet Prax.
Cap? chiam Amos.
Un minuto soltanto replic Holden. Prax, non dir che so che cosa stai passando, ma anch'io ho delle persone a cui voglio bene. Non posso dirti cosa fare, ma permettimi di chiederti - chiederti - di riflettere bene su quale sia la strategia migliore per te. E per Mei.
Cap disse Amos. Dico sul serio, dovresti venire a dare un'occhiata.
Amos era in piedi accanto al cubo di vetro in frantumi. Il fucile gli pendeva inerte e dimenticato in mano. Holden si accost all'omone e segu il suo sguardo verso il contenitore distrutto. Prax si allontan dalla vasca di azoto liquido e li raggiunse. E l, aggrappata alle pareti di vetro che erano rimaste in piedi, c'era una rete di sottili filamenti neri. Prax non avrebbe saputo dire se si trattasse di un polimero artificiale o di una sostanza naturale. Era una sorta di ragnatela. Aveva una struttura affascinante, per. Allung una mano per toccarla e Holden lo afferr per un polso, strattonandolo via con tanta forza da fargli male.
Quando Holden apr bocca, le sue parole erano misurate e calme, il che non fece che rendere il panico che le sottendeva ancor pi spaventoso.
Naomi, prepara la nave. Dobbiamo andarcene da questa luna. E dobbiamo farlo subito.

18.

Avasarala

Che cosa ne pensa? le chiese il segretario generale dal margine superiore sinistro del pannello. Sul lato destro, Errinwright era chino in avanti a pochi centimetri, pronto a intervenire se Avasarala avesse perso la pazienza.
Ha letto il rapporto, signore disse dolcemente Avasarala.
Il segretario generale agit la mano in un cerchio pigro. Era sulla sessantina, e indossava i decenni con l'eleganza elfica di un uomo libero da pensieri gravosi. Gli anni che Avasarala aveva passato a costruirsi una carriera da tesoriere del Fondo Previdenziale dei Lavoratori a governatore distrettuale della Zona di Interesse Comunitario di Maharshta-Karnataka-Goa, lui li aveva trascorsi come prigioniero politico in una struttura di minima sicurezza nella recentemente ricostruita foresta pluviale andina. I lenti, spietati ingranaggi del potere lo avevano innalzato alla celebrit, e la sua abilit nel dare l'impressione di essere all'ascolto gli conferiva un'aria solenne senza l'inconveniente di dover fornire una sua opinione. Se anche un uomo fosse stato programmato fin dalla nascita per essere il fantoccio governativo ideale, non sarebbe comunque riuscito a raggiungere la perfezione incarnata dal segretario generale Esteban Sorrento-Gillis.
I resoconti politici non catturano mai gli elementi salienti disse il pupazzo. Mi dica che opinione ne ha lei.
La mia opinione  che non hai letto quei cazzo di rapporti, pens Avasarala. Non che me ne possa lamentare. Si schiar la gola.
Sono solo esercizi di stile senza una battaglia reale, signore disse Avasarala. I giocatori in campo sono i migliori. Michael Undawe, Carson Santiseverin, Ko Shu. Si sono portati appresso abbastanza militari da dar prova di non essere soltanto delle scimmie ammaestrate. Fino a ora, per, l'unica persona ad aver detto qualcosa di interessante  stata una marine che avevano portato con loro per fare da soprammobile. Per il resto, stiamo tutti aspettando che qualcuno dica qualcosa di rivelatore.
E che mi dice il segretario generale fece una pausa e abbass il tono di voce dell'ipotesi alternativa?
C' attivit su Venere rispose Avasarala. Non sappiamo ancora che cosa possa significare. C' stato un massiccio incremento nella presenza di ferro elementare nell'emisfero nord, durato quattordici ore. Abbiamo anche registrato una serie di eruzioni vulcaniche. Dato che il pianeta non ha alcun movimento tettonico, immaginiamo che la protomolecola stia facendo qualcosa al suo manto geologico, ma non sappiamo dire cosa. I nostri esperti hanno elaborato un modello statistico che illustra l'output energetico approssimativo richiesto per i cambiamenti che abbiamo osservato. Il modello suggerisce che il livello di attivit totale sia in crescita del trecento percento circa all'anno, questo per quanto riguarda gli ultimi diciotto mesi.
Il segretario generale annu con espressione seria. Era quasi come se avesse davvero capito una parte qualunque di ci che Avasarala gli aveva appena detto. Errinwright tossicchi.
Abbiamo qualche prova che colleghi l'attivit su Venere agli eventi di Ganimede? chiese.
S rispose Avasarala. Un picco energetico anomalo  stato registrato nello stesso istante in cui avveniva l'attacco su Ganimede. Ma  soltanto un dato unico. Potrebbe trattarsi di una coincidenza.
Dal canale del segretario generale giunse la voce di una donna, e lui annu.
Temo che il dovere mi stia chiamando disse. Sta facendo un ottimo lavoro, Avasarala. Dannatamente ottimo.
Non riesco a dirle quanto possa significare, detto da lei, signore replic la donna con un sorriso. Mi licenzierebbe.
Mezzo istante dopo, il segretario generale abbai una risata e agit il dito in primo piano prima che il messaggio verde di comunicazione interrotta riempisse lo schermo al suo posto. Errinwright torn ad appoggiarsi allo schienale, premendosi i palmi sulle tempie. Avasarala prese la sua tazza di t e la sorseggi con le sopracciglia alzate e lo sguardo fisso in camera, invitandolo a dire qualcosa. Il t non era ancora del tutto tiepido.
E va bene disse Errinwright. Ha vinto.
Votiamo la sfiducia contro di lui?
Errinwright rise, come raramente faceva. Ovunque si trovasse, fuori dalla sua finestra era buio, per cui era dallo stesso lato del pianeta in cui si trovava lei. Che da entrambi fosse notte dava a quella riunione un senso di vicinanza e intimit che aveva pi a che fare con la sua spossatezza che con altro.
Di cosa ha bisogno per risolvere la situazione su Venere? chiese lui.
Risolvere?
Ho scelto male le parole disse Errinwright. Ha tenuto d'occhio Venere da quando  iniziata tutta questa situazione. Ha mantenuto le cose tranquille con i marziani. Ha trattenuto Nguyen.
L'ha notato, allora?
Questi incontri sono arrivati a un punto morto, e non voglio sprecare il suo talento facendole fare da balia a un'impasse. Abbiamo bisogno di chiarezza, e ne abbiamo bisogno un mese fa. Chieda pure le risorse di cui ha bisogno, Chrisjen, e imbrigli Venere o ci metta al sicuro da essa. Le sto dando carta bianca.
Finalmente posso andare in pensione rispose lei, ridendo. Con sua sorpresa, Errinwright la prese sul serio.
Se vuole, ma prima si occupi di Venere. Questa  la questione pi importante a cui ci sia mai stato chiesto di rispondere. Confido in lei.
Far del mio meglio promise la donna. Errinwright annu e chiuse il collegamento.
Avasarala si chin in avanti sulla scrivania, premendosi le dita sulle labbra. Era successo qualcosa. Qualcosa era cambiato. O Errinwright aveva letto abbastanza su Venere da farsi venire la sua piccola dose personale di strizza, o qualcuno la voleva fuori dal negoziato con Marte. Qualcuno che aveva abbastanza peso da spingere Errinwright a cacciarla al piano di sopra. Possibile che Nguyen disponesse di sponsor tanto forti?
Certo, cos lei otteneva quel che voleva. Dopotutto aveva detto - ed era sincera, quando lo aveva fatto - che non poteva rifiutare quel progetto, ma il successo aveva un retrogusto amaro. O forse stava facendo troppa dietrologia. Lo sapeva solo dio, quante ore di sonno le mancavano, e la fatica la rendeva paranoica. Controll l'ora. Le dieci di sera. Non sarebbe riuscita a tornare da Arjun, quella sera. Un'altra mattinata passata nei deprimenti quartieri dei VIP, a bere caff annacquato e a far finta di essere interessata ai gusti musicali dell'ultimo ambasciatore della Zona Autonoma del Pashwiri.
Fanculo, pens. Ho bisogno di un drink.
Il Dasihari Lounge serviva tutti i dipendenti interni al complesso organismo che erano le Nazioni Unite. Al bancone, giovani portaborse e commessi si pavoneggiavano sotto i riflettori, ridendo troppo forte e facendo finta di essere pi importanti di quanto non fossero. Era una danza di accoppiamento appena pi dignitosa di quella dei mandrilli, ma tutto sommato carina, in un modo tutto suo. Roberta Draper, la marine marziana che era al tavolo quella mattina, era tra loro, con una pinta di birra che sembrava minuscola tra le sue mani e un'espressione divertita in viso. Probabilmente l veniva anche Soren, se non quella sera, in altri momenti. Il figlio di Avasarala sarebbe probabilmente stato l, tra loro, se le cose fossero andate diversamente.
Al centro della sala c'erano tavoli con terminali incorporati per inserire informazioni cifrate da un migliaio di fonti differenti. Dei diaframmi di riservatezza impedivano perfino ai camerieri di sbirciare oltre le spalle dei funzionari di medio livello intenti a cenare mentre continuavano a lavorare. E, in fondo, c'erano tavoli di legno scuro con sedili in grado di riconoscerla prima che si sedesse. Se qualcuno al di sotto di un certo rango si fosse avvicinato troppo, un giovanotto discreto con i capelli perfettamente in ordine si sarebbe presentato immediatamente per farlo accomodare a un tavolo diverso, da qualche altra parte, con gente meno importante.
Avasarala sorseggiava il suo Gin tonic mentre i fili delle deduzioni si tessevano e si ritessevano. Nguyen non poteva avere sufficiente influenza da metterle contro Errinwright. Che fossero stati i marziani a chiedere che venisse rimossa dal summit? Cerc di ricordare con chi fosse stata sgarbata e in che modo, ma non le venne in mente nessun sospetto valido. E se fosse stato davvero cos, che cosa avrebbe potuto farci?
Be', se non poteva far parte delle negoziazioni con Marte in via ufficiale, poteva sempre tenersi in contatto su base informale. Avasarala cominci a ridacchiare prim'ancora di sapere perch. Prese il bicchiere, segnal al tavolo che ora poteva lasciar sedere qualcun altro e si diresse verso il bancone. La musica consisteva in una serie di morbidi arpeggi in scala tonale ipermoderna, che riusciva a risultare riposante nonostante tutto. Nell'aria c'era una traccia di profumi troppo costosi per poter essere portati senza gusto. Mentre si avvicinava al bar, Avasarala not le conversazioni arrestarsi e occhiate fugaci passare da una giovane fonte di ambizione all'altra. La vecchia signora, s'immagin che dicessero tra loro. Che cosa ci fa qui?
Si sedette accanto a Draper. La donnona la squadr. Ci fu un lampo di riconoscimento nei suoi occhi che faceva ben presagire. Poteva non sapere chi fosse Avasarala, ma aveva indovinato che cos'era. Era intelligente, quindi. Perspicace. E, porca puttana, quella donna era enorme. Non era grassa, solo... grande.
Posso offrirle un drink, sergente? chiese Avasarala.
Temo di averne gi bevuti troppi rispose lei. Un attimo dopo, aggiunse: E va bene.
Avasarala inarc un sopracciglio, e il barista serv alla marine un altro bicchiere di quello che aveva bevuto prima senza dire una parola.
 stata piuttosto impressionante, oggi disse Avasarala.
Gi ammise Draper. Sembrava serenamente indifferente alla questione. Thorsson mi mander via. Ho chiuso, qui. Anzi, forse ho chiuso e basta.
Mi sembra giusto. Comunque sia, ha fatto quello che volevano da lei.
Draper la squadr. Sangue polinesiano, immagin Avasarala. Forse samoano. Di un qualche posto in cui l'evoluzione aveva reso le persone simili a catene montuose. Aveva gli occhi stretti, e in essi c'era una fiamma. Rabbia.
Non ho fatto un cazzo.
Era qui.  tutto ci che serviva loro.
A che scopo?
Vogliono convincermi che il mostro non era loro. Un'argomentazione che hanno portato a sostegno  stata che i loro soldati - ovvero lei - non ne sapevano niente. Portandola qui, ci mostrano che non sono spaventati di portarla qui. Ed  tutto ci che gli serve. Potrebbe anche starsene seduta l'intero giorno con un dito nel culo a discutere della regola del fuorigioco. Per loro andrebbe bene uguale. Lei  soltanto un pezzo da esporre.
La marine assorb quelle parole, poi inarc un sopracciglio.
Non credo che la cosa mi piaccia comment.
Gi. Be', disse Avasarala Thorsson  uno stronzo, ma, se smette di lavorare con i politici solo per questo, rischia di non avere mai nessun amico.
La marine ridacchi. Poi scoppi a ridere. Infine, vedendo che Avasarala la fissava, si calm.
Quella cosa che ha ucciso i suoi amici... disse Avasarala mentre la marine la guardava negli occhi. Non era dei miei.
Draper inspir bruscamente. Era come se Avasarala avesse appena toccato un nervo scoperto. Il che aveva senso, visto che era proprio quello che aveva fatto. La mascella di Draper rumin per un istante.
Non era nemmeno dei nostri.
Bene. Perlomeno questo l'abbiamo chiarito.
Non servir a niente, per. Non faranno niente. Non parleranno di niente. A loro non interessa. Lo sa? A loro non interessa, fintantoch possono proteggere le loro carriere e star certi che la bilancia del potere non pende dalla parte sbagliata. A nessuno di loro importa un cazzo di cosa fosse quell'affare o da dove sia venuto fuori.
Il bar intorno a loro non era silenzioso, ma era meno rumoroso di prima. Le danze di accoppiamento erano diventate la seconda cosa pi interessante che succedeva al bancone.
A me importa replic Avasarala. E si d il caso che mi sia appena stata data un bel po' di corda per scoprire che cosa fosse quell'affare.
Non era del tutto vero. Le era stato accordato un cospicuo budget per coinvolgere o escludere Venere dalla questione. Ma era comunque qualcosa di simile, ed era il quadro ideale per quel che voleva ottenere.
Davvero? disse Draper. E che cosa ha intenzione di fare?
Per prima cosa, intendo ingaggiarla. Ho bisogno di un contatto con i militari marziani. E dovrebbe essere lei. Pensa di essere all'altezza del compito?
Nessuno, al bar, parlava pi con nessuno. Il locale sarebbe anche potuto essere vuoto. Gli unici suoni erano la musica lounge e la risata di Draper. Un uomo di una certa et, con indosso un'acqua di colonia ai chiodi di garofano e cannella, entr nella sala, attirato da quello spettacolo silenzioso senza sapere di che si trattasse.
Sono una marine di Marte dichiar Draper. Di Marte. Lei  delle Nazioni Unite. Terra. Non siamo cittadine dello stesso pianeta. Non pu ingaggiarmi.
Il mio nome  Chrisjen Avasarala. Chieda pure in giro.
Rimasero in silenzio per un momento.
Io sono Bobbie replic Draper.
Piacere di conoscerti, Bobbie. Vieni a lavorare per me.
Posso pensarci?
Ma certo acconsent Avasarala, e il suo terminale invi a Bobbie il suo numero privato. A patto che, quando avrai finito di pensarci, verrai a lavorare per me.
Una volta tornata negli appartamenti VIP, Avasarala sintonizz il sistema sulla musica che Arjun stava probabilmente ascoltando in quello stesso momento. Se non stava gi dormendo. Respinse il bisogno di chiamarlo. Era gi tardi, ed era sufficientemente brilla da diventare sdolcinata. Singhiozzare nel terminale palmare su quanto amasse suo marito non era qualcosa che desiderava far diventare un'abitudine. Si tolse il sari e fece una lunga doccia calda. Non beveva spesso alcol. Solitamente non le piaceva il modo in cui le ottundeva la mente. Quella notte invece sembrava averla sciolta un po', dando al suo cervello quel pizzico di brio in pi che le era servito a cogliere gli agganci necessari.
Draper l'avrebbe tenuta in collegamento con Marte, anche se non con quella sfacchinata delle negoziazioni giorno dopo giorno. Era un buon inizio. Ci sarebbero stati altri agganci. Per esempio Foster, del servizio dati. Avrebbe dovuto cominciare a far passare pi lavoro dalle sue parti. Costruire un rapporto. Andare sparata da lui e cercare di convincerlo che lei fosse la sua nuova migliore amica soltanto perch gli era capitato di gestire le richieste di codifica criptata per Nguyen non avrebbe funzionato. Ci sarebbero voluti un po' di dolcetti senza impegno. E poi il gancio. Chi altri poteva...
Il suo terminale palmare trill con un allarme prioritario. Avasarala chiuse l'acqua e afferr un accappatoio, avvolgendolo stretto e annodando due volte la cinta prima di accettare il collegamento. Aveva ben troppi anni sul groppone per mostrarsi nuda a qualcuno dall'altra parte di un terminale palmare, a prescindere da quanto avesse bevuto. La richiesta di collegamento proveniva da qualcuno del servizio di sorveglianza prioritaria. L'immagine che comparve sullo schermo era quella di un uomo di mezza et con un paio d'improbabili basette alla vittoriana.
Ameer! Vecchio cagnaccio. Che cos'hai combinato perch ti facciano lavorare fino a tardi, la notte?
Mi sono trasferito ad Atlanta, signorina rispose l'analista con un gran sorriso. Era l'unico che l'avesse mai chiamata signorina. Non gli parlava da tre anni. Sono appena tornato dalla pausa pranzo. Ho un rapporto straordinario destinato a lei. Contattare immediatamente. Ho provato con il suo assistente, ma non ha risposto.
 giovane. Gli capita ancora di dormire, a volte.  una sua debolezza. Rimani in attesa mentre imposto il protocollo di riservatezza.
Il momento delle chiacchiere amichevoli era finito. Avasarala si chin in avanti, picchiett due volte il dito sul suo terminale per aggiungere uno strato di codifica cifrata. L'icona rossa divenne verde.
Vai disse lei.
Viene da Ganimede, signorina. Ha una disposizione permanente su James Holden.
S?
Si sta muovendo. A quanto pare ha incontrato uno scienziato locale. Un certo Praxidike Meng.
Chi  questo Meng?
Ad Atlanta, Ameer fece una rapida transizione su un altro file. Un botanico, signorina.  emigrato su Ganimede con la sua famiglia quando era ancora un bambino. Ha studiato l.  specializzato in ceppi di soia a pressione parziale e bassa luminosit. Divorziato. Una figlia. Nessuna connessione nota con l'APE o qualsiasi altra fazione politica riconosciuta.
Prosegui.
Holden, Meng e Burton hanno lasciato la loro nave. Sono armati e sono entrati in contatto con un piccolo gruppo di agenti di sicurezza privati. Pinkwater.
Quanti?
L'analista locale non lo specifica, signorina. Una piccola forza. Vuole che invii una richiesta?
A che lag siamo?
Gli occhi color nero-marrone di Ameer baluginarono per un istante.
Quarantuno minuti e otto secondi, signorina.
Metti in pausa la richiesta. Se ho altro da chiedere, le invier insieme.
L'analista locale riporta che Holden ha negoziato con i paramilitari; si tratta di una rinegoziazione dell'ultimo minuto, o altrimenti l'intero incontro  stato fortuito. A quanto pare hanno raggiunto un qualche accordo. L'intero gruppo si  diretto verso un complesso di corridoi in disuso e ha forzato l'ingresso.
Di cosa?
Di una porta d'accesso in disuso, signorina.
Che cazzo dovrebbe significare? Quanto  grande? Dove si trova?
Devo inviare una richiesta?
Dovresti andare su Ganimede a prendere a calci nelle palle questa pallida imitazione di analista locale. Aggiungi una richiesta di chiarimento.
S, signorina disse Ameer con il pi lieve dei sorrisi sulle labbra. Poi, all'improvviso, si accigli. Abbiamo un aggiornamento. Un istante, prego.
Quindi l'APE aveva qualcosa su Ganimede. Magari qualcosa che avevano messo l loro stessi, o qualcosa che avevano trovato. Ad ogni modo, quella misteriosa porta rendeva le cose vagamente pi interessanti. Mentre Ameer leggeva e processava il nuovo aggiornamento, Avasarala si gratt il dorso della mano e rivalut le proprie posizioni. Aveva creduto che Holden fosse l in qualit di osservatore. Come testa di ponte per raccogliere informazioni. Poteva essere inesatto. Se fosse andato l per incontrare questo Praxidike Meng, questo botanico passato completamente inosservato, l'APE poteva gi sapere parecchie cose sul mostro di Bobbie Draper. Se a questo si aggiungeva il fatto che il capo di Holden era in possesso dell'unico campione noto della protomolecola, una certa narrazione degli eventi catastrofici su Ganimede cominciava a prendere forma.
E tuttavia c'erano parecchi buchi, ancora. Se l'APE aveva cominciato a gingillarsi con la protomolecola, non c'erano stati segni evidenti della cosa. E il profilo psicologico di Fred Johnson non corrispondeva a quello di possibili attacchi terroristici. Johnson era uno della vecchia scuola, e l'attacco del mostro era decisamente nuovo.
C' stato uno scontro a fuoco, signorina. Holden e i suoi hanno incontrato resistenza armata. Hanno impostato un perimetro. L'analista locale non pu avvicinarsi.
Resistenza? Ma non avevamo detto che era in disuso? A chi cazzo stanno sparando?
Devo inviare una richiesta?
Porca puttana!
Quaranta minuti luce pi in l stava succedendo qualcosa, e lei era l, in una camera da letto che non era la sua, cercando di capirci qualcosa origliando dalla parete. La frustrazione che sentiva era quasi fisica. Le sembr di essere schiacciata.
Quaranta minuti in uscita. Quaranta minuti in entrata. Qualunque cosa avesse detto, qualunque ordine avesse dato, sarebbe arrivato l con quasi un'ora e mezza di ritardo su ci che era chiaramente una situazione in rapida evoluzione.
Prendetelo disse. Holden, Burton. I loro amici della Pinkwater. E questo misterioso botanico. Prendeteli tutti. Subito.
Ameer, ad Atlanta, fece una pausa.
Se sono in uno scontro a fuoco, signorina...
E allora mandate i cani, interrompete lo scontro, e prendeteli. Questa non  pi sorveglianza. Eseguite.
S, signorina.
Contattami appena sar fatto.
S, signorina.
Avasarala osserv il viso di Ameer mentre formulava l'ordine, lo confermava e lo inviava. Riusciva praticamente a immaginare lo schermo che aveva davanti, i tasti che premeva. Desider che fosse ancora pi rapido, che comunicasse il suo intento alla velocit della luce e che si sbrigassero a chiudere quella cazzo di faccenda.
L'ordine  stato inviato. La contatter non appena avr notizie dall'analista locale.
Mi trovi qui. Se non prendo la chiamata, prova di nuovo finch non mi sveglio.
Avasarala chiuse il collegamento e si sedette. Si sentiva il cervello come un nugolo d'api. James Holden aveva di nuovo cambiato le carte in tavola. Quel ragazzo aveva un talento innato per quel genere di cose, ma questo stesso fatto lo rendeva inquadrabile. Quell'altro tizio, invece, quel Meng, era spuntato dal nulla. Poteva essere una talpa, un volontario o un cavallo di Troia inviato l per attirare l'APE in trappola. Consider la possibilit di spegnere la luce per provare a dormire un po', poi abbandon l'idea.
Invece, si colleg alla banca dati di ricerca dei servizi segreti delle Nazioni Unite. Ci sarebbe voluta almeno un'ora e mezza prima di ottenere qualche notizia. Nel frattempo, aveva intenzione di scoprire chi fosse Praxidike Meng e perch avesse importanza.

19.

Holden

Naomi, prepara la nave. Dobbiamo andarcene da questa luna. E dobbiamo farlo subito.
I filamenti neri si diramavano tutto intorno a Holden, come una ragnatela scura con lui al centro. Era di nuovo su Eros. Vedeva migliaia di corpi che si tramutavano in qualcos'altro. Pensava di essere riuscito a fuggire, ma Eros continuava a tormentarlo. Lui e Miller erano fuggiti, ma si era comunque ripresa Miller.
E ora era tornata per lui.
Qual  il problema, Jim? chiese Naomi dalla distanza degli auricolari radio nella tuta. Jim?
Prepara la nave!
 quella robaccia disse Amos. Stava parlando con Naomi. Come quella di Eros.
Cristo, hanno... riusc a singhiozzare Holden prima che la paura gli inondasse la mente, privandolo della parola. Si sentiva martellare il cuore sul costato come se volesse uscirgli dal corpo, e dovette controllare i livelli di ossigeno sul suo visore. Aveva l'impressione che non ci fosse abbastanza aria nella stanza.
Con la coda dell'occhio gli sembr di vedere qualcosa che strisciava via sulla parete, come una mano mozzata che lasciava una scia marrone al suo passaggio. Quando Holden si volt di scatto e punt il fucile d'assalto verso la cosa, quella si rivel essere una macchia di sangue sotto un pezzo di ghiaccio scolorito.
Amos gli and accanto con un'espressione preoccupata sul faccione. Holden lo scans con un gesto della mano, poi appoggi il calcio del fucile a terra e si appoggi su una cassa l accanto per riprendere fiato.
Forse  meglio uscire da qui osserv Wendell. Lui e Paula stavano aiutando ad alzarsi l'uomo che era stato colpito allo stomaco. Il ferito aveva qualche problema a respirare. Una piccola bolla di sangue gli si era formata nella narice sinistra, e si gonfiava e si sgonfiava a ogni respiro affannoso che faceva.
Jim? disse Naomi nel suo orecchio, con voce dolce. Jim, l'ho vista dalla telecamera di Amos, e so che cosa significa. Sto preparando la nave. Quel traffico locale criptato  crollato di colpo. Credo che se ne siano andati tutti.
Se ne sono andati tutti le fece eco Holden.
Quelli che rimanevano della squadra della Pinkwater lo fissarono e la preoccupazione sui loro volti si trasform in paura; il terrore di Holden li stava contagiando anche se non avevano la pi pallida idea di cosa fosse quel filamento. Avrebbero voluto che facesse qualcosa, e lui sapeva di doverlo fare, ma non riusciva a capire bene cosa fosse. La tela nera gli riempiva la mente con lampi di immagini, troppo rapide per avere senso, come un video passato ad alta velocit: Julie Mao nella sua doccia, i filamenti neri che la circondavano, il suo corpo contorto in un incubo; cadaveri sparpagliati sul pavimento di un rifugio antiradiazioni; gli infetti che barcollavano come zombi fuori dai tram su Eros, vomitando bile marrone su quanti stavano loro intorno, e anche soltanto una goccia di quella sostanza era una sentenza di morte; i video che catturavano l'orrore che era diventato Eros; un torso umano, ridotto a una cassa toracica e un braccio solo, che si trascinava attraverso il panorama infestato dalla protomolecola in qualche inimmaginabile missione.
Cap disse Amos, poi si spost per toccare il braccio di Holden. Questi si sottrasse con uno strattone, rischiando quasi di cadere.
Deglut la saliva densa e acida che gli risaliva in gola e disse: Okay. Ci sono. Andiamo. Naomi. Chiama Alex. Ci serve la Roci.
Naomi non rispose per un istante, poi obiett. Ma se il blocco...
Subito, cazzo! Naomi! grid Holden. Subito, cazzo! Chiama Alex, adesso!
Lei non rispose, ma l'uomo ferito allo stomaco fece un ultimo respiro affannoso e croll a terra, trascinando con s Wendell, ferito anche lui.
Dobbiamo andare ingiunse Holden a Wendell, intendendo dire: Non possiamo aiutarlo. Se restiamo qui, moriremo tutti.' Wendell annu ma si appoggi su un ginocchio e cominci a togliere l'armatura leggera dal corpo del compagno, non comprendendo. Amos tir fuori il kit medico di emergenza dall'imbragatura e si chin accanto a Wendell per cominciare a lavorare sul ferito mentre Paula li guardava, pallida in volto.
Dobbiamo andare disse di nuovo Holden, con l'impulso di afferrare Amos e di scuoterlo finch non avesse capito. Amos, fermati. Dobbiamo andare subito. Eros...
Cap, lo interruppe il meccanico con tutto il dovuto rispetto, questa non  Eros. Prese una siringa dal kit medico e fece un'iniezione all'uomo a terra. Niente rifugi antiradiazioni, niente zombi vomitanti melma. Soltanto quella teca rotta, un sacco di gente morta e quei filamenti neri. Non sappiamo cosa cazzo sia, ma non  Eros. E non lasceremo indietro questo ragazzo.
La minima parte razionale rimasta a Holden sapeva che Amos aveva ragione. E soprattutto, la persona che Holden voleva credere di essere ancora non avrebbe mai preso in considerazione l'idea di lasciare indietro nemmeno un perfetto sconosciuto, tantomeno un ragazzo che si era fatto ferire per lui. Si costrinse a prendere tre lunghi respiri profondi. Prax s'inginocchi accanto ad Amos, reggendo il kit medico.
Naomi disse Holden, con l'intenzione di scusarsi con lei per averle gridato contro.
Alex sta arrivando rispose la donna, con voce tesa ma non accusatoria.  a poche ore da qui. Aggirare il blocco non sar facile, ma crede di poter trovare una falla. Dove deve scendere?
Holden si trov a risponderle prima di rendersi conto di aver preso una decisione. Digli di attraccare al molo della Somnambulist. La sto affidando a qualcun altro. Vienici incontro al portellone, quando saremo l.
Tir fuori dal taschino dell'imbragatura la chiave magnetica della Somnambulist e la gett a Wendell. Questa vi dar pieno accesso alla nave su cui salirete. Consideratelo un anticipo per i servizi resi.
Wendell annu e mise via la chiave, poi torn a occuparsi del suo ferito. L'uomo sembrava respirare.
Possiamo trasportarlo? chiese Holden ad Amos, fiero di quanto sembrasse ferma la sua voce ora, cercando di non pensare al fatto che un attimo prima era disposto ad abbandonare quell'uomo a morte certa.
Non abbiamo scelta, cap.
E allora che qualcuno lo raccolga da l disse Holden. No, non tu, Amos. Ho bisogno di te per aprire la strada.
Ci penso io si offr Wendell. Con questa mano rotta non riesco a sparare.
Prax. Aiutalo lo invit Holden. Togliamo le tende da questo inferno.
Si mossero attraverso la base il pi velocemente possibile, incontrando un gruppo con dei feriti. Oltrepassarono gli uomini e le donne che avevano ucciso entrando e, con maggior paura, quelli che non avevano ucciso. Oltre il piccolo cadavere immobile di Katoa. Lo sguardo di Prax si attard sul corpo, ma Holden lo prese per la giacca e lo spinse verso il portellone.
Continua a non essere Mei disse. Se ci rallenti ti lascio indietro.
Quella minaccia lo fece sentire come uno stronzo nell'istante in cui lasci le sue labbra, ma non era infondata. Trovare la bambina smarrita dello scienziato aveva smesso di essere una priorit nel momento in cui avevano scoperto i filamenti neri. E, tanto per essere onesti fino in fondo, lasciarsi alle spalle lo scienziato significava non essere l quando avessero trovato la sua bambina trasformata in un mostro dalla protomolecola, con una melma marrone che le colava fuori da orifizi con cui non era nata e filamenti neri che le strisciavano fuori dalla bocca e dagli occhi.
L'uomo della Pinkwater che era rimasto a coprire la loro ritirata si precipit per aiutarli a trasportare il ferito senza che gli venisse chiesto. Prax scaric il peso della guardia senza dire una parola e si mise dietro a Paula mentre lei controllava i corridoi pi avanti con la sua mitragliatrice pronta a far fuoco.
Corridoi che erano sembrati noiosi e monotoni quando li avevano percorsi per entrare, ma che sulla via del ritorno avevano acquisito un'aria del tutto sinistra. Il tessuto congelato, che a Holden aveva fatto venire in mente una massa di ragnatele, sembrava ora il sistema venoso di una qualche creatura vivente. Il fatto che pulsasse doveva essere causato dall'adrenalina, che gli faceva contrarre gli occhi nervosamente.
Otto rem irradiati da Giove sulla superficie di Ganimede. Perfino con la magnetosfera, otto rem al giorno. Quanto sarebbe cresciuta in fretta la protomolecola, l dentro, con Giove che la riforniva ininterrottamente di energia? Eros era diventata qualcosa di spaventosamente potente, una volta che la protomolecola aveva preso piede. Qualcosa che era in grado di accelerare a velocit incredibili senza sottostare alle leggi dell'inerzia. Qualcosa che era in grado, se i rapporti dicevano il vero, di alterare l'atmosfera stessa e la composizione chimica di Venere. Tutto questo, con poco pi di un migliaio di umani a fare da organismo ospite e un milione di miliardi di tonnellate di massa rocciosa con cui lavorare.
Ganimede aveva dieci volte pi umani e molta ma molta pi massa di Eros. Che cosa sarebbe stata in grado di fare, l'antica arma, con tutta quell'abbondanza?
Amos apr l'ultimo portellone della base segreta, e l'equipaggio si ritrov nuovamente nei tunnel pi frequentati di Ganimede. Holden non vide nessuno che si comportava come se fosse infetto. Niente zombi privi di volont che barcollavano attraverso i corridoi. Niente vomito marrone a ricoprire pareti e pavimento, pieno di quel virus alieno in cerca di organismi ospiti. Niente scagnozzi mercenari della Protogen che scortavano le persone nella zona del massacro.
La Protogen non c' pi.
Qualcosa che Holden aveva in un angolino dei suoi pensieri, e di cui non era stato cosciente fino a quel momento, gli s'impose all'improvviso alla mente. La Protogen non c'era pi. Holden aveva aiutato a farla fuori. Era nella stanza, quando colui che aveva architettato l'esperimento su Eros era morto. La flotta marziana aveva bombardato Phoebe fino a polverizzarla, e quel sottile gas che ne era risultato era stato risucchiato dalla massiccia gravit di Saturno. Eros si era schiantata nell'atmosfera acida e incandescente di Venere, dove nessuna nave umana era in grado di arrivare. Era stato lo stesso Holden a portar via l'unico campione della protomolecola dalla Protogen.
Per cui, chi era stato a portare la protomolecola su Ganimede?
Holden aveva consegnato il campione a Fred Johnson, affinch lo usasse come deterrente durante i negoziati di pace. L'Alleanza dei Pianeti Esterni si era vista riconoscere numerose concessioni, nel caos che aveva seguito la breve guerra dei pianeti interni. Ma non tutto ci che voleva. Le flotte dei pianeti interni in orbita attorno a Ganimede ne erano una prova tangibile.
Fred disponeva dell'unico campione di protomolecola rimasto nel sistema solare. Perch Holden glielo aveva consegnato.
 stato Fred esclam ad alta voce senza nemmeno accorgersene.
Che cosa,  stato Fred? chiese Naomi.
Tutto questo. Ci che sta succedendo qui.  stato lui a farlo.
No disse Naomi.
Per cacciare via i pianeti interni, per testare un nuovo tipo di super arma, o chiss che cosa. Ma  stato lui.
No ripet Naomi. Non possiamo saperlo.
L'aria nel corridoio si riemp di fumo, e il nauseante lezzo di capelli e carne bruciati soffoc la replica di Holden. Amos alz una mano per far fermare il gruppo, e la squadra della Pinkwater cess di avanzare e si mise in posizione difensiva. Amos avanz lungo il corridoio fino all'incrocio e guard alla sua sinistra per diversi istanti.
Qui  successo qualcosa di brutto disse alla fine. Ho una mezza dozzina di cadaveri, e pi gente che sembra far festa.
Sono armati? chiese Holden.
Oh, s.
Quell'Holden che avrebbe cercato di trovare un modo per passare parlamentando con quella gente, quell'Holden che piaceva a Naomi e che lei rivoleva, quasi non fece resistenza quando disse: Liberaci il passaggio.
Amos usc dalla copertura e spar una lunga raffica dal suo fucile automatico.
Via libera esclam quando gli echi degli spari si furono spenti.
La squadra della Pinkwater raccolse i propri feriti e si affrett lungo il corridoio e oltre la scena della battaglia; Prax corse loro dietro a breve distanza, a testa bassa e agitando le braccia magre. Holden li segu, notando con un'occhiata una pila di cadaveri in fiamme al centro di un'ampia intersezione. Bruciarli doveva essere un messaggio. Non era abbastanza terribile che si mangiassero a vicenda. Giusto?
C'erano alcuni corpi oltre le fiamme, che finivano di dissanguarsi sul pavimento di metallo corrugato. Holden non seppe dire se si trattasse dell'opera di Amos. Il vecchio Holden glielo avrebbe chiesto. Il nuovo Holden non lo fece.
Naomi disse, desideroso di sentire la sua voce.
Sono qui.
Abbiamo qualche problema, qua fuori.
Si tratta forse... Holden percep l'angoscia nella voce di lei.
No. Non  la protomolecola. Ma la gente del posto potrebbe essere un male sufficiente. Sigilla i portelloni le disse, con le parole che gli venivano alle labbra senza pensare. Scalda il reattore. Se ci succede qualcosa, salpa e incontrati con Alex. Non andate su Tycho.
Jim replic lei. Io...
Non andate su Tycho.  stato Fred. Non tornate da lui.
No acconsent lei. Era il suo nuovo mantra.
Se non siamo l tra mezz'ora, vai.  un ordine, vicecomandante.
Almeno lei se la sarebbe cavata, si disse Holden. A prescindere da quel che fosse accaduto a Ganimede, Naomi ne sarebbe uscita viva. Una visione da incubo di Julie, morta nella sua doccia, ma con il viso di Naomi, gli balen nella mente. Non si aspettava il verso di dolore che gli sfugg di bocca. Amos si volt e guard nella sua direzione, ma Holden gli fece segno che non era niente senza dire una parola.
Era stato Fred.
E, se era stato Fred, allora era stato anche Holden.
Holden aveva passato un anno a giocare a fare lo sgherro per i politici di Fred. Aveva dato la caccia a navi e le aveva abbattute per il grande esperimento di governo dell'APE di Fred. Questo aveva cambiato l'uomo che era stato nell'uomo che era ora, perch una parte di lui credeva nel sogno di Fred di avere i pianeti esterni liberi dal giogo e retti dall'autogoverno.
E intanto Fred aveva pianificato in gran segreto... tutto questo.
Holden pens a tutto ci che aveva rimandato solo per aiutare Fred a costruire il suo nuovo ordine del sistema solare. Non aveva mai portato Naomi a conoscere la sua famiglia sulla Terra. Non che Naomi avrebbe mai accettato di andare sulla Terra. Ma Holden avrebbe sempre potuto far volare la sua famiglia fin su Luna per farli incontrare. Pap Tom avrebbe opposto resistenza. Detestava viaggiare. Ma Holden non aveva dubbi che, alla fine, sarebbe riuscito a convincerli tutti, una volta che avesse spiegato loro quanto Naomi fosse diventata importante per lui.
Dopo aver incontrato Prax, dopo aver visto quanto avesse bisogno di ritrovare sua figlia, Holden si era reso conto che aveva voglia di sapere che cosa si provasse. Di sperimentare quella sorta di brama per la presenza di un altro essere umano. Di presentare un'altra generazione ai suoi genitori. Di mostrare loro che tutti gli sforzi e le energie che avevano speso per lui erano stati ben riposti. Che stava trasmettendo qualcosa al futuro. Voleva, pi di ogni altra cosa che avesse mai voluto prima, vedere le loro facce quando avesse mostrato loro un bambino. Il suo bambino. Il bambino di Naomi.
Fred gli aveva tolto tutto questo, prima facendogli sprecare il suo tempo come sgherro dell'APE, e ora con il suo tradimento. Holden giur a s stesso che, se fosse riuscito a cavarsela su Ganimede, Fred l'avrebbe pagata cara.
Amos fece ancora fermare il gruppo, e Holden si accorse che erano di nuovo al porto. Si scosse dal suo sogno a occhi aperti. Non ricordava come avessero fatto ad arrivare fin l.
La via sembra libera osserv Amos.
Naomi, disse Holden come ti sembra la zona intorno alla nave?
Qui pare tutto libero disse lei. Ma Alex  preoccupato che...
La sua voce fu troncata da uno stridio elettronico.
Naomi? Naomi! grid Holden, ma non ricevette risposta. Rivolgendosi ad Amos, disse: Via, di corsa verso la nave!
Amos e la squadra della Pinkwater corsero verso i moli il pi velocemente possibile compatibilmente con le loro ferite e il loro compagno privo di sensi. Holden copr le retrovie, imbracciando il fucile d'assalto e togliendo la sicura mentre correva.
Corsero attraverso i corridoi serpeggianti del settore portuale, con Amos che disperdeva i pedoni con urlacci e con la minaccia silenziosa della sua arma automatica. Una vecchia in hijab corse via davanti a loro come una foglia prima della tempesta. Era gi morta. Se la protomolecola era stata liberata l, tutti quelli che Holden superava erano morti. Santichai e Melissa Supitayaporn, e tutta la gente che erano venuti a salvare su Ganimede. Gli agitatori e gli assassini che erano stati comuni cittadini della stazione prima che il loro ecosistema sociale crollasse. Se la protomolecola era stata liberata l, erano tutti morti.
Ma perch era successo?
Holden respinse quel pensiero. Avrebbe potuto preoccuparsene pi tardi - se ci fosse stato un pi tardi. Qualcuno grid verso Amos, e questi spar un colpo verso l'alto. Se la sicurezza portuale esisteva ancora, a parte gli avvoltoi che tentavano di rubare una fetta di ogni carico in arrivo, i suoi agenti non cercarono di fermarli.
Quando raggiunsero la nave, il portellone esterno della Somnambulist era chiuso.
Naomi, ci sei? chiese Holden, rovistandosi nelle tasche alla ricerca della carta di accesso. Lei non rispose, e gli ci volle un momento per ricordarsi che aveva dato la chiave a Wendell. Wendell, apri la porta.
Il leader della Pinkwater non rispose.
Wendell... fece per ripetere Holden, poi s'interruppe quando vide che Wendell stava fissando, con gli occhi sgranati, un punto alle sue spalle. Holden si volt e vide cinque uomini - tutti terrestri - in armatura grigia, anonima, senza insegne. Erano tutti equipaggiati con armi di grosso calibro.
No, pens Holden. Alz il fucile e lasci partire una raffica di fuoco automatico contro i nuovi arrivati. Tre dei cinque uomini caddero a terra, con le corazze che si tingevano di rosso. Il nuovo Holden si rallegr; il vecchio rimase muto. Non gli importava chi fossero quegli uomini. Agenti di sicurezza della stazione, militari dei pianeti interni o semplicemente mercenari residui della base segreta ormai distrutta... Li avrebbe uccisi tutti piuttosto che lasciare che gli impedissero di portare via il suo equipaggio da quella luna infetta.
Non vide mai chi aveva sparato il colpo che gli port via l'appoggio della gamba. Il momento prima era in piedi, svuotando il caricatore del suo fucile di assalto sulla squadra di fuoco in corazza grigia, e l'istante dopo una mazzata colp l'armatura sulla sua coscia destra, mandandolo a gambe per aria. Mentre cadeva, vide i due soldati in grigio che erano rimasti crollare sotto i colpi del fucile automatico che Amos aveva scaricato in un lungo ruggito assordante.
Holden rotol su un fianco, cercando di capire se qualcun altro fosse ferito, e vide che i cinque sul lato erano stati soltanto la met della squadra nemica. Gli uomini della Pinkwater alzarono le mani e gettarono le armi allorch altri cinque soldati in corazza grigia avanzarono nel corridoio alle loro spalle.
Amos non li vide mai. Lasci cadere il caricatore esaurito dal suo fucile automatico e fece per prenderne un altro dall'imbragatura, quando uno dei mercenari punt una grossa pistola alla sua nuca e premette il grilletto. L'elmetto di Amos vol via mentre lui veniva scaraventato in avanti sul pavimento metallico con un tonfo umido. Il terreno si copr di sangue nel punto in cui croll.
Holden cerc di inserire un nuovo caricatore nel fucile, ma le sue mani si rifiutavano di cooperare e, prima che potesse ricaricare, uno dei soldati lo raggiunse e lo disarm assestando un calcio alla sua arma.
Holden ebbe il tempo di vedere i membri immobili della sua squadra Pinkwater scomparire in grossi sacchi neri prima che uno di questi gli calasse sul viso e lo facesse sprofondare nell'oscurit.

20.

Bobbie

Alla delegazione marziana era stato assegnato per uso privato un complesso di uffici nell'edificio delle Nazioni Unite. I mobili erano tutti di vero legno; i dipinti sulle pareti erano originali, e non stampe. La moquette profumava di nuovo. Bobbie pens che o tutti quelli che erano nel campus delle Nazioni Unite vivevano come re, oppure stavano soltanto dandosi un gran da fare per impressionare la delegazione marziana.
Thorsson l'aveva chiamata poche ore dopo il suo incontro con Avasarala al bar, e aveva preteso che l'incontrasse il giorno dopo. Ora Bobbie era in attesa nell'atrio antistante i loro uffici temporanei, seduta su una poltrona bergre con cuscini di velluto verde e un telaio in legno di ciliegio che su Marte le sarebbe costato due anni di stipendio. Uno schermo inserito nella parete dall'altra parte della sala era sintonizzato su un notiziario con il volume a zero. In questo modo, il programma si trasformava in un confuso e occasionalmente macabro scorrere d'immagini: due presentatori seduti a una scrivania in una sala blu, un grande edificio in fiamme, una donna che camminava lungo un ampio corridoio bianco facendo gesti a destra e a manca, una nave da guerra delle Nazioni Unite parcheggiata accanto a una stazione orbitale con gravi danni a sfigurarne la fiancata, un uomo con la faccia arrossata che parlava direttamente in camera con lo sfondo di una bandiera che Bobbie non riconobbe...
Quelle immagini significavano tutto e niente. Poche ore prima, quella situazione l'avrebbe frustrata. Si sarebbe sentita costretta a cercare il telecomando per alzare il volume e inserire in un contesto le informazioni che le stavano lanciando addosso.
Ora lasci semplicemente che le immagini le fluissero intorno come acqua di fiume oltre una roccia.
Un giovanotto che aveva visto poche altre volte a bordo della Dae-Jung, ma che non aveva mai davvero incontrato, si affrett attraverso l'atrio, armeggiando furiosamente con lo schermo del suo terminale. Quando arriv a met della sala, disse:  pronto a riceverla.
Bobbie ci mise un istante a rendersi conto che il giovanotto stava parlando con lei. A quanto pareva, il suo status era caduto talmente in basso da non meritare pi nemmeno una comunicazione faccia a faccia. Un'altra informazione senza importanza. Altra acqua che le fluiva intorno. Si mise in piedi con un gemito. La sua passeggiata di qualche ora a piena gravit l'aveva stancata pi di quanto non si fosse resa conto il giorno prima.
Fu vagamente sorpresa di scoprire che l'ufficio di Thorsson era uno dei pi piccoli. Questo significava che non gli importava niente del tacito status trasmesso dalle dimensioni del proprio ufficio, o che era in effetti il membro meno importante della delegazione ad avere comunque diritto a uno spazio di lavoro privato. Bobbie non sent il bisogno di indagare su quale fosse la verit. Thorsson non reag al suo ingresso, continuando a tenere la testa china sul suo terminale palmare. A Bobbie non importava di essere ignorata, o della lezione che stava cercando di impartirle con il suo comportamento. Le dimensioni dell'ufficio di Thorsson implicavano che non ci fossero poltrone per gli ospiti, e il dolore che Bobbie sentiva alle gambe era gi una distrazione sufficiente.
Potrei aver reagito in maniera eccessiva, ieri disse lui finalmente.
Eh? replic Bobbie, pensando a dove avrebbe potuto trovare un altro po' di quel delizioso t al latte di soia.
Thorsson alz lo sguardo verso di lei. La sua faccia stava provando a mostrare quei suoi resti mummificati di sorriso. Lasci che sia chiaro. Non c' dubbio che lei abbia danneggiato la nostra credibilit con la sua sparata. Ma, come ha sottolineato Martens, quel che  accaduto  in larga parte una mia colpa, per non aver compreso la gravit del suo trauma.
Ah disse Bobbie. Alle spalle di Thorsson c'era la fotografia incorniciata di una citt con un'alta struttura metallica in primo piano. Sembrava una sorta di arcaica piattaforma di lancio. La legenda recitava Paris.
Per cui, invece di rimandarla a casa, la terr qui. Le verr data l'occasione di porre rimedio al danno che ha fatto.
Perch domand Bobbie, fissando Thorsson negli occhi per la prima volta da quando era entrata sono qui?
Lo striminzito sorriso di Thorsson svan, sostituito da un altrettanto velato cipiglio. Prego?
Perch sono qui? ripet lei, pensando a cosa le sarebbe accaduto dopo la commissione disciplinare. Pensando a quanto sarebbe stato difficile farsi riassegnare a Ganimede se Thorsson non l'avesse rispedita su Marte. Se lui non l'avesse fatto, le avrebbero concesso il permesso di dare le dimissioni? Di lasciare il corpo dei marine e di comprarsi il suo biglietto di ritorno? Il pensiero di non essere pi un marine la rattrist. La prima sensazione veramente forte che provava da parecchio tempo.
Perch mi sta... fece per dire Thorsson, ma Bobbie lo interruppe.
Non per parlare del mostro, a quanto pare. Sinceramente, se devo essere qui per essere esposta come un pezzo da museo, credo che preferirei essere rimandata a casa. Ho delle cose che dovrei fare...
Lei replic Thorsson, con voce piccata  qui per fare esattamente ci che io le dico di fare, esattamente quando glielo dico io.  chiaro, soldato?
Gi rispose Bobbie, sentendo l'acqua che le passava intorno. Lei era una pietra. Non la poteva spostare. Ora devo andare.
Si volt e se ne and, senza che Thorsson riuscisse ad avere l'ultima parola prima che lei uscisse dalla stanza. Mentre avanzava attraverso gli uffici verso l'uscita, vide Martens nella zona cucina, intento a versarsi un po' di latte in polvere nel caff. Lui la vide nello stesso istante.
Bobbie disse. Era diventato molto pi informale con lei, negli ultimi giorni. Solitamente, Bobbie l'avrebbe interpretato come un preludio a un approccio romantico o sessuale. Con Martens, per, era piuttosto sicura che fosse soltanto un altro strumento nel suo kit di riparazione per marine rotti'.
Capitano disse lei. Si ferm. Sent la porta di uscita che l'attirava a s con una sorta di gravit psichica, ma Martens era sempre stato buono con lei. E Bobbie aveva lo strano presentimento che non avrebbe mai pi rivisto nessuna di quelle persone. Gli porse la mano e, quando lui la strinse, disse: Me ne sto andando. Non dovr pi sprecare il suo tempo con me.
Lui le rivolse quel suo sorriso triste. Nonostante non senta di aver ottenuto alcun risultato, non sento nemmeno di aver sprecato il mio tempo. Ci lasciamo in amicizia?
Io... fece per dire lei, poi dovette fermarsi per deglutire un groppo che le era salito in gola. Spero che la mia decisione non dannegger la sua carriera, o qualcosa del genere.
La cosa non mi preoccupa le rispose lui mentre lo superava. Lei era gi oltre la soglia. Non si volt.
Nel corridoio, Bobbie tir fuori il terminale e chiam il numero che le aveva dato Avasarala. Part immediatamente la segreteria.
Va bene disse. Accetto l'incarico.
C'era qualcosa di liberatorio e di terrificante, nel primo giorno di un nuovo lavoro. In qualunque nuovo incarico, Bobbie aveva sempre avuto la fastidiosa sensazione di non essere all'altezza del compito, che non avrebbe saputo come fare ci che le veniva richiesto di fare, che si sarebbe vestita in maniera inopportuna o che avrebbe detto la cosa inappropriata, o che tutti l'avrebbero odiata. A prescindere da quanto potesse essere forte quella sensazione, per, era offuscata dalla consapevolezza che, insieme a un nuovo incarico, le veniva data la possibilit di rigenerarsi completamente, come pi le piaceva; che, almeno per un po', le sue possibilit fossero infinite.
Perfino aspettare che Avasarala si degnasse di notarla non poteva indebolire quella consapevolezza.
Stare nell'ufficio di quella donna rafforz l'impressione di Bobbie che gli uffici in dotazione ai marziani fossero stati pensati per impressionare la delegazione. La vicesottosegretario era sufficientemente potente da far trasferire Bobbie da sotto il comando di Thorsson a un ruolo di intermediario per le Nazioni Unite con una singola telefonata. Eppure il suo ufficio aveva una moquette scadente che puzzava sgradevolmente di fumo stantio. La sua scrivania era vecchia e consunta. Niente poltrone in legno di ciliegio. Le uniche cose che sembravano curate con amore in quella stanza erano i fiori freschi e il tabernacolo del Buddha.
Avasarala irradiava stanchezza. Aveva dei cerchi neri intorno agli occhi che non c'erano durante gli incontri ufficiali del giorno precedente e che non erano stati visibili nella fioca luce del bar dove le aveva fatto la sua proposta. Seduta alla sua gigantesca scrivania, con indosso un sari di un blu vivace, sembrava molto piccola, come una bambina che facesse finta di essere un'adulta. Soltanto i capelli grigi e le rughe di espressione agli angoli degli occhi rovinavano quell'impressione. All'improvviso, Bobbie se la immagin come una bambola scontrosa, che si lamentava mentre i bambini le muovevano le braccia e le gambe e la costringevano ad andare a bere il t con gli animali di pezza. Quel pensiero le fece dolere le guance nel tentativo di sopprimere un gran sorriso.
Avasarala picchiett sul terminale che aveva sulla scrivania e sbuff irritata. Niente pi t per te, nonna bambola, ne hai avuto abbastanza, pens Bobbie, reprimendo una risata. Soren, hai di nuovo spostato i miei fottutissimi file. Non riesco pi a trovare un cazzo di niente.
Il giovanotto irrigidito, che aveva fatto entrare Bobbie nell'ufficio e che poi si era come mimetizzato nella tappezzeria, si schiar la gola. Bobbie trasal. Era pi vicino a lei, alle sue spalle, di quanto non si fosse resa conto.
Signora, mi ha chiesto di spostare alcuni dei...
S, s lo interruppe Avasarala, picchiettando pi forte sullo schermo del terminale, come se cos facendo potesse fargli capire meglio quello che voleva. Qualcosa, in quel gesto, fece venire in mente a Bobbie quelle persone che cominciavano a parlare pi forte allorch cercavano di comunicare con qualcuno che parlava un linguaggio differente dal loro.
Okay, eccoli qui disse Avasarala con tono irritato. Perch diavolo sei andato a metterli...
Picchiett sullo schermo un paio di altre volte, e il terminale di Bobbie trill.
Questo riprese Avasarala  il rapporto con tutte le mie annotazioni sulla situazione di Ganimede. Leggilo. Oggi. Potrei avere un aggiornamento pi tardi, una volta che avr terminato di interrogare un ospite.
Bobbie prese il suo terminale e diede una scorsa veloce ai documenti che aveva appena ricevuto. C'erano centinaia e centinaia di pagine. Il suo primo pensiero fu: intendeva davvero dire che devo leggerle tutte entro oggi? Seguito a ruota da: mi ha davvero appena messo tra le mani tutto quello che sa? Quello non fece che far sembrare ancora peggiore il modo in cui l'aveva recentemente trattata il suo governo.
Non ti ci vorr molto continu il suo nuovo capo. Non c' quasi niente, l dentro. Un sacco di stronzate scritte da consulenti strapagati che pensano di poter nascondere il fatto di non sapere un cazzo di niente allungando il brodo.
Bobbie annu, ma la sensazione di non essere all'altezza del compito aveva gi cominciato a rivaleggiare con l'eccitazione per quella nuova opportunit.
Signora, la sergente Draper ha per caso l'autorizzazione ad accedere... domand Soren.
S. Gliel'ho appena data. Bobbie? Sei autorizzata disse Avasarala sovrastando le parole del giovane. Smettila di rompermi le palle, Soren. Ho finito il t.
Bobbie fece uno sforzo cosciente per non voltarsi a guardare l'assistente. La situazione era gi abbastanza scomoda senza che si facesse pesare anche il fatto che quel ragazzo fosse stato umiliato davanti a una perfetta sconosciuta che lavorava l da esattamente diciassette minuti.
S, signora rispose Soren. Ma mi chiedevo se per caso non volesse avvertire il servizio di sicurezza a proposito della sua decisione di autorizzare l'accesso alla sergente. A quei funzionari piace essere tenuti al corrente di questo genere di cose.
Miao miao lagna miao miao replic Avasarala.  tutto quello che ti ho sentito dire.
S, signora rispose Soren.
Alla fine Bobbie alz lo sguardo sui due. Soren stava subendo una sonora strigliata di fronte a un nuovo membro della squadra che era anche, tecnicamente, il nemico. La sua espressione non era cambiata. Aveva l'aria di uno che stesse assecondando una nonnetta rimbecillita. Avasarala fece uno schiocco impaziente con i denti.
Non sono stata chiara? Ho forse perso la capacit di farmi capire?
No, signora disse Soren.
Bobbie? Tu riesci a capire quello che dico?
S... s, signora.
Bene. E allora uscite dal mio ufficio e mettetevi al lavoro. Bobbie, leggi. Soren, t.
Bobbie si volt per uscire e trov Soren che la fissava con il viso impassibile. Il che era, in un certo senso, pi sconcertante di quanto non sarebbe stato trovarvi una traccia di comprensibile irritazione.
Mentre Bobbie gli passava accanto, Avasarala disse: Soren, aspetta. Porta questa a Foster, del servizio dati. Porse a Soren quella che sembrava una pennetta di memoria. Accertati di recapitargliela prima che se ne vada dall'ufficio.
Soren annu, sorrise e prese la pennetta nera dalle mani di Avasarala. Ma certo.
Quando lui e Bobbie ebbero lasciato l'ufficio di Avasarala, e Soren ebbe richiuso la porta alle loro spalle, Bobbie lasci uscire un lungo respiro simile a un fischio e gli sorrise.
Wow, questo s che  stato sconcertante. Mi dispiace per... fece per dire, ma si ferm quando Soren alz una mano con gesto noncurante, dissipando le sue preoccupazioni.
Non  niente rispose lui. Anzi, a dire il vero, oggi  decisamente in giornata.
Mentre Bobbie rimaneva l a fissarlo sbalordita, Soren si volt e gett la pennetta di memoria sulla scrivania, dove scivol sotto la carta di una confezione mezza consumata di biscotti. Si sedette e indoss un paio di cuffie, poi cominci a scorrere una lista di numeri di telefono sul terminale del suo desktop. Non diede segno di aver notato che lei era rimasta l.
Sai, disse finalmente Bobbie io ho solo un po' di roba da leggere. Per cui, se sei molto impegnato, posso portare io quella cosa al tipo del servizio dati. Voglio dire, se sei impegnato con molte altre cose.
Soren la guard incuriosito.
Perch mai dovrei aver bisogno che tu faccia una cosa del genere?
Be', rispose Bobbie, dando un'occhiata all'orario sul suo terminale palmare perch manca poco alle diciotto locali, e non so a che ora chiudiate i battenti voi da queste parti, per cui ho pensato che...
Non ti preoccupare. Il fatto  che il succo del mio lavoro  di tenerla fece un cenno del capo verso la porta chiusa tranquilla e felice. Con lei, ogni cosa ha la massima priorit. Per cui, niente ha la massima priorit, se capisci quel che intendo. Lo far quando va fatto. Fino ad allora, la stronza pu abbaiare un po', se la rende felice.
Bobbie si sent assalire da una gelida sorpresa. No, non era sorpresa. Era shock.
L'hai appena chiamata stronza?
Come altro la chiameresti, tu? domand Soren con un sorriso disarmante. O la stava prendendo in giro? Che fosse tutto uno scherzo, per lui... Avasarala, Bobbie, e anche il mostro su Ganimede? Nella sua mente, Bobbie si figur un'immagine di lei che tirava via quel piccolo assistente compiaciuto dalla sua sedia e lo annodava come una cravatta. Le sue mani si fletterono involontariamente.
Invece, disse: La signora vicesottosegretario sembrava pensare che fosse molto importante.
Soren si volt per guardarla di nuovo. Non ti preoccupare, Bobbie. Dico sul serio. So come fare il mio lavoro.
Lei rimase l impalata per un lungo istante.
Ricevuto forte e chiaro rispose.
Bobbie fu strappata a un sonno profondo da una musica improvvisa a tutto volume. Si mise a sedere in un letto sconosciuto, in una stanza quasi completamente buia. L'unica luce che riusciva a vedere era un bagliore perlato che pulsava sul suo terminale palmare, dall'altra parte della stanza. La musica smise di colpo di sembrare una cacofonia insensata e divenne la canzone che aveva selezionato lei stessa come avviso sonoro per le chiamate in entrata quando era andata a letto. Qualcuno la stava chiamando. Maledisse chiunque fosse in tre lingue diverse e cerc di arrancare oltre il letto verso il terminale.
Il bordo del letto giunse inatteso sotto di lei e la fece cadere a faccia avanti sul pavimento, mentre il suo corpo ancora mezzo addormentato non riusciva a compensare la gravit eccessiva della Terra. Riusc a evitare di spaccarsi il cranio rimettendoci un paio di dita della mano destra.
Imprecando a voce ancora pi alta, Bobbie continu l'attraversamento della stanza verso il terminale che continuava a illuminarsi. Quando riusc finalmente a raggiungerlo, apr il collegamento e disse: Se qualcuno non  gi morto, lo sar molto presto.
Bobbie replic la persona dall'altra parte della linea. La mente annebbiata di Bobbie impieg qualche istante a situare quella voce. Soren. Guard l'ora sul suo terminale e vide che segnava le 04,11. Si chiese se la stesse chiamando per farle una tirata da ubriaco o per scusarsi. Di certo non sarebbe stata la cosa pi strana che le era capitata nelle ultime ventiquattr'ore.
Bobbie si rese conto che Soren stava ancora parlando, e riport il terminale all'orecchio. ...ti aspetta il prima possibile, per cui vieni gi disse Soren.
Puoi ripetere?
Lui cominci a parlare lentamente, come se avesse a che fare con una bambina ritardata. Il capo vuole che tu venga in ufficio, okay?
Bobbie guard di nuovo l'ora. Adesso?
No rispose Soren. Domani, al solito orario. Voleva solo che ti chiamassi alle quattro del mattino per essere sicura che ci saresti stata.
La fitta di rabbia l'aiut a svegliarsi del tutto. Bobbie smise di stringere i denti quel tanto che bastava per dire: Dille che arrivo subito.
Barcoll incespicando fino al muro, poi da l verso un pannello che si accese al suo tocco. Un secondo tocco fece accendere le luci in tutta la stanza. Avasarala le aveva fatto assegnare un piccolo appartamento ammobiliato raggiungibile a piedi dall'ufficio. Non era molto pi ampio di un buco in affitto economico su Ceres. Una grande stanza che fungeva sia da salotto che da camera da letto, una pi piccola con una doccia e un bagno, e un'altra ancora pi piccola che faceva finta di essere una cucina. La sacca da viaggio di Bobbie se ne stava buttata in un angolo, con poche cose tirate fuori, ma perlopi ancora piena della sua roba. Era rimasta sveglia fino all'una di notte a leggere, e non si era preoccupata di fare altro se non di lavarsi i denti e di crollare sul letto che scendeva dal soffitto.
Mentre era l in piedi, osservando la stanza e cercando di svegliarsi, Bobbie ebbe un improvviso momento di assoluta chiarezza. Fu come se un paio di occhiali scuri che non sapeva nemmeno di aver indossato le fossero stati strappati via, lasciandola abbagliata dalla luce. Eccola l, fuori dal letto dopo tre ore di sonno, per andare a incontrare una delle donne pi potenti dell'intero sistema solare, e tutto quello che le importava era di non aver sistemato a dovere la sua stanza e di poter picchiare a morte uno dei suoi colleghi con il suo stesso calamaio d'ottone. Ah... ed era una marine in carriera che aveva accettato un incarico di lavoro con quello che al momento era il peggior nemico del suo governo soltanto perch un capitano dei servizi segreti della marina era stato scorbutico con lei. Per finire, ma non ultimo, voleva anche tornare su Ganimede per ammazzare qualcuno, senza per avere la pi pallida idea di chi potesse essere questo qualcuno.
La brusca e limpida visione di quanto la sua vita sembrasse essere uscita dai binari dur per qualche secondo, poi l'annebbiamento e la mancanza di sonno ebbero di nuovo il sopravvento, lasciandola soltanto con la snervante sensazione di essersi dimenticata di fare qualcosa di importante.
Indoss l'uniforme del giorno prima e si sciacqu la bocca, poi usc dall'appartamento.
Il modesto ufficio di Avasarala era pieno zeppo di persone. Bobbie riconobbe almeno tre civili che erano presenti al summit terrestre. Uno di loro era l'uomo con la faccia rotonda che aveva poi saputo essere Sadavir Errinwright, il capo di Avasarala e probabilmente il secondo uomo pi potente sulla faccia della Terra. Quando Bobbie entr, i due erano impegnati in una fitta conversazione, e Avasarala non si accorse di lei.
Bobbie individu un crocchio di persone in uniforme militare e fece per muoversi in quella direzione, finch non vide che erano tutti generali e ammiragli, e cambi percorso. Fin accanto a Soren, l'unica persona oltre a lei a essere da sola nella stanza. Lui non le rivolse nemmeno un'occhiata di sfuggita, ma c'era qualcosa nella sua postura che sembrava irradiare quel fascino irritante, potente e ipocrita. Bobbie fu colpita dal pensiero che Soren fosse il tipo d'uomo che si sarebbe portata a letto se fosse stata sufficientemente ubriaca, ma di cui non si sarebbe mai fidata per farsi guardare le spalle in combattimento. Anzi, a pensarci bene, no: non sarebbe mai stata sufficientemente ubriaca.
Draper! esclam Avasarala a voce alta, dopo aver finalmente notato il suo arrivo.
S, signora disse Bobbie facendo un passo avanti, e tutti i presenti in sala smisero di parlare per osservarla.
Sei la mia intermediaria riprese Avasarala, con le borse sotto gli occhi talmente pronunciate che sembravano pi una patologia non diagnosticata che un sintomo di affaticamento. Per cui intermedia, cazzo. Chiama i tuoi.
Che cosa  successo?
La situazione su Ganimede si  appena trasformata nella madre di tutte le tempeste di merda rispose lei. Siamo in guerra aperta.

21.

Prax

Prax era in ginocchio, con le braccia legate strette dietro la schiena. Gli dolevano le spalle. Gli faceva male quando alzava la testa e gli faceva male quando la lasciava ricadere. Amos giaceva, faccia a terra, sul pavimento. Prax pens che fosse morto finch non vide i legacci che gli stringevano le braccia dietro la schiena. Il proiettile non letale che i loro rapitori avevano sparato sulla nuca del meccanico gli aveva lasciato un enorme bernoccolo blu e nero. La maggior parte degli altri - Holden, alcuni dei mercenari della Pinkwater, perfino Naomi - erano nella sua stessa posizione, ma non tutti.
Quattro anni prima, c'era stata un'infestazione di falene. Il progetto di contenimento era fallito, e sciami interi di tignole fasciate grigio-marrone, lunghe tre centimetri, avevano combinato un disastro nella sua cupola. Allora avevano costruito una trappola di calore: qualche pizzico di feromoni artificiali sparsi su una fibra resistente al calore proprio al di sotto delle grosse unit di illuminazione a onda lunga e spettro completo. Le falene si erano avvicinate troppo, e il calore le aveva sterminate. La puzza di quei minuscoli corpi che bruciavano aveva appestato l'aria per giorni, e l'odore era esattamente uguale a quello provocato dal cauterizzatore che i loro rapitori stavano usando sull'uomo ferito della Pinkwater. Un filo di fumo bianco si attorcigli dal tavolo da ufficio in plastica stampata su cui l'avevano sdraiato.
Sono solo... disse l'uomo della Pinkwater, con la mente annebbiata dai sedativi. Voi andate avanti, concludete senza di me. Io vi raggiungo...
Un'altra piaga osserv uno dei loro rapitori. Era una donna dai lineamenti spessi, con un neo sotto l'occhio sinistro e un paio di guanti di gomma coperti di sangue. Proprio l.
Controllo. Vista disse l'uomo con il cauterizzatore, tornando a premere la punta di metallo nella ferita aperta sull'addome del paziente. Ci fu il rumore secco di una scarica elettrica, e un altro filo di fumo bianco si arricci dalla ferita.
All'improvviso Amos rotol da un lato, con il naso ridotto a un pastrocchio sanguinolento e la faccia ricoperta di sangue. Bodrei sbaddiarbi, gab, disse, con le parole che si sforzavano di uscire dal pasticcio bulboso del suo naso ba dod gredo che quesdi dibi siado agendi di sigurezza dedda sdaziode.
La stanza in cui Prax si era ritrovato quando gli avevano tolto il cappuccio non aveva niente a che fare con la solita atmosfera tipica di un posto di guardia. Sembrava piuttosto un vecchio ufficio. Del tipo che un ispettore alla sicurezza o un addetto allo stoccaggio avrebbe usato nei giorni precedenti l'inizio dell'effetto a cascata: una lunga scrivania con un terminale di superficie incorporato, qualche luce nascosta che pendeva dal soffitto, una pianta morta - Sanseviera trifasciata - con lunghe foglie verde-marrone che si stavano trasformando in melma. Le guardie con le corazze grigie - o i soldati, o qualsiasi cosa fossero - erano state molto metodiche ed efficienti. I prigionieri erano tutti allineati lungo un muro, legati mani e piedi; i loro terminali palmari, le loro armi e i loro effetti personali erano custoditi lungo la parete opposta da due guardie, che non avevano altro compito se non quello di assicurarsi che nessuno li toccasse. Le corazze che avevano tolto a Holden e Amos erano state ammucchiate sul pavimento insieme alle loro armi. Poi, la coppia di militari che Prax pensava essere la squadra medica aveva cominciato a mettersi al lavoro, soccorrendo per prima cosa il ferito in condizioni pi disperate. Non avevano ancora avuto il tempo di occuparsi di nessun altro.
Qualche idea su chi possano essere? chiese Wendell sottovoce.
Non  l'APE rispose Holden.
Questo lascia aperta la porta a un gran numero di possibili sospetti osserv il capo della Pinkwater. C' qualcuno a cui ha dato fastidio e di cui dovrei essere al corrente?
Lo sguardo di Holden si fece addolorato, e lui comp il gesto pi simile a uno stringersi nelle spalle che potesse immaginare, viste le circostanze.
C' una specie di lista replic.
Un'altra piaga aperta qui osserv la donna.
Ce l'ho disse l'uomo con il cauterizzatore. Schiocco, fumo bianco, puzza di carne bruciata.
Senza offesa, capitano Holden, ribatt Wendell ma comincio a pentirmi di non averle sparato quando ne avevo la possibilit.
Nessuna offesa replic Holden con un cenno della testa.
Quattro dei soldati tornarono nella stanza. Erano tutti tipi tozzi, terrestri. Uno di loro, un uomo dalla pelle scura con una zazzera di capelli grigi e l'aria di avere il comando, stava borbottando freneticamente. Il suo sguardo pass sui prigionieri, vedendoli senza osservarli. Come se fossero stati delle casse. Quando i suoi occhi arrivarono su Prax, l'uomo annu ma non a lui.
Sono stabili? chiese il tizio dalla pelle scura alla squadra medica.
Se potessi scegliere rispose la donna questo qui non lo muoverei.
Se non potesse?
Probabilmente ce la far. Mantenete l'accelerazione gravitazionale al minimo finch non riuscir a portarlo in una vera e propria infermeria.
Scusatemi intervenne Holden. Qualcuno potrebbe gentilmente dirmi che diavolo sta succedendo?
Avrebbe fatto meglio a chiederlo ai muri.
Abbiamo dieci minuti disse l'uomo dalla pelle scura.
Nave trasporto?
Non ancora. Meglio la zona sicura.
Splendido esclam amareggiata la donna.
Perch, se volete farci qualche domanda, disse Holden sarebbe meglio cominciare con l'andarsene tutti da Ganimede. Se volete che i vostri uomini restino tali, dobbiamo andare. Quel laboratorio era infestato dalla protomolecola.
Voglio che vengano spostati due per volta ordin l'uomo dalla pelle scura.
S, signore replic la donna.
Mi state ascoltando? grid Holden. La protomolecola  stata liberata nella stazione.
Non ci stanno ascoltando, Jim gli rispose Naomi.
Ferguson. Mott disse l'uomo dalla pelle scura. A rapporto.
Nella sala cal il silenzio mentre qualcuno chiss dove faceva rapporto.
Mia figlia  scomparsa disse Prax. Quella nave ha portato via mia figlia.
Non ascoltavano neanche lui. Prax non si era aspettato che lo facessero. A eccezione di Holden e del suo equipaggio, nessuno se l'era aspettato. L'uomo dalla pelle scura era chino in avanti, con un'espressione profondamente concentrata. Prax sent rizzarglisi i peli sulla nuca. Un presentimento.
Ripetete disse il tizio dalla pelle scura. Poi, un istante dopo: Stiamo sparando? Stiamo chi?
Qualcuno gli rispose. La squadra medica e le guardie avevano gli occhi fissi sul loro comandante. Le loro espressioni erano imperscrutabili.
Ricevuto. Squadra Alfa, nuovi ordini. Recatevi al porto e requisite una nave trasporto. Siete autorizzati a usare la forza. Ripeto: siete autorizzati a usare la forza. Sergente Chernev, ho bisogno che tagli i legacci dei prigionieri.
Una delle guardie reag a scoppio ritardato.
Tutti, signore?
Tutti. E avremo bisogno di una barella per questo signore.
Che cosa succede, signore? chiese il sergente, con la voce tesa per la confusione e la paura.
Quello che succede  che le sto dando un ordine rispose l'uomo dalla pelle scura. Esegua, ora.
Prax sent il taglio della lama come una brusca vibrazione sulle caviglie. Non si era accorto di avere i piedi addormentati finch la sensazione di formicolio non gli fece lacrimare gli occhi. Stare in piedi gli faceva male. In lontananza, qualcosa tuon come un container per il trasporto merci lasciato cadere da una grande altezza. Il sergente liber le gambe di Amos dai legacci e si spost verso Naomi. Una guardia era rimasta accanto all'equipaggiamento. La squadra medica era intenta a sigillare il ventre del ferito con un gel dall'odore dolciastro. Il sergente si chin.
Lo sguardo che pass tra Holden e Amos fu l'unico preavviso che ebbe Prax. Con la stessa noncuranza di un uomo che si dirigesse verso la toilette, Holden cominci a incamminarsi verso la porta.
Ehi! esclam la guardia, imbracciando un fucile grande quanto il suo braccio. Holden lo guard con aria innocente, attirando su di s l'attenzione di tutti, mentre alle sue spalle Amos schiantava il ginocchio sulla testa del sergente. Prax uggiol per la sorpresa e l'arma fu puntata su di lui. Cerc di alzare le mani, ma le aveva ancora legate dietro la schiena. Wendell fece un passo avanti, appoggi un piede sul fianco della dottoressa e la spinse sulla linea di tiro della guardia.
Naomi era inginocchiata sul collo del sergente; l'uomo aveva il viso paonazzo. Holden colp con un calcio dietro il ginocchio il tizio con il cauterizzatore nello stesso istante in cui Amos placcava l'uomo con il fucile. Il cauterizzatore mand una scintilla sul pavimento facendo un rumore simile a quello di un dito che picchia su un vetro. Paula afferr il coltello del sergente e si mise dietro uno dei suoi compagni, segandogli il legaccio ai polsi. Il tizio con il fucile tir una gomitata, e Amos esal tutto il fiato che aveva in corpo. Holden si gett addosso alla met maschile della squadra medica, incastrando le braccia dell'uomo con le ginocchia. Amos fece qualcosa che Prax non riusc a vedere, e il fuciliere grugn prima di piegarsi in due.
Paula fin di tagliare il legaccio al suo compagno nel momento in cui la dottoressa raccoglieva il fucile. L'uomo appena liberato estrasse la pistola dalla fondina del sergente a terra e si gett in avanti, premendo la canna dell'arma contro la tempia della dottoressa mentre quest'ultima alzava il fucile una frazione di secondo troppo tardi.
Tutti si bloccarono. La donna sorrise.
Scacco matto disse lei, e abbass il fucile a terra.
La scena non era durata pi di dieci secondi.
Naomi prese il coltello, tagliando rapida e metodica i legacci dei suoi mentre Holden la seguiva, disabilitando la rete di comunicazione delle corazze grigie e legandoli mani e piedi. Una situazione perfettamente speculare a quella di pochi istanti prima. Prax, strofinandosi le dita per ritrovare la sensibilit, ebbe la visione assurda dell'uomo dalla pelle scura che tornava indietro per abbaiargli altri ordini. Ci fu un'altra esplosione; un altro enorme container che veniva sonoramente lasciato cadere, rimbombando come un tamburo.
Voglio solo che sappiate quanto ho apprezzato il modo in cui vi siete presi cura dei miei disse Wendell alla coppia che componeva la squadra medica.
La donna gli sugger qualcosa di osceno e spiacevole, ma sorrise mentre lo faceva.
Wendell lo chiam Holden, frugando nella scatola degli effetti personali e tirando una carta chiave al leader della squadra della Pinkwater. La Somnambulist  ancora vostra, ma dovete andarci subito e togliere le tende da qui.
Sfonda una porta aperta rispose Wendell. Prendete quella barella. Non lo lasceremo indietro adesso, e dobbiamo andarcene da qui prima che arrivino i rinforzi.
S, signore disse Paula.
Wendell si volt verso Holden.
 stato interessante conoscerla, capitano. Facciamo in modo che non si ripeta.
Holden annu ma non smise d'indossare la sua corazza per stringergli la mano. Amos fece lo stesso, poi distribu loro le armi e gli effetti confiscati. Holden controll il caricatore della sua arma e usc dalla stessa porta che aveva usato l'uomo dalla pelle scura, con Amos e Naomi alle calcagna. Prax dovette affrettarsi per restare al passo. Ci fu un'altra detonazione, stavolta non cos distante. Prax ebbe l'impressione di sentire il ghiaccio tremare sotto di s, ma probabilmente era solo la sua immaginazione.
Che... che cosa sta succedendo?
La protomolecola si sta attivando disse Holden, gettando un terminale palmare a Naomi. L'infezione si sta diffondendo.
Dod gredo ghe sdia suggededdo guesdo, gab intervenne Amos. Con una smorfia, si afferr il naso con la mano destra e lo tir in direzione opposta al viso. Quando lo lasci andare, sembrava quasi dritto. Soffi via un tappo di muco sanguinolento da ogni narice, poi fece un respiro profondo. Cos va meglio.
Alex? disse Naomi parlando sul terminale. Alex, dimmi che il collegamento  ancora attivo. Parlami.
La sua voce tremava.
Un altro botto, questo pi rumoroso di qualunque cosa Prax avesse mai sentito. Il tremore non era pi soltanto immaginario, ora; Prax fu sbalzato a terra. L'aria aveva uno strano odore, come di ferro surriscaldato. Le luci della stazione lampeggiarono e si spensero; i LED blu pallido del segnale di evacuazione di emergenza si accesero. Cominci a risuonare un allarme a bassa pressione, il cui tritono percussivo era stato progettato per essere percepibile in atmosfera rarefatta o in rarefazione. Quando Holden parl, sembr quasi pensoso.
O, magari, potrebbe darsi che stiano bombardando la stazione.
La Stazione di Ganimede era uno dei primi punti di appoggio permanenti dell'umanit tra i pianeti esterni. Era stata costruita con in mente un futuro a lungo termine, non soltanto dal punto di vista architettonico ma anche per il modo in cui si sarebbe inserita nella grandiosa espansione umana nell'oscurit ai margini del sistema solare. Le possibilit di una catastrofe erano nel suo DNA, e lo erano state fin dall'inizio. Era stata la stazione pi sicura dell'intero sistema gioviano. Anche soltanto il suo nome, un tempo, evocava immagini di neonati e cupole piene di raccolti agricoli. Ma i mesi da quando lo specchio era crollato sulla sua superficie l'avevano corrosa.
I portelloni pressurizzati costruiti per isolare eventuali perdite di atmosfera erano stati aperti a forza quando i sistemi idraulici locali erano andati in guasto. Le forniture di emergenza erano state usate e mai sostituite. Qualunque cosa fosse di valore, che potesse essere trasformata in cibo o passata sul mercato nero, era stata rubata e rivenduta. L'infrastruttura sociale di Ganimede era gi inevitabilmente giunta a un lento collasso. Il peggiore dei peggiori scenari non aveva previsto una cosa del genere.
Prax era in piedi nel grande spazio comune in cui lui e Nicola avevano trascorso il loro primo appuntamento. Avevano mangiato insieme in una piccola dulcera, sorseggiando caff e amoreggiando. Prax riusciva ancora a ricordare la forma del suo viso e il brivido che gli aveva fatto saltare un battito quando lei gli aveva preso la mano. Il ghiaccio dove era stata la dulcera era adesso un caos disastrato. In quel punto s'intersecavano una dozzina di passaggi, e la gente si riversava da ogni parte, cercando di raggiungere il porto oppure di scendere abbastanza in profondit nella luna da essere protetta dal ghiaccio, o in un qualche altro posto che poteva illudersi fosse sicuro.
L'unica casa che Prax avesse mai conosciuto veramente gli stava crollando intorno. Migliaia di persone sarebbero morte nelle prossime ore. Prax lo sapeva, e una parte di lui era in preda all'orrore per quella situazione. Ma Mei era su quella nave, per cui non era una di loro. E doveva ancora salvarla, solo non da tutto questo. Lo rendeva sopportabile.
Alex dice che la situazione  bollente, l fuori rifer Naomi mentre correvano attraverso le rovine. Incandescente. Non riuscir ad arrivare al molo.
C' l'altra piattaforma di atterraggio replic Prax. Potremmo andare l.
Il piano  quello disse Holden. Comunica ad Alex le coordinate della base scientifica.
S, signore rispose Naomi nello stesso momento in cui Amos, alzando una mano come un bambino in classe, chiese: Quella con la protomolecola?
 l'unica piattaforma d'attracco segreta che abbiamo rispose Holden.
Gi. E va bene.
Quando Holden si volt verso Prax, aveva il viso ingrigito per la tensione e la paura.
Okay, Prax. Tu sei del posto. La nostra corazza  a prova di vuoto, ma avremo bisogno di tute ambientali per te e Naomi. Stiamo per fare una corsetta all'inferno, e non sar tutto pressurizzato. Non abbiamo il tempo per sbagliare strada o tornare sui nostri passi. Sei in testa. Te la senti?
S disse Prax.
Trovare le tute ambientali fu facile. Erano abbastanza comuni da non avere praticamente nessun valore commerciale, ed erano immagazzinate in stazioni di emergenza dai colori vivaci. Tutte le scorte nei corridoi e nelle sale principali erano gi state svuotate, ma, infilandosi in uno stretto corridoio laterale che li collegava alla zona meno popolare, dove Prax era solito portare Mei alla pista di pattinaggio sul ghiaccio, trovarle fu facile. Le tute erano di colore verde e arancione sgargiante, di sicurezza, fatte apposta per essere ben visibili ai soccorritori. Delle tute mimetiche sarebbero state pi appropriate. Le maschere puzzavano di plastica infiammabile, e i giunti erano soltanto degli anelli cuciti nel materiale. Il riscaldamento interno sembrava progettato senza molta cura e suscettibile di andare a fuoco se usato troppo a lungo. Giunse un'altra esplosione, seguita da altre due, ognuna pi vicina della precedente.
Testate nucleari disse Naomi.
Piuttosto proiettili gauss replic Holden. Sembrava quasi che stessero parlando del clima.
Prax si strinse nelle spalle.
Comunque sia, se un colpo arriva fin nei corridoi, significherebbe una perdita di vapore super riscaldato disse, richiudendo l'ultimo sigillo della tuta lungo il fianco e controllando il visore da quattro soldi che giurava che l'ossigeno stava scorrendo. Il sistema di riscaldamento balugin sul giallo, poi di nuovo sul verde. Tu e Amos potreste farcela, se la corazza regge. Credo che io e Naomi non avremmo nessuna possibilit.
Fantastico esclam Holden.
Ho perso la Roci disse Naomi. Anzi, no. Ho perso del tutto il collegamento. Stavo passando attraverso il router della Somnambulist. Dev'essere decollata.
O potrebbe essere stata distrutta. Quello stesso pensiero si leggeva su tutte le loro facce. Nessuno lo disse.
Da questa parte disse Prax.C' un tunnel di servizio che eravamo soliti usare quando ero all'universit. Possiamo passare oltre il complesso del Marble Arch e riprendere da l.
Come dici tu, amico rispose Amos. Il suo naso aveva ripreso a sanguinare. Il sangue sembrava nero nella fioca luce blu all'interno del suo elmetto.
Sarebbe stata la sua ultima passeggiata. Qualunque cosa fosse successa, Prax non sarebbe mai pi tornato qui, perch qui non sarebbe pi esistito. Quella camminata a passo svelto lungo il corridoio di servizio dove Jaimie Loomis e Tanna Ibtrahmin-Sook l'avevano portato per sballarsi tutti insieme sarebbe stata l'ultima che avrebbe fatto in quel posto. L'ampio anfiteatro dal basso soffitto sotto il vecchio centro di trattamento acque, dove aveva svolto il suo primo tirocinio, era spaccato, con il serbatoio compromesso. Non avrebbe inondato rapidamente i corridoi, ma, in un paio di giorni, quei passaggi sarebbero stati riempiti. Un paio di giorni pi tardi non avrebbe pi avuto nessuna importanza.
Tutto brillava nelle luci a LED di emergenza, oppure svaniva nell'ombra. A terra c'era del ghiaccio sciolto, mentre il sistema di riscaldamento cercava faticosamente e invano di compensare quella follia. Per due volte trovarono la via ostruita, una volta da un portellone pressurizzato che era ancora effettivamente funzionante, e un'altra da ghiaccio caduto. Non incontrarono quasi nessuno. Tutti gli altri stavano correndo verso il porto. Prax li stava guidando nella direzione praticamente opposta.
Un altro lungo corridoio ricurvo, poi salirono su per una rampa di costruzione, attraversarono un tunnel vuoto e...
La porta d'acciaio blu che sbarrava loro la strada non era bloccata, ma era in modalit sicurezza. L'indicatore diceva che dall'altra parte c'era il vuoto. Uno di quei colpi, come i pugni di Dio che si abbattevano su Ganimede, era riuscito ad arrivare fin l. Prax si ferm, facendo correre la mente attraverso l'architettura tridimensionale della sua stazione natale. Se la base segreta era l, e lui era qui, allora...
Non possiamo arrivarci disse.
Gli altri rimasero in silenzio per un istante.
Questa non  una buona risposta replic Holden. Trovane un'altra.
Prax fece un respiro profondo. Se fossero tornati sui loro passi, sarebbero potuti scendere di un livello, per poi dirigersi verso ovest e cercare di accedere dal corridoio inferiore, se non fosse stato per il fatto che un'esplosione sufficientemente potente da arrivare fin l doveva aver quasi certamente compromesso anche il livello inferiore. Se avessero proseguito fino alla vecchia stazione del tubo, forse avrebbero potuto trovare un corridoio di servizio - non che Prax sapesse per certo della sua esistenza, ma chiss - che avrebbe potuto portarli nella direzione giusta. Giunsero altre tre detonazioni, scuotendo il ghiaccio. La parete alle sue spalle si crep con un rumore simile a quello di una mazza da baseball che batteva un home run.
Prax, amico mio, disse Amos prima , meglio .
Indossavano delle tute ambientali, per cui, se avessero aperto il portellone, il vuoto non li avrebbe uccisi. Ma dovevano esserci dei detriti che lo bloccavano. Qualsiasi colpo abbastanza forte da attraversare la superficie avrebbe...
Avrebbe...
Non possiamo andare l... attraverso i tunnel della stazione disse. Ma possiamo salire. Possiamo arrivare in superficie e passare da l.
E come facciamo? chiese Holden.
Prax pass venti minuti a cercare una via d'accesso che non fosse chiusa, ma alla fine la trov. Era non pi ampia di tre uomini uno a fianco all'altro: un'unit di servizio automatizzata per l'esterno delle cupole. L'unit di servizio in s era stata da tempo cannibalizzata e depredata di tutte le sue parti, ma non aveva importanza. Il portellone pressurizzato era ancora in funzione grazie alle batterie. Naomi e Prax inserirono le istruzioni di apertura, richiusero il portello interno e attesero che si aprisse quello che dava sull'esterno. La pressione di fuga fu come il vento, per un istante, poi pi niente. Prax s'incammin sulla superficie di Ganimede.
Aveva visto delle immagini dell'aurora sulla Terra. Non si era mai immaginato che avrebbe visto qualcosa del genere nell'oscurit del suo cielo. Eppure, l, non soltanto sopra di lui ma in grandi linee, da un orizzonte all'altro, c'erano strisce di verde e blu e oro - rifiuti, detriti e gas emanato dal plasma in raffreddamento. Boccioli incandescenti segnavano il punto in cui si trovavano i motori dei reattori. Diversi chilometri pi in l, un proiettile gauss si schiant sulla superficie della luna e la scossa sismica li fece sobbalzare. Prax rimase l impalato per un istante, osservando l'eiettore idrico che schizzava nell'oscurit e l'acqua che cominciava a ricadere sotto forma di neve. Era bellissimo. La parte razionale, scientifica della sua mente, cerc di calcolare quanto trasferimento di energia stesse incamerando quella luna, quando un grosso pezzo di tungsteno sparato da una mitragliatrice la colp. Era un po' come una testata nucleare in miniatura, senza per tutte quelle fastidiose radiazioni. Prax si chiese se il proiettile si sarebbe fermato prima di raggiungere il nucleo di nichel e ferro di Ganimede.
Okay esclam Holden dalle cuffiette da quattro soldi all'interno della tuta di emergenza di Prax. Le frequenze basse erano una schifezza, e lui aveva la voce di un cartone animato. Da che parte, ora?
Non lo so rispose Prax, rimettendosi in ginocchio. Indic un punto verso l'orizzonte. Laggi, da qualche parte.
Mi serve qualcosa di pi di questo disse Holden.
Non sono mai stato in superficie, prima d'ora replic Prax. All'interno di una cupola, certo. Ma fuori? Voglio dire, so che siamo vicini, ma non so come arrivarci.
E va bene disse Holden. Nel vuoto spinto sopra la sua testa, qualcosa di enorme e di molto lontano esplose. Era un po' come la vecchia lampadina dei cartoni quando a qualcuno veniva un'idea. Possiamo farlo. Possiamo risolverla. Amos, va' verso quella collina laggi, vedi che cosa riesci a vedere. Prax e Naomi, cominciate ad andare in quella direzione.
Non credo che ci sia bisogno di farlo, signore replic Naomi.
Perch no?
La donna alz una mano, indicando un punto alle spalle di Holden e Prax.
Perch sono piuttosto sicura che la Rocinante si sia appena posata laggi disse.

22.

Holden

La piattaforma di attracco segreta era stata ricavata nell'incavo di un piccolo cratere. Quando Holden scavalc il crinale e vide la Rocinante sotto di s, l'improvviso e vertiginoso rilascio di tensione gli fece capire quanto fosse stato spaventato in quelle ultime ore. Ma la Roci significava casa e, per quanto la sua mente razionale potesse continuare a ricordargli che erano ancora in pericolo mortale, casa significava essere al sicuro. Mentre si fermava un attimo per riprendere fiato, la scena fu illuminata da un lampo di luce bianca, come se qualcuno avesse appena scattato una fotografia. Holden alz gli occhi in tempo per vedere una nuvola di gas luminescente che svaniva in un'orbita alta.
La gente continuava a morire nello spazio appena sopra le loro teste.
Wow disse Prax.  pi grande di quello che mi aspettassi.
Corvetta replic Amos, con la voce carica di orgoglio. Nave scorta di classe fregata.
Non so che cosa significhi ribatt Prax. Sembra un grosso scalpello con una tazza di caff rovesciata sulla schiena.
Amos disse: Quello  il propulsore...
Basta cos li interruppe Holden. Al portello, presto.
Amos apr la strada, accovacciandosi un po' e scivolando gi per la parete ghiacciata del cratere, usando le mani per bilanciarsi. Prax and per secondo, una volta tanto senza bisogno di aiuto. Naomi per terza; una vita passata a gravit variabile le aveva affinato riflessi ed equilibrio. Riusc perfino a risultare aggraziata.
Holden and per ultimo, pronto a scivolare e a ruzzolare gi dal pendio in un umiliante capitombolo, e piacevolmente sorpreso quando non accadde.
Mentre balzavano sul fondo piatto del cratere verso la nave, il portellone esterno si apr, rivelando Alex con indosso una tuta corazzata marziana e con un fucile d'assalto tra le mani. Non appena furono abbastanza vicini alla nave da riuscire a sentirsi oltre il rumore radio orbitale, Holden esclam: Alex! Amico,  bello rivederti.
Ehi, cap rispose Alex, e perfino la sua cadenza strascicata non fu in grado di nascondere il sollievo evidente che aveva nella voce. Non ero sicuro di come sarebbe stata questa zona di attracco. Avete nessuno alle calcagna?
Amos risal la rampa e agganci Alex in un abbraccio da orso che lo sollev da terra.
Amico,  bello essere di nuovo a casa, cazzo! disse.
Prax e Naomi lo seguirono. Naomi diede una pacca sulla spalla ad Alex mentre passava. Sei stato bravo. Grazie.
Holden si ferm sulla rampa per guardare in su un'ultima volta. Il cielo era ancora pieno di lampi e scie luminescenti della battaglia in corso. Ebbe l'improvviso, viscerale ricordo di quando era un bambino, gi nel Montana, e se ne stava a guardare enormi cumuli nel cielo che s'illuminavano di fulmini nascosti.
Alex lo guard, poi ammise: L'arrivo  stato un po' complicato.
Holden gli cinse le spalle con un braccio. Grazie per il passaggio.
Una volta che il portellone ebbe finito di pressurizzarsi e l'equipaggio ebbe rimosso tute e corazze, Holden disse: Alex, ti presento Prax Meng. Prax, ti presento il miglior pilota del sistema solare, Alex Kamal.
Prax strinse la mano ad Alex. Grazie per il tuo aiuto nella ricerca di Mei.
Alex scocc un'occhiata perplessa a Holden, ma un suo cenno negativo del capo gli imped di formulare la domanda. Piacere di conoscerti, Prax.
Alex disse Holden. Preparaci al decollo, ma non partire finch non sar al mio posto di copilota.
Ricevuto rispose Alex, e si diresse verso la prua della nave.
 tutto di sbieco osserv Prax, guardandosi intorno nella stiva adiacente al portellone interno.
La Roci non passa molto tempo sulla pancia spieg Naomi, prendendolo per mano e guidandolo verso la scala, che ora sembrava correre parallela al pavimento. Ora siamo in piedi su una paratia e quella parete alla nostra destra, normalmente,  il ponte.
A quanto pare sei cresciuto a bassa gravit e non hai passato molto tempo su una nave, vero? constat Amos. Cavolo, le prossime ore saranno uno schifo, per te.
Naomi disse Holden. Va' in plancia e allacciati le cinture. Amos, porta Prax sul ponte dell'equipaggio, poi va' in sala motori e prepara la Roci per qualche scossone.
Prima che potessero ottemperare, Holden pos una mano sulla spalla di Prax.
Decollo e volo saranno rapidi e accidentati. Se non hai ricevuto un addestramento per il volo ad alta gravit, rischiano di essere molto spiacevoli.
Non vi preoccupate per me rispose Prax, facendo quella che probabilmente pensava fosse una faccia coraggiosa.
Lo so che sei un tipo tosto. Altrimenti non saresti potuto sopravvivere alle ultime settimane. Non devi provare niente a nessuno, ormai. Amos ti porter gi al ponte dell'equipaggio. Trovati una stanza senza nome sulla porta. Sar la tua stanza. Mettiti sul sedile di volo e allacciati le cinture, poi spingi il bottone verde sul pannello alla tua sinistra. Il sedile ti imbottir di farmaci che ti sederanno e impediranno che le tue vene scoppino se mai dovessimo andare a manetta.
La mia stanza? disse Prax, con una nota strana nella voce.
Ti troveremo un po' di vestiti e altre cosette una volta che saremo fuori da questo inferno. Potrai tenerli l.
La mia stanza ripet Prax.
Gi disse Holden. La tua stanza. Vide Prax che ricacciava un groppo in gola, e si rese conto di ci che doveva significare quella semplice offerta di comodit e sicurezza per un uomo che aveva vissuto quello che aveva passato il piccolo botanico in quell'ultimo mese.
Gli occhi di Prax si riempirono di lacrime.
Andiamo, vediamo di sistemarti disse Amos, guidando Prax a poppa, verso il ponte dell'equipaggio.
Holden si diresse dall'altra parte, oltre la plancia, dove Naomi era gi assicurata a un sedile davanti a una delle postazioni operative, e arriv nella cabina di pilotaggio. Sal sul sedile del copilota e si allacci le cinture.
Cinque minuti disse nel canale di comunicazione interno.
Allora fece Alex, trascinando le poche sillabe di quella parola mentre attivava gli interruttori per terminare il controllo prima del volo. Stiamo cercando qualcuno che si chiama Mei?
La figlia di Prax.
Ci siamo messi a fare queste cose? Mi sembra che lo scopo della missione si stia un po' stiracchiando.
Holden annu. Trovare figlie smarrite non faceva parte del loro mandato. Quello era stato il compito di Miller. E Holden non era ancora in grado di spiegarsi adeguatamente la sua certezza che quella bambina smarrita fosse l'epicentro di tutto ci che era successo su Ganimede.
Credo che questa bambina smarrita sia l'epicentro di tutto ci che  successo su Ganimede disse, stringendosi nelle spalle.
Okay rispose Alex, poi pigi qualcosa due volte su un pannello e si accigli. Uhm, abbiamo del rosso sul pannello. Mi d non sigillato' riguardo al portellone di carico. Potrei aver beccato un colpo venendo gi, immagino. La situazione  parecchio incandescente, lass.
Be', non possiamo fermarci per ripararlo, ora disse Holden. E comunque la stiva  sottovuoto la maggior parte del tempo. Se il portello interno dell'area di carico  sigillato correttamente, scavalca l'allarme e parti.
Ricevuto replic Alex, ed escluse l'allarme.
Un minuto disse Holden nel canale interno, poi si volt verso Alex. Sono curioso.
Di che?
Come sei riuscito a sgattaiolare in mezzo a quella tempesta di merda lass, e come riuscirai a fare lo stesso per fuggire?
Alex scoppi a ridere.
Si tratta semplicemente di non essere mai pi in alto della seconda minaccia sul pannello degli altri. E, ovviamente, di non essere pi nei paraggi quando gli altri decidono di darti un'annusata.
Ti meriti un aumento disse Holden, poi cominci il conto alla rovescia da dieci secondi. Quando arriv a uno, la Roci si stacc da Ganimede su quattro colonne di vapore super riscaldato.
Mettici in posizione per aprire al massimo appena puoi ordin Holden, con la voce che assumeva un vibrato artificiale per via del decollo della nave.
Cos vicino?
Sotto di noi non c' niente che abbia pi importanza disse Holden, pensando ai resti di filamenti neri che avevano visto nella base nascosta. Brucia tutto.
Okay disse Alex. Poi, una volta che la nave ebbe finito di orientarsi in posizione verticale, aggiunse: Vado di sprone.
Anche con la dose che gli correva per le vene, Holden svenne per un istante. Quando riprese i sensi, la Roci scartava freneticamente da una parte all'altra. La cabina di pilotaggio era invasa da allarmi di prossimit.
Oooh, bella mormorava Alex tra s e s. Vai cos, ragazzona.
Naomi disse Holden, vedendo una massa confusa di rosso sul pannello di minaccia e cercando di decifrarne il significato con la mente a corto di sangue. Chi  che ci sta sparando?
Tutti. Naomi sembrava stordita quanto lui.
Gi disse Alex, con una tensione nella voce che gli asciugava la cadenza strascicata da cowboy. E non  uno scherzo.
Lo sciame di minacce sul suo schermo cominci ad avere un senso, e Holden vide che avevano ragione. Sembrava che met delle navi dei pianeti interni da questa parte di Ganimede avessero sganciato loro addosso almeno un missile. Inser il codice di comando per impostare tutti gli armamenti di bordo in modalit fuoco libero, e trasfer il comando dei cannoni di prossimit di poppa ad Amos. Amos, coprici le chiappe.
Alex stava facendo del suo meglio per impedire che i missili in avvicinamento li colpissero, ma era una causa persa. Niente che avesse carne al suo interno poteva superare in velocit metallo e silicio.
Dove stiamo... disse Holden, interrompendosi per intercettare un missile che passava nel raggio d'azione dei cannoni di difesa ravvicinata di tribordo. Il cannone spar una lunga raffica verso la minaccia incombente. Il missile era abbastanza intelligente da scartare bruscamente ed effettuare una manovra evasiva, ma il suo improvviso cambiamento di rotta fece guadagnare loro qualche altro secondo.
Callisto  da questa parte di Giove disse Alex, riferendosi alla prima luna pi vicina a Ganimede. Ci metteremo nella sua ombra.
Holden controll i vettori delle navi che li avevano bersagliati. Se qualcuna di quelle si fosse messa all'inseguimento, lo stratagemma di Alex gli avrebbe fatto guadagnare pochi minuti. Ma non sembravano esserci inseguitori. Della dozzina circa che li avevano attaccati, pi della met erano moderatamente o severamente danneggiate, e quelle ancora integre erano ancora impegnate a spararsi addosso.
Ho come l'impressione che, per un momento, siamo stati la minaccia numero uno sul pannello di tutti gli altri disse Holden. Comunque si sono calmati.
Gi. Mi dispiace, cap. Non so bene perch sia successo.
Non  mica colpa tua rispose Holden.
La Roci sobbalz, e Amos lanci un grido di vittoria sulla linea interna. Nessuno pu toccare il culo alla mia ragazza!
Due dei missili pi vicini erano scomparsi dal pannello di minaccia.
Bel lavoro, Amos esclam Holden, controllando le previsioni d'impatto aggiornate e vedendo che avevano guadagnato un altro mezzo minuto.
Cazzo, cap, fa tutto la Roci riconobbe Amos. Io la incoraggio soltanto a esprimersi al meglio.
Stiamo per entrare in copertura sotto Callisto. Una qualche distrazione mi farebbe comodo disse Alex a Holden.
Okay. Naomi, tra dieci secondi o gi di l ordin Holden scaricagli addosso tutto quello che abbiamo. Ci servono ciechi per qualche secondo.
Ricevuto fece Naomi. Holden se la immagin mentre preparava un massiccio pacchetto di assalto di disturbi laser e interferenze radio.
La Rocinante sobbalz di nuovo e, all'improvviso, Callisto riemp lo schermo frontale di Holden. Alex si precipit verso quella luna a velocit suicida, ruotando la nave e aprendo i reattori all'ultimo secondo per sfruttare la fionda gravitazionale in orbita bassa.
Tre... due... uno... ora disse, e la Roci si tuff di coda verso Callisto, passandoci tanto vicino che Holden ebbe l'impressione di poter allungare una mano fuori dal portellone per raccogliere un po' di neve. Nello stesso istante, il pacchetto di disturbo di Naomi aggred i sensori dei missili all'inseguimento, accecandoli mentre i loro processori si davano da fare per filtrare le interferenze.
Quando riacquisirono la Rocinante, la corvetta era stata deviata dalla gravit di Callisto e dai suoi stessi propulsori lungo un nuovo vettore direzionale, alla massima velocit. Due dei missili tentarono coraggiosamente di virare di bordo e riprendere l'inseguimento, ma il resto si disperse in direzioni casuali oppure si schiant sulla luna. Quando i due inseguitori si erano rimessi in traiettoria, la Roci aveva ormai acquisito un vantaggio enorme e pot prendersela comoda per tracciare e abbattere quelle ultime minacce.
Ce l'abbiamo fatta disse Alex. Holden trov piuttosto sconcertante l'incredulit nella voce del suo pilota. C'era davvero mancato cos poco?
Non avevo dubbi replic Holden. Portaci su Tycho. Mezzo g di crociera. Sar nella mia cabina.
Quando ebbero finito, Naomi si lasci ricadere dal suo lato del letto che condividevano, con il sudore che le appiccicava ciocche di capelli neri sulla fronte. Continu ad ansimare. Anche Holden.
 stato... vigoroso disse lei.
Holden annu ma non aveva ancora ripreso abbastanza fiato da riuscire a parlare. Allorch era risceso dalla scala del cockpit, Naomi l'aspettava gi libera dalle cinture del sedile. Lei l'aveva preso e l'aveva baciato cos forte da spaccargli un labbro. Ma lui non se n'era nemmeno accorto. Erano riusciti a malapena a raggiungere la loro cabina con i vestiti addosso. Quello che era successo dopo era una sorta di momento confuso nella mente di Holden, anche se si sentiva le gambe stanche e le labbra doloranti.
Naomi gli rotol addosso e scese dal letto.
Devo fare pip disse, infilandosi una vestaglia e uscendo dalla porta. Holden si limit ad annuire, ancora incapace di parlare.
Si spost in mezzo al letto, stirando braccia e gambe per un momento. La verit era che le cabine della Roci non erano state concepite per due occupanti, e men che mai quei sedili ad alto g che fungevano anche da letto. Ma, durante quell'ultimo anno, Holden aveva dormito sempre pi spesso nella cabina di Naomi, finch in qualche modo non era diventata la loro cabina e lui non dormiva pi da nessun'altra parte. Non potevano condividere il sedile durante le manovre ad alto g, ma fino a quel momento non avevano mai dormito quando la nave aveva avuto bisogno di effettuare manovre ad alto g. Una tendenza che sembrava destinata a continuare.
Holden stava cominciando a sonnecchiare, quando il portello si apr e Naomi torn in cabina. Gli gett un asciugamano freddo e bagnato sullo stomaco.
Ah, questo s che  tonificante esclam Holden, sedendosi di scatto.
Era ancora bello caldo, quando  uscito.
Questo disse Holden mentre si asciugava il sudore mi ricorda qualcos'altro.
Naomi sorrise, poi si sedette sul bordo della branda e lo punzecchi sul costato. Riesci ancora a pensare al sesso? Avrei detto che per un po' ti saresti dato una calmata.
Un faccia a faccia con la morte fa miracoli per il mio periodo refrattario.
Naomi sal sulla branda accanto a lui, ancora avvolta nella vestaglia.
Sai disse lei era anche la mia idea. E sono assolutamente a favore dell'affermazione della vita attraverso il sesso.
Come mai ho la sensazione che c' un ma' che manca alla fine di questa frase?
Ma...
Ah, eccolo qua.
C' una cosa di cui dobbiamo parlare. E questo mi sembra un buon momento.
Holden rotol dalla sua parte, guardandola in viso, e si sollev su un gomito. Una ciocca ribelle nascondeva il volto di Naomi, e lui la scost con l'altra mano.
Che cos'ho fatto? chiese lui.
Non  esattamente qualcosa che hai fatto rispose Naomi. Si tratta pi di quello che stiamo andando a fare adesso.
Holden le accarezz un braccio ma attese che continuasse a parlare. Il tessuto morbido della sua vestaglia si appiccic alla pelle umida di lei.
Sono preoccupata spieg Naomi per il fatto che stiamo andando su Tycho per fare qualcosa di molto avventato.
Naomi, non eri l. Non hai visto...
L'ho vista, Jim. L'ho vista dalla telecamera di Amos. So bene che cos'. So quanto ti spaventi. E spaventa a morte anche me.
No disse Holden, sorprendendo s stesso per la rabbia che c'era nella sua voce. No, non lo sai. Non eri su Eros quando si  diffusa, non hai mai...
Ehi, c'ero eccome. Magari non durante il momento peggiore. Non come te rispose Naomi, con voce ancora calma. Ma ho dato una mano a portare quello che era rimasto di te e di Miller nell'infermeria. E ti ho guardato cercare di morire laggi. Non possiamo accusare Fred di...
In questo istante - e intendo in questo stesso istante - Ganimede potrebbe essere in piena mutazione.
No...
S. S, potrebbe. Potremmo esserci lasciati alle spalle un paio di milioni di morti, in questo stesso istante, che non sanno nemmeno di esserlo. Melissa e Santichai... te li ricordi? Ora pensa a loro, con i corpi spogliati di qualunque pezzo torni pi comodo alla protomolecola. Pensa a loro come a dei pezzi. Perch, se quel morbo si diffonde su Ganimede,  questo che saranno.
Jim disse Naomi, ora con un tono di avvertimento nella voce.  proprio di questo che sto parlando. L'intensit delle tue emozioni non  una prova. Stai per accusare un uomo, che  stato tuo amico e protettore per tutto un anno, di aver sterminato un'intera luna piena di persone. Non  questo il Fred che conosciamo. E tu gli devi qualcosa di pi di questo.
Holden si mise a sedere; una parte di lui voleva allontanarsi fisicamente da Naomi, quella parte che era irritata con lei perch non lo capiva abbastanza.
Sono stato io a dare a Fred l'ultimo campione. Gliel'ho dato io, e lui mi ha giurato, guardandomi negli occhi, che non l'avrebbe mai usato. Ma non  quello che ho visto laggi. Tu dici che  mio amico, ma Fred ha sempre e soltanto fatto quello che avrebbe profittato alla sua causa personale. Perfino l'aiuto che ci ha dato non  stato altro che una mossa strategica nel suo giochetto politico.
Sperimentazioni su bambini rapiti? domand Naomi. Una luna intera - una delle lune pi importanti dei pianeti esterni - messa a rischio, e magari completamente distrutta? Ti sembra avere senso? Ti sembra una cosa da Fred Johnson?
L'APE vuole Ganimede anche pi di quanto non la vogliano i pianeti interni replic Holden, ammettendo finalmente la cosa che lo spaventava di pi da quando avevano trovato il filamento nero. E loro non vogliono cedergliela.
Smettila disse Naomi.
Magari sta cercando di scacciarli, o gli ha venduto il campione in cambio della luna. Questo, perlomeno, spiegherebbe l'elevato traffico in provenienza dai pianeti interni che abbiamo osservato...
No. Smettila ripet lei. Non voglio starmene qui seduta ad ascoltarti mentre ti convinci di queste cose.
Holden fece per parlare, ma Naomi si tir su a sedere e gli pos una mano sulla bocca, dolcemente.
Non mi piace questo nuovo Jim Holden in cui ti stai trasformando. Questo tizio che preferisce mettere mano alla pistola piuttosto che parlare. So bene che essere l'uomo dell'APE  stato un lavoro di merda, e so che abbiamo dovuto macchiarci di un sacco di schifezze in nome della sicurezza della Fascia. Ma eri ancora in te. Riuscivo ancora a vederti l, nascosto sotto la superficie, mentre aspettavi di tornare a essere te stesso.
Naomi disse lui, spostando la mano di lei dal suo viso.
Ma questo tizio che non vede l'ora di andare a fare Mezzogiorno di fuoco per le strade di Tycho... questo non  per niente Jim Holden.  un uomo che non riconosco aggiunse lei, poi si accigli. Anzi, no. Non  cos. Lo riconosco. Ma il suo nome era Miller.
Per Holden, la cosa pi terribile era la calma di Naomi. Non aveva mai alzato la voce, non era arrabbiata. La cosa peggiore, invece, era cogliere in lei soltanto una rassegnata tristezza.
Se questo  ci che sei adesso, mi devi far scendere da qualche parte. Non posso pi andare avanti insieme a te disse. Mi chiamo fuori.

23.

Avasarala

Avasarala era in piedi davanti alla sua finestra, con lo sguardo fisso sulla foschia del mattino. In lontananza, una nave per il trasporto delle truppe si alz da terra; cavalc un pennacchio di fumo che sembrava un pilastro di luminose nuvole bianche e scomparve nel cielo. Le facevano male le mani. Sapeva che alcuni dei fotoni che le colpivano gli occhi in quello stesso istante provenivano da esplosioni a minuti luce di distanza. La Stazione di Ganimede, un tempo il luogo privo di atmosfera pi sicuro dell'universo, era diventata una zona di guerra, e ora un deserto. Avasarala non poteva vedere i lampi che ne segnavano la morte, non pi di quanto potesse isolare una particolare molecola di sale dall'oceano, ma sapeva che era l, e quel fatto era come una pietra nel suo stomaco.
Posso chiedere conferma disse Soren. Nguyen dovrebbe presentare il suo rapporto di comando nelle prossime diciotto ore. Una volta che lo avremo...
Sapremo che cosa dice lui scatt Avasarala. Posso dirtelo anche subito, questo. Le forze marziane hanno assunto un atteggiamento minaccioso, e lui  stato costretto a replicare in maniera aggressiva. Bla bla bla, cazzo. Dove ha preso quelle navi?
 un ammiraglio disse Soren. Pensavo che le due cose andassero a braccetto.
Lei si volt. Il ragazzo sembrava stanco. Era sveglio dalle primissime luci dell'alba. Tutti loro lo erano. Aveva gli occhi rossi e la pelle pallida e appiccicaticcia.
Ho fatto a pezzi quel gruppo di comando con le mie stesse mani disse. L'ho ridotto fino al punto da farlo affondare in una tinozza. E ora Nguyen  l fuori con una potenza di fuoco sufficiente per prendersela con la flotta marziana?
A quanto pare rispose Soren.
Avasarala resistette al bisogno di sputare. Il rombo dei motori della nave trasporto finalmente la raggiunse, un rumore attutito dalla distanza e dai vetri. La luce era gi svanita. Alla sua mente deprivata di sonno sembr esattamente come fare politica nel sistema gioviano o nella Fascia. Succedeva qualcosa - lei lo vedeva succedere -, ma ne sentiva parlare soltanto a cose fatte. Quando era troppo tardi.
Aveva commesso un errore. Nguyen era un falco da battaglia. Quel tipo di ragazzino adolescente che pensava ancora che qualsiasi problema potesse essere risolto se si sparava abbastanza. Tutto quello che aveva fatto, fino a quel momento, era stato acuto e discreto come una sprangata su un ginocchio. E ora questo: aveva ricostituito il suo gruppo di comando senza che lei lo venisse a sapere. E l'aveva fatta rimuovere dalle negoziazioni con Marte.
Il che significava che non era stato lui a fare tutto questo. Nguyen doveva avere un protettore, o una congrega alle spalle. Avasarala non aveva capito che era soltanto una comparsa, per cui chiunque fosse stato a tirare i suoi fili l'aveva colta di sorpresa. Si stava muovendo contro un'ombra, ed era una cosa che detestava fare.
Pi luce disse.
Prego?
Scopri come ha ottenuto quelle navi ordin lei. Fallo prima di andare a dormire. Voglio un rapporto completo. Da dove sono venute le navi di sostegno, chi  stato a inviarle, come sono state giustificate. Tutto.
Per caso vuole anche un pony, signora?
Ci puoi giurare che lo voglio, cazzo replic lei, appoggiandosi stanca alla scrivania. Datti da fare. E un giorno potresti anche ritrovarti con un lavoro vero.
Ci conto, signora.
Lei  ancora qui?
Alla sua scrivania disse Soren. Vuole che la faccia entrare?
Sar meglio.
Quando Bobbie entr nella stanza, con un foglio di carta scadente stretto nel pugno, Avasarala fu di nuovo colpita da quanto la marziana fosse in contrasto con il resto dell'ambiente. Non era soltanto il suo accento, o la differenza di taglia che raccontava di un'infanzia trascorsa nella bassa gravit di Marte. Nelle stanze della politica, l'aspetto di adeguatezza fisica di quella donna spiccava con nettezza. Aveva l'aria di qualcuno che fosse stato tirato gi dal letto in piena notte, proprio come tutti loro; solo che a lei quell'aspetto donava. Poteva essere utile o meno, ma certamente valeva la pena di ricordarselo.
Che cos'hai per me? disse Avasarala.
Il cipiglio della marine era tutto sulla fronte.
Sono riuscita a raggiungere un paio di persone al comando. La maggior parte di loro non sa chi diavolo sia io, per. Ho passato pi tempo a spiegargli che lavoravo per lei che a parlare della situazione su Ganimede.
Ti serva di lezione. I burocrati marziani sono persone stupide, venali. Che cos'hanno detto?
La versione lunga?
La breve.
Ci avete sparato.
Avasarala si appoggi allo schienale della sedia. Le faceva male la schiena, le facevano male le ginocchia, e il groppo di rimpianti e indignazione che aveva sempre appena sotto il cuore le sembrava pi intenso che mai.
Ma certo disse. E la delegazione di pace?
Sono gi partiti rispose Bobbie. Domani rilasceranno una dichiarazione su come le Nazioni Unite si sono presentate al tavolo delle negoziazioni in cattiva fede. Stanno ancora discutendo sulla formulazione esatta.
Quindi?
Bobbie scosse la testa. Non sapeva che dire.
Su quale formulazione stanno discutendo, e quali parti vogliono quale formulazione? insistette Avasarala.
Non lo so. Ha importanza?
Certo che aveva importanza. La differenza tra Le Nazioni Unite si sono sedute al tavolo delle negoziazioni in cattiva fede' e Le Nazioni Unite sedevano al tavolo delle negoziazioni in cattiva fede' poteva essere misurata in centinaia di vite umane'. Migliaia. Avasarala cerc di reprimere la propria impazienza. Non le veniva naturale.
E va bene disse. Vedi se c' altro che mi puoi portare.
Bobbie le porse il foglio. Avasarala lo prese.
Che diavolo  questa roba? chiese.
Le mie dimissioni spieg Bobbie. Ho pensato che avrebbe preferito avere tutti i documenti in ordine. Siamo in guerra, ora, per cui devo tornare. Per la mia nuova assegnazione.
Chi ti ha richiamato?
Ancora nessuno disse Bobbie. Ma...
Vuoi farmi il favore di sederti? Ho l'impressione di essere sul fondo di un fottuto pozzo, quando parlo con te.
La marine si sedette. Avasarala fece un respiro profondo.
Vuoi uccidermi? chiese Avasarala. Bobbie sbatt le palpebre, e prima che potesse rispondere, Avasarala alz una mano, esigendo silenzio. Sono una delle persone pi potenti delle Nazioni Unite. Siamo in guerra. Quindi, vuoi uccidermi?
Io... immagino di... s?
No, non vuoi. Vuoi scoprire chi sia stato a uccidere i tuoi uomini e vuoi che i politici la smettano di ingrassare gli ingranaggi con il sangue dei marine. E, porca puttana! La sai una cosa?  quello che voglio anch'io.
Ma sono una militare marziana in servizio attivo disse Bobbie. Se restassi qui a lavorare per lei, sarebbe alto tradimento. Il modo in cui lo disse non era n una lamentela, n un'accusa.
Non ti hanno richiamato replic Avasarala. E non lo faranno. Il codice diplomatico di contatto in tempo di guerra  quasi lo stesso per voi come per noi, e sono diecimila pagine a carattere nove. Se ricevessi degli ordini in questo stesso istante, io potrei inviare abbastanza emendamenti e richieste di chiarimento da farti morire di vecchiaia su quella sedia. Se vuoi ammazzare qualcuno per Marte, non troverai miglior bersaglio di me. Se invece vuoi mettere fine a questa stupida guerra del cazzo e scoprire chi c' dietro, torna alla tua scrivania e scopri quale formulazione esatta sia e chi la vuole.
Bobbie rimase in silenzio per un lungo istante.
Lei lo intende come un espediente retorico, disse alla fine ma ucciderla sarebbe una cosa piuttosto sensata. E posso farlo.
Un brivido attravers la schiena di Avasarala, ma lei non gli permise di raggiungere il suo viso.
Cercher di non caricare eccessivamente questo punto, in futuro. Ora rimettiti al lavoro.
S, signora disse Bobbie, e usc dalla stanza. Avasarala esal un respiro, gonfiando le guance. Ora si era messa a invitare una marine di Marte a farla fuori nel suo stesso ufficio. Aveva davvero bisogno di dormire, cazzo. Il suo terminale palmare trill. Aveva appena ricevuto un rapporto straordinario ad alta priorit, e l'avviso rosso scuro copriva le solite impostazioni della sua schermata di avvio. Lei picchiett sullo schermo, pronta a leggere altre brutte notizie da Ganimede.
Ma si trattava di Venere.
Fino a sette ore prima, la Arboghast era stata un cacciatorpediniere di terza generazione, costruita tredici anni addietro nei cantieri Bush e poi riequipaggiata come veicolo militare scientifico. Aveva passato gli ultimi otto mesi in orbita attorno a Venere. Quasi tutti i dati di scansione attiva su cui aveva fatto affidamento Avasarala erano giunti da l.
L'evento che stava osservando era stato catturato da due stazioni telescopiche lunari con inquadrature ad ampio spettro che si trovavano casualmente alla corretta angolazione, e da una dozzina di osservatori ottici navali. L'insieme dei dati raccolti era perfettamente concorde.
Riguardalo disse Avasarala.
Michael-Jon de Uturb era stato un tecnico di campo quando l'aveva incontrato per la prima volta, trent'anni prima. Ora era il capo di fatto del comitato scientifico speciale, ed era sposato con la compagna di stanza di Avasarala dei tempi dell'universit. In quegli anni, i suoi capelli erano caduti ed erano sbiancati, la sua pelle marrone scuro aveva cominciato ad allentarsi un po' dalle ossa, e non aveva cambiato la marca della scadente acqua di colonia che utilizzava.
Era sempre stato un uomo decisamente timido, quasi antisociale. Per mantenere quel contatto, Avasarala sapeva di non dovergli chiedere troppe cose. Il suo piccolo, caotico ufficio era a meno di mezzo chilometro da quello di lei; eppure si erano incontrati cinque volte in quegli ultimi dieci anni, e sempre in momenti in cui Avasarala aveva bisogno di capire alla svelta qualcosa di oscuro e complesso.
Lui picchiett due volte sul suo terminale palmare, e le immagini sullo schermo ripresero da capo. L'Arboghast era di nuovo integra, e fluttuava in dettaglio a falsi colori sulla foschia della nube venusiana. Il cronometro cominci ad avanzare, secondo dopo secondo.
Guidami disse lei.
Uhm. Bene. Cominciamo dal picco.  esattamente come quello che abbiamo visto l'ultima volta che Ganimede ha cominciato ad andare a rotoli.
Fantastico. Ora abbiamo due informazioni.
Questo  avvenuto prima del combattimento spieg lui. Forse un'ora prima, o qualcosa di meno.
Durante lo scontro a fuoco di Holden. Prima che Avasarala riuscisse a catturarlo. Ma com'era possibile che Venere reagisse al raid di Holden su Ganimede? Che i mostri di Bobbie avessero fatto parte di quel combattimento?
Poi, il ping radio. Proprio mise in pausa il display qui. C' una scansione massiccia nella griglia da tre a sette secondi. Stava guardando, ma sapeva dove guardare. Immagino per via di tutte quelle scansioni attive. Hanno richiamato l'attenzione.
Chiaro.
Lui fece ripartire il video. La risoluzione si fece appena pi sgranata, e Michael-Jon emise un verso compiaciuto.
Questo s che  interessante disse, come se il resto non lo fosse. Un qualche tipo di pulsazione radiante. Ha interferito con tutte le telescopie eccetto per uno spettro strettamente visibile su Luna.  durata soltanto un decimo di secondo, per. L'ondata di microonde successiva  una scansione attiva piuttosto normale.
Le parole sembri deluso' arrivarono sulla punta della lingua di Avasarala, ma il timore e l'ansia di ci che sarebbe successo dopo le impedirono di pronunciarle. La Arboghast, con a bordo le sue cinquecentosettantadue anime, si disgreg come una nuvola. Le piastre della chiglia si sfaldarono in file ordinate e pulite. Travi sovrastrutturali e ponti si separarono. Le piattaforme meccaniche si staccarono, scivolando via. Nell'immagine che aveva di fronte, l'intero equipaggio era stato esposto al vuoto spaziale. In quel preciso istante, sotto i suoi occhi, stavano morendo tutti, e non erano ancora morti. Era come guardare l'animazione di un progetto costruttivo - qui gli alloggi per l'equipaggio, qui la sezione meccanica, le paratie di contenimento del propulsore e via dicendo - ma questa era mostruosa.
Questo s che  particolarmente interessante osserv Michael-Jon, interrompendo la sequenza. Guarda che cosa accade quando aumentiamo lo zoom.
Non mostrarmeli' avrebbe voluto dire Avasarala. Non voglio vederli morire.'
Ma l'immagine su cui si concentr non era quella di un essere umano, bens un groviglio di complesse tubature. Fece avanzare lentamente il video, frame dopo frame, e l'immagine si fece offuscata.
Si sta dissolvendo? chiese lei.
Cosa? No, no. Ecco, ti avvicino un altro po'.
L'immagine fece un altro salto. La foschia era un'illusione creata da un nugolo di minuscoli pezzi di metallo: viti, bulloni, ponticelli, guarnizioni. Avasarala strinse gli occhi. Non era una nuvola disordinata. Come segatura di metallo sotto l'influenza di un magnete, ogni piccolo pezzo era tenuto in linea con quelli che lo seguivano e che lo precedevano.
La Arboghast non  stata dilaniata disse lui.  stata smontata. Sembra che ci siano state quindici ondate distinte, ognuna delle quali ha disfatto un livello del meccanismo. Ha spogliato l'intera nave, fino ai bulloni.
Avasarala fece un respiro profondo, poi un altro, poi un altro ancora, finch l'affanno non venne meno e lo sbalordimento e la paura non si fecero abbastanza insignificanti da poter essere spinti in un angolino della sua mente.
Che razza di cosa pu fare qualcosa del genere? chiese alla fine. Era una domanda retorica. Ovviamente, non c'era risposta. Nessuna forza nota all'umanit era in grado di fare ci che era appena stato fatto. Ma non fu il significato che gli attribu lui.
Laureandi rispose Michael-Jon con brio. Il mio esame finale di Progettazione Industriale era proprio cos. Ci diedero delle macchine e dovemmo smontarle per capire come funzionassero. C'erano dei crediti extra riservati a chi avesse migliorato il progetto. Un attimo dopo, la sua voce si fece mesta. Ovviamente, poi dovevamo anche riassemblarle.
Sullo schermo, la rigidit e l'ordine dei pezzi fluttuanti s'interruppero e bulloni e travi, grosse piastre ceramiche e minuscoli ponticelli cominciarono a sparpagliarsi, messi in movimento caotico dalla scomparsa di qualunque cosa li avesse tenuti fermi. Settanta secondi, dalla prima ondata all'ultima. Poco pi di un minuto, e non era stato sparato neppure un colpo in risposta. Non c'era nemmeno niente a cui sparare.
L'equipaggio?
Ha smontato anche le loro tute. Non si  presa la briga di disassemblare i corpi. Pu darsi che li abbia interpretati come unit logiche, o che conosca gi tutto ci che ha bisogno di sapere sull'anatomia umana.
Chi ha visto questa roba?
Michael-Jon sbatt le palpebre, poi si strinse nelle spalle, quindi sbatt di nuovo le palpebre.
Questa roba questa, o una versione di questa roba? Siamo gli unici a essere in possesso di entrambi i video ad alta definizione, ma si tratta di Venere. Tutti quelli che stavano guardando l'hanno vista. Non  che siamo in un laboratorio segreto.
Avasarala chiuse gli occhi, premendosi le dita sul ponte del naso come se stesse lottando contro un mal di testa mentre si sforzava di conservare la sua maschera. Meglio sembrare addolorata. Meglio sembrare impaziente. La paura la scosse come una convulsione, come qualcosa che stesse capitando a un altro. Le lacrime le si affacciarono agli occhi, e lei si morse il labbro fino a ricacciarle indietro. Avvi il localizzatore di personale sul suo terminale. Nguyen era fuori discussione, anche se fosse stato a distanza di conversazione. Nettleford aveva una dozzina di navi in viaggio verso la Stazione di Ceres, e Avasarala non era del tutto sicura di lui. Souther.
Puoi inviare questa versione all'ammiraglio Souther?
Ah, no. Non  stata autorizzata la diffusione.
Avasarala lo fiss con il viso inespressivo.
Autorizzi la diffusione?
Autorizzo la trasmissione all'ammiraglio Souther. Inviala immediatamente, per favore.
Michael-Jon annu seccamente picchiettando con entrambe le punte dei mignoli. Avasarala tir fuori il suo terminale palmare e invi un semplice messaggio a Souther. Lo guardi e mi chiami.' Quando si alz in piedi, sent una fitta di dolore alle gambe.
 stato un piacere rivederti disse Michael-Jon, senza guardarla. Dovremmo cenare assieme una di queste sere.
Senz'altro rispose Avasarala, e se ne and.
Il bagno delle donne era freddo. Avasarala rimase in piedi davanti al lavandino, con i palmi delle mani posati sul granito. Non era abituata a provare paura o soggezione. La sua vita aveva gravitato attorno all'idea di controllo, di convincere, forzare e punzecchiare chiunque ne avesse bisogno finch il mondo non avesse girato nella direzione che voleva lei. Quelle poche volte che l'implacabile universo l'aveva sopraffatta la tormentavano: un terremoto in Bengala, quando era una ragazzina, una tempesta in Egitto che aveva tenuto lei e Arjun intrappolati nella loro stanza d'albergo per quattro giorni mentre le scorte alimentari erano agli sgoccioli, la morte di suo figlio. Ognuno di quegli episodi le aveva rivoltato contro la sua continua pretesa di certezze e il suo orgoglio, lasciandola raggomitolata nel suo letto, la notte, per settimane e settimane, con le mani strette a pugno e i sogni trasformati in un groviglio di incubi.
Stavolta era peggio. Prima, poteva trovare conforto nell'idea che l'universo fosse privo di fini; che tutti quegli eventi terribili fossero soltanto dovuti alla convergenza accidentale del caso e di forze non intenzionali. La morte della Arboghast era qualcosa di diverso, per. Era intenzionale e disumana. Era come vedere in faccia Dio e non trovarvi alcuna compassione.
Tremando, Avasarala tir fuori il suo terminale palmare. Arjun le rispose quasi immediatamente. Dal modo in cui stringeva la mascella e dalla dolcezza nei suoi occhi, lei cap che aveva visto una qualche versione dell'evento. E il suo pensiero non era andato al destino dell'umanit, ma a lei. Avasarala cerc di sorridere, ma era troppo. Le sue guance si rigarono di lacrime. Arjun sospir piano e abbass lo sguardo.
Ti amo disse Avasarala. Conoscere te mi ha fatto sopportare l'insopportabile.
Arjun sorrise. Le rughe gli donavano. Era un uomo ancora pi bello, ora che era vecchio. Come se il ragazzo dal viso rotondo, comicamente giudizioso, che si affacciava alla sua finestra per leggerle poesie di notte non avesse aspettato altro che di diventare questo.
Ti amo, ti ho sempre amata, e, se rinasceremo in nuove vite, ti amer anche allora.
Avasarala emise un unico singhiozzo, si asciug gli occhi con il dorso della mano e annu.
E va bene, allora disse.
Torni al lavoro?
Torno al lavoro. Potrei fare tardi.
Sar qui. Svegliami pure.
Rimasero in silenzio per un istante; poi lei chiuse il collegamento. L'ammiraglio Souther non l'aveva chiamata. Errinwright non l'aveva chiamata. La mente di Avasarala balzava da una parte all'altra come un terrier che aggrediva una nave di trasporto truppe. Si alz e si costrinse a mettere un piede davanti all'altro. Il semplice gesto di camminare sembr schiarirle le idee. Piccoli cart elettrici erano l pronti a riportarla nel suo ufficio in un batter d'occhio, ma lei li ignor e, quando giunse alla sua stanza, era di nuovo quasi tranquilla.
Bobbie era seduta china alla sua scrivania; la semplice mole di quella donna faceva sembrare che il mobilio fosse uscito da una qualche scuola elementare. Soren era altrove, il che andava bene. Il suo addestramento non era militare.
Fa' conto di essere in trincea con una minaccia che ti sta per piombare addosso disse Avasarala, sedendosi sul bordo della scrivania di Soren. Fa' conto di essere su una qualche luna, e un terzo attore ti ha appena sganciato contro una cometa. Una minaccia massiccia, capito come?
Bobbie la fiss per un istante, confusa, poi, scrollando le spalle, la assecond.
Capito rispose la marine.
Perch scegliere proprio quel momento per metterti a litigare con il tuo vicino? Sei soltanto spaventata, e spari a casaccio? Stai pensando che il responsabile della minaccia sia proprio quel bastardo? O sei semplicemente stupida a tal punto da farlo e basta?
Stiamo parlando di Venere e dello scontro nel sistema gioviano disse Bobbie.
 una metafora fottutamente tirata per i capelli, ma s replic Avasarala. Allora, perch lo fai?
Bobbie si appoggi allo schienale, facendo scricchiolare la plastica sotto il suo peso. Gli occhi della donnona si strinsero. Apr la bocca per parlare, poi la richiuse, si accigli, infine parl.
Sto consolidando la mia posizione disse Bobbie. Se uso le mie risorse per fermare la cometa, poi, una volta che la minaccia sar svanita, perder. Il mio vicino mi trover con le braghe calate. Bang. Se lo prendo a calci nel culo prima, per, quando poi sar finita, avr vinto.
Ma se collabori...
In tal caso bisognerebbe fidarsi dell'altro rispose Bobbie, scuotendo la testa.
C' un milione di tonnellate di ghiaccio che sta per schiacciare entrambi. Perch diavolo non dovresti fidarti dell'altro?
Dipende.  un terrestre? disse Bobbie. Ci sono due potenze militari principali, all'interno del sistema, pi quello che i cinturiani riescono a racimolare. Il che fa tre campi, con un sacco di precedenti. Quando qualunque cosa stia accadendo su Venere accadr sul serio, qualcuno vorr avere gi tutte le carte in mano.
E se entrambi i campi - la Terra e Marte - fanno lo stesso tipo di calcolo, spenderemo tutte le nostre energie a prepararci per la guerra successiva.
Gi ammise Bobbie. E s: cos perdiamo tutti insieme.

24.

Prax

Prax era seduto nella sua cabina. Per essere uno spazio privato su una nave, sapeva che era grande. Perfino ampio. In assoluto, era pi piccolo di quanto non fosse stata la sua stanza da letto su Ganimede. Era seduto sul cuscinetto riempito di gel, con l'accelerazione di gravit che gli premeva addosso, rendendogli le braccia e le gambe pi pesanti di quanto non fossero in realt. Si chiese se l'improvvisa sensazione di aumentare di peso - in particolare con i cambi discontinui tipici dei viaggi nello spazio - facesse scattare un qualche segnale evoluzionistico di affaticamento. Quella sensazione di essere attirato verso il pavimento o verso il letto era cos potentemente simile a quella di una stanchezza che penetrava fin nelle ossa, che era facile credere di poter risolvere la questione con un po' di sonno in pi, che il sonno potesse migliorare le cose.
Tua figlia  probabilmente morta disse ad alta voce. Attese di vedere se il corpo avrebbe reagito. Mei  probabilmente morta.
Stavolta non cominci a singhiozzare, e questo era gi un progresso.
Ganimede era a un giorno e mezzo di viaggio alle sue spalle, e gi era troppo piccola da poter essere vista a occhio nudo. Giove era un disco pallido delle dimensioni dell'unghia di un mignolo; restituiva la luce di un sole che era poco pi che una stella molto luminosa. Razionalmente, Prax sapeva di essere diretto verso il sole, muovendosi dal sistema gioviano verso la Fascia. Tra una settimana, il sole sarebbe stato quasi due volte pi grosso di ora, e sarebbe stato comunque insignificante. In un contesto talmente immenso, di distanze e velocit cos tremendamente al di sopra di qualsiasi significativa esperienza umana, sembrava che niente dovesse avere importanza. Avrebbe dovuto accettare il fatto di non essere stato presente quando Dio aveva creato le montagne, che fossero quelle sulla Terra, quelle su Ganimede o da qualsiasi altra parte, lontano, nell'oscurit. Prax era all'interno di una scatoletta di ceramica e metallo che stava scambiando materia in cambio di energia per trasportare mezza dozzina di primati attraverso un vuoto pi ampio di milioni di oceani. Paragonato a tutto questo, come poteva avere importanza qualsiasi altra cosa?
Tua figlia  probabilmente morta si ripet, e stavolta le parole gli si incastrarono in gola e cominciarono a strozzarlo.
Doveva dipendere, pens, da quell'impressione di essere improvvisamente al sicuro. Su Ganimede, la paura l'aveva reso ottuso. La paura e la denutrizione, la routine e la capacit di potersi muovere in qualsiasi momento, di fare qualcosa anche se era completamente inutile. Andare a controllare di nuovo i pannelli dei notiziari, aspettare in fila al centro di sicurezza, trottare lungo i corridoi e vedere quanti nuovi fori di proiettile c'erano nei muri...
Sulla Rocinante, invece, doveva rallentare. Doveva fermarsi. Non c'era niente da fare l, per lui, se non aspettare che la lunga caduta verso il sole li portasse alla Stazione di Tycho. Non aveva distrazioni. Non c'era nessuna stazione attraverso cui andare a caccia; nemmeno una stazione ferita, o morente. C'erano soltanto la cabina che gli era stata data, il suo terminale palmare e qualche tuta spaziale di mezza taglia troppo grande per lui. Una scatoletta di articoli da toilette. Questo era tutto ci che gli era rimasto. E c'erano cibo e acqua pulita a sufficienza perch il suo cervello potesse riprendere a funzionare.
A ogni ora che passava gli sembrava di svegliarsi un po' di pi. Aveva capito quanto erano stati maltrattati il suo corpo e la sua mente soltanto quando aveva cominciato a stare meglio. Ogni volta gli pareva di essere tornato alla normalit, e poi, non molto dopo, scopriva che c'era ancora altro da recuperare.
Per cui aveva esplorato s stesso. Esaminare la ferita al centro del suo mondo era come premere la punta della lingua in un buco secco.
Tua figlia disse in lacrime  probabilmente morta. Ma, se non lo , devi ritrovarla.
Cos era meglio. O, se non meglio, perlomeno pi giusto. Si chin in avanti, intrecciando le mani, e vi appoggi il mento. Cautamente, immagin il corpo di Katoa, sdraiato sul quel tavolo. Quando la sua mente si ribell, cercando di pensare a qualcos'altro, lui torn sull'immagine e sostitu Mei al corpo del bambino. Silenziosa, vuota, morta. Il dolore gli sal dentro da un punto appena sopra lo stomaco, e lo osserv come se fosse stato qualcosa al di fuori di s stesso.
Durante il suo periodo da studente universitario, Prax aveva raccolto informazioni per uno studio sul Pinus contorta. Tra tutte le variet esistenti sulla Terra, il lodgepole si era rivelato essere il pi resistente in ambienti a bassa gravit. Il compito di Prax era consistito nel raccogliere le pigne cadute e bruciarle per ottenere i semi. In natura, i lodgepole non avrebbero germinato senza una fiamma; la resina delle pigne incoraggiava il fuoco a essere pi intenso, anche quando significava la morte dell'albero genitore. Per andar meglio, doveva andare peggio. Per sopravvivere, quella pianta doveva abbracciare ci a cui non si poteva sopravvivere.
Lo capiva.
Mei  morta disse. L'hai persa.
Non doveva aspettarsi che quell'idea avrebbe smesso di fargli male. Non avrebbe mai smesso di fargli male. Ma non poteva permettere che crescesse al punto da sopraffarlo. Aveva l'impressione di infliggersi un danno spirituale continuo, ma era quella la strategia che aveva adottato. E, da quel che vedeva, sembrava funzionare.
Il suo terminale trill. Il blocco di due ore era terminato. Prax si pul le lacrime dal viso con il dorso della mano, inspir a fondo, espir e si alz in piedi. Due ore, due volte al giorno, aveva deciso, sarebbero state un tempo sufficiente da passare tra le fiamme per forgiarlo e mantenerlo forte in quel nuovo ambiente di minor libert e maggiori calorie. Abbastanza per mantenerlo in stato funzionale. Si sciacqu il viso nel bagno in comune - l'equipaggio lo chiamava bagno di testa - e si diresse verso la cambusa.
Il pilota - di nome Alex - era in piedi davanti alla macchina del caff, intento a parlare in un'unit di comunicazione a parete. La sua pelle era pi scura di quella di Prax, aveva i capelli neri che cominciavano a diradare, e i primi fili bianchi che spuntavano qua e l. La sua voce era carica di quella strana cadenza strascicata propria di alcuni marziani.
Io vedo otto percento, in caduta.
L'unit a parete disse qualcosa di allegro e osceno. Amos.
Te l'ho detto, la guarnizione  spaccata disse Alex.
L'ho sistemata due volte replic Amos dal pannello. Il pilota prese dalla macchina del caff una tazza con la parola Tachi stampata sopra.
Non c' due senza tre.
E va bene. Aspetta l.
Il pilota prese un lungo sorso dalla tazza, schiocc le labbra e poi, notando Prax, lo salut con un cenno del capo. Prax sorrise a disagio.
Ti senti meglio? chiese Alex.
S. Credo di s rispose Prax. Non lo so.
Alex si sedette a uno dei tavoli. La stanza seguiva un'architettura militare: tutti angoli tondeggianti e curve per minimizzare il danno se qualcuno fosse stato colto alla sprovvista da un impatto o da una manovra improvvisa. Il controllo dell'inventario alimentare disponeva di un'interfaccia biometrica che era stata disabilitata. Costruita per essere ad alta sicurezza, ma non per essere usata. Sulla parete, grandi quanto la sua mano, erano stampate le lettere che componevano il nome ROCINANTE; qualcuno ci aveva aggiunto vicino, a stencil, un narciso giallo. A Prax sembr disperatamente fuori luogo e, al contempo, perfettamente appropriato. Pensandoci bene, quel concetto pareva adattarsi bene alla maggior parte delle cose che riguardavano quella nave. All'equipaggio, per esempio.
Ti stai ambientando? Ti serve qualcosa?
Sto bene disse Prax annuendo. Grazie.
Ci hanno fatto un bel mazzo, quando siamo usciti da l. Sono passato per parecchi tratti merdosi di cielo, ma quello dell'altro giorno non scherzava.
Prax annu e prese una razione dalla dispensa. Era un impasto ruvido, dolce e ricco di grano e miele, con il retrogusto di uva passa. Prax si sedette prima di rifletterci, e il pilota sembr prenderlo come un invito a continuare la conversazione.
Quanto tempo sei stato su Ganimede?
La maggior parte della mia vita rispose Prax.La mia famiglia si  trasferita quando mia madre  rimasta incinta. Avevano lavorato sulla Terra e su Luna, mettendo da parte i soldi per andare nei pianeti esterni. Prima hanno lavorato anche su Callisto, per un po'.
Cinturiani?
Non proprio. Avevano sentito dire che i contratti erano meglio oltre la Fascia. Avevano quell'idea di creare un futuro migliore per la famiglia', e quella roba l. Era un po' il sogno di mio padre.
Alex sorseggi il suo caff.
E cos... Praxidike. Il tuo nome deriva dalla luna?
S ammise Prax. I miei furono imbarazzati di scoprire che si trattava di un nome femminile. A me non ha mai dato fastidio, per. Mia moglie - la mia ex moglie - pensava che fosse carino. E forse  proprio quello il motivo per cui mi ha notato, all'inizio. Bisogna pur avere qualcosa che ti distingua un minimo, e su Ganimede non puoi fare tre passi senza imbatterti in cinque esperti di botanica. O meglio, non potevi.
La pausa fu abbastanza lunga da permettere a Prax di capire che cosa stava per arrivare e di prepararsi al colpo.
Ho saputo che tua figlia  scomparsa disse Alex. Mi dispiace.
Probabilmente  morta riconobbe Prax, proprio come si era allenato a fare.
Aveva a che fare con quel laboratorio che avete trovato laggi, dico bene?
Credo di s. Dev'essere cos. L'hanno portata via appena prima dell'incidente. Lei, e diversi degli altri bambini del suo gruppo.
Che gruppo?
Mei  affetta da una malattia del sistema immunitario. L'immunosenescenza precoce di Myers-Skelton. L'ha sempre avuta.
Mia sorella ha un'osteogenesi imperfetta. Pesante rispose Alex.  per questo che l'hanno presa?
Immagino di s ammise Prax. Altrimenti che motivo c'era di rapirla?
Lavoro minorile o tratta del sesso disse piano Alex. Ma non vedo perch scegliere bambini con una malattia rara.  vero che avete visto la protomolecola, l sotto?
A quanto pare disse Prax. Il bulbo alimentare si stava freddando tra le sue mani. Sapeva che avrebbe dovuto mangiare di pi - e voleva farlo, tanto era buono - ma sentiva qualcosa che gli frullava nella testa. Aveva gi riflettuto su questa faccenda prima d'ora, quando era debilitato e affamato. Ora, in quella bara civilizzata che si precipitava attraverso il vuoto, tutti quei vecchi pensieri tanto familiari cominciarono a incontrarsi l'uno con l'altro. Avevano preso di mira proprio i bambini del gruppo di Mei. Bambini con il sistema immunitario compromesso. E sperimentavano con la protomolecola.
Il capitano era su Eros disse Alex.
Dev'essere stata una brutta perdita, per lui, quand' successo osserv Prax, tanto per rispondere qualcosa.
No, non volevo dire che ha vissuto l. Era sulla stazione quand' successo. Ci siamo stati tutti, ma lui  rimasto l pi a lungo. L'ha visto cominciare. La prima persona infetta. Quello, dicevo.
Davvero?
L'ha un po' cambiato. Volo con lui da quando ce ne stavamo su quel vecchio rottame di nave frigorifera che faceva avanti e indietro tra Saturno e la Fascia. Sospetto che non gli andassi a genio, prima. Ora siamo una famiglia. Ne abbiamo fatta di strada.
Prax tir su un lungo boccone dal bulbo. L'impasto freddo sapeva meno di grano e pi di miele e uvetta. Era meno buono. Gli torn in mente l'espressione terrorizzata di Holden quando avevano trovato i filamenti scuri, il panico appena controllato nel suo tono di voce. Ora aveva pi senso.
E, come evocato da quel pensiero, Holden apparve sulla soglia, con una cassetta in alluminio precompresso sottobraccio che aveva delle placche elettromagnetiche lungo la base. Un bauletto di oggetti personali progettato per restare fermo anche ad alte accelerazioni di gravit. Prax ne aveva gi visti, ma non ne aveva mai avuto bisogno. Fino a quel momento, la gravit per lui era sempre stata una costante.
Capitano disse Alex, accompagnando la parola con quel che rimaneva del suo saluto formale. Tutto a posto?
Sto solo spostando un po' di cose nella mia cabina rispose Holden. L'irritazione nella sua voce era inconfondibile. Prax ebbe l'improvvisa sensazione di essersi intromesso in una faccenda privata, ma Alex e Holden non ne diedero segno. Holden si limit a proseguire lungo il corridoio. Quando fu fuori portata, Alex sospir.
Problemi? chiese Prax.
Gi. Ma non ti preoccupare. Tu non c'entri.  da un po' che va avanti.
Mi dispiace disse Prax.
Doveva succedere. Meglio farla finita, in un modo o nell'altro rispose Alex, ma nella sua voce c'era un timore inequivocabile. Prax sent che quell'uomo gli piaceva. Il terminale a parete trill e poi parl con la voce di Amos.
Ora che cos'hai?
Alex avvicin il terminale a s, tirando il braccio articolato che si piegava ed estendeva su una serie di giunti complessi, poi picchiett sullo schermo con il dito di una mano mentre continuava a tenere il caff nell'altra. Il terminale si accese, con i dati che si convertivano in grafici e diagrammi in tempo reale.
Dieci percento disse Alex. Anzi, no. Dodici. Stiamo salendo. Che cos'hai trovato?
Una guarnizione spaccata rispose Amos. S, sei davvero fottutamente perspicace. Che altro abbiamo?
Alex picchiett sul terminale e Holden riapparve nel corridoio, stavolta senza la cassetta.
Il sensore del portellone ha preso una botta. Sembra che abbiamo bruciato un po' di fili disse Alex.
E va bene replic Amos. Vediamo di sostituire un po' di quei ragazzacci.
O magari potremmo fare qualcosa che non implichi il dover strisciare all'esterno di una nave in accelerazione disse Holden.
Ce la posso fare, cap assicur Amos. Anche attraverso il piccolo altoparlante del pannello, il suo tono sembr offeso. Holden scosse la testa.
Metti un piede fuori posto, e i reattori ti arrostiscono fino agli atomi. Lascia che se ne occupino i tecnici su Tycho. Alex, che altro abbiamo?
Una perdita di memoria nel sistema di navigazione. Probabilmente una rete che si  fritta disse il pilota. La stiva  ancora sottovuoto. Il sistema radio  morto e sepolto senza alcun motivo apparente. I terminali palmari non comunicano tra loro. E una delle piattaforme mediche ci sta dando codici errore, per cui vedete di non ammalarvi.
Holden si diresse verso la macchina del caff, parlando da sopra la propria spalla mentre inseriva la sua scelta. Anche sulla sua tazza c'era scritto Tachi. Prax si accorse con un sussulto che era scritto su tutte le tazze. Si chiese chi o che cosa fosse.
La stiva necessita di attivit extra veicolare?
Non lo so rispose Alex. Fammici dare un'occhiata.
Holden tir fuori la sua tazza di caff dalla macchina con un sospiro e accarezz la superficie di metallo come se stesse coccolando un gatto. D'impulso, Prax si schiar la gola.
Scusatemi disse. Capitano Holden? Mi chiedevo, se la radio venisse aggiustata o il raggio stretto fosse disponibile, se potesse esserci un modo di farmi usare per qualche istante il sistema di comunicazione?
Stiamo cercando di non farci notare troppo, in questo momento replic Holden. Che cosa vorresti inviare?
Ho bisogno di fare un po' di ricerche spieg Prax. I dati che abbiamo su Ganimede nel momento in cui hanno portato via Mei. Ci sono delle immagini della donna che era con loro. E, se riesco a scoprire quello che  successo al dottor Strickland... Ho avuto a disposizione soltanto un sistema bloccato, dal giorno in cui  scomparsa. Se fossero anche soltanto banche dati e reti di accesso pubbliche, sarebbe gi un buon punto di partenza.
E c' questo, oppure starsene seduti a girarsi i pollici finch non arriviamo su Tycho... disse Holden. E va bene. Chieder a Naomi di crearti un account di accesso alla rete della Roci. Non so se troverai qualcosa nei file dell'APE, ma potrebbe essere una buona idea controllare anche l.
Davvero?
Sicuro rispose Holden. Hanno una banca dati di riconoscimento facciale niente male.  interna al loro perimetro di sicurezza, per cui potresti aver bisogno di uno di noi per far partire la richiesta di accesso.
E si potrebbe fare? Non voglio crearvi problemi con l'APE.
Il sorriso di Holden era caloroso e gioviale.
Non ti preoccupare per questo, davvero disse. Alex, che cos'abbiamo?
Sembra che il portellone di carico non si riesca a sigillare, cosa che sapevamo. Potremmo aver preso un colpo, che ci ha fatto un buco. Abbiamo il video delle telecamere, per... Aspetta...
Holden si spost per sbirciare oltre la spalla di Alex. Prax ingurgit un altro po' di cibo e cedette alla curiosit. L'immagine di una stiva non pi grande del palmo di Prax apparve in un angolo dello schermo. La maggior parte del carico era impilata su bancali elettromagnetici, agganciata alle piastre pi vicine al portellone della stiva, ma alcune casse si erano staccate ed erano state schiacciate sul pavimento dalla gravit di accelerazione. Questo dava alla sala un aspetto surreale, escheriano. Alex ridimension l'immagine, ingrandendo sul portellone di carico. In un angolo, una spessa sezione di metallo era piegata in dentro, e il metallo lucido si mostrava nei punti in cui la piega aveva spaccato gli strati esterni. Attraverso il foro si vedeva un fazzoletto di stelle.
Be'. Almeno non  nascosto disse Alex.
Che cosa l'ha colpito? chiese Holden.
Non lo so, cap rispose Alex. Niente bruciature, da quel che posso vedere. Ma un proiettile gauss non avrebbe piegato il metallo in quel modo. Avrebbe semplicemente fatto un foro. E la stiva non  distrutta, per cui, qualunque cosa l'abbia fatto, non ha perforato anche l'altra parte.
Il pilota aument ancora l'ingrandimento, analizzando attentamente i bordi della ferita. Era vero che non c'erano segni di bruciatura, ma sul metallo del portellone e del ponte risaltavano sottili strisciate nere. Prax aggrott la fronte. Apr la bocca per parlare, poi la richiuse.
Holden disse quello che Prax stava pensando.
Alex? Per caso quella  l'impronta di una mano?
Sembrerebbe cos, cap, ma...
Torna indietro. Fammi vedere il ponte.
Erano piccole. Appena accennate. Facili da lasciarsi sfuggire in quella piccola immagine. Ma erano l. L'impronta di una mano, strisciata in qualcosa di nero che Prax sospettava fortemente essere stato rosso, un tempo. L'inconfondibile impronta di cinque dita nude. Una lunga strisciata di oscurit.
Il pilota segu la traccia.
Quella stiva  sottovuoto, giusto? chiese Holden.
 cos da un giorno e mezzo, signore rispose Alex. L'atteggiamento rilassato era sparito. Ora erano del tutto formali.
Va' a destra disse Holden.
S, signore.
Okay, basta. Quello cos'?
Il corpo era raggomitolato in posizione fetale, tranne per i palmi che erano premuti sulla paratia. Era assolutamente immobile, come se fossero stati a g elevato e si tenesse contro il ponte, schiacciato dal suo stesso peso. La carne aveva il nero dell'antracite e il rosso del sangue. Prax non sapeva dire se si trattasse di un uomo o di una donna.
Alex, abbiamo per caso un clandestino?
Sono piuttosto sicuro che non figurasse sul manifesto di carico, signore.
Ed  stato quel tipo laggi ad aprirsi un varco nella mia nave, piegando la paratia a mani nude?
Sembrerebbe cos, signore.
Amos? Naomi?
Lo sto vedendo anch'io. La voce di Naomi giunse dal terminale un istante prima del fischio basso di Amos. Prax ripens ai misteriosi rumori di violenza nel laboratorio, ai corpi delle guardie che non avevano abbattuto, al vetro in frantumi e ai filamenti neri al suo interno. Quello era l'esperimento che era sfuggito al suo guinzaglio nel laboratorio. Era fuggito sulla fredda superficie morta di Ganimede e aveva aspettato l finch non aveva avuto una possibilit di fuga. Prax si sent la pelle d'oca sulle braccia.
Okay disse Holden. Ma  morto, giusto?
Non credo replic Naomi.

25.

Bobbie

Il terminale palmare di Bobbie cominci a suonare la diana alle quattro e trenta, ora locale: ci che lei e i suoi commilitoni avrebbero chiamato buio e trenta' mugugnando, quando era ancora una marine e aveva dei commilitoni assieme a cui mugugnare. Aveva lasciato il terminale nel salone, vicino al divano letto che usava per dormire, con il volume abbastanza alto da farle fischiare le orecchie se fosse stata nella stessa stanza. Ma Bobbie era gi in piedi da un'ora. Nel suo minuscolo bagno, quel rumore era soltanto fastidioso, e rimbalzava tutto intorno nel piccolo appartamento come una radio in un pozzo profondo. Quegli echi erano un promemoria sonoro del fatto che non avesse ancora nessun mobilio n altre decorazioni alle pareti.
Non aveva importanza. Non aveva mai avuto ospiti.
La diana era uno scherzo cinico che Bobbie si era fatta da sola. Le forze armate marziane erano state costituite centinaia di anni dopo che trombe e tamburi avevano smesso di essere validi mezzi di trasmissione delle informazioni alle truppe. Ai marziani mancava la nostalgia che i militari delle Nazioni Unite avevano per quel genere di cose. La prima volta che Bobbie aveva sentito una diana mattutina era in un video di storia militare. Era stata felice di notare che, a prescindere da quanto potesse essere fastidioso l'equivalente marziano - una serie di sussulti elettronici atonali -, non sarebbe mai stato fastidioso quanto quello con cui si alzavano i ragazzi della Terra.
Ma Bobbie non era pi una marine marziana.
Non sono una traditrice disse alla sua immagine riflessa nello specchio. La Bobbie nello specchio sembr poco convinta.
Dopo la terza ripetizione dello squillo di tromba, il suo terminale palmare mand un trillo e si chiuse in un silenzio offeso. Bobbie aveva tenuto in mano lo spazzolino da denti per mezz'ora. Il dentifricio aveva cominciato a indurirsi. Lei lo pass sotto l'acqua calda per ammorbidirlo di nuovo e cominci a lavarsi i denti.
Non sono una traditrice ripet a s stessa, con lo spazzolino che rendeva incomprensibili le parole. Non lo sono.
Non lo era, nemmeno stando l, in piedi nel bagno del suo appartamento fornito dalle Nazioni Unite, mentre si lavava i denti con un dentifricio delle Nazioni Unite e risciacquava il lavandino con l'acqua fornita dalle Nazioni Unite. Non mentre aveva in mano il suo bello spazzolino marziano e continuava a strofinare finch non le sanguinavano le gengive.
Non lo sono disse di nuovo, sfidando la Bobbie dello specchio a dissentire.
Rimise lo spazzolino nella borsetta da bagno, la riport in salotto e la ripose nella sacca da viaggio. Avrebbe dovuto muoversi in fretta quando la sua gente l'avesse richiamata a casa. Perch l'avrebbero fatto. Avrebbe ricevuto un dispaccio prioritario sul suo terminale, con il bordo rosso e grigio del comando generale della MRCM che lampeggiava tutto intorno. Le avrebbero detto che doveva tornare immediatamente alla sua unit. Che era ancora una di loro.
Che non era una traditrice, per essere rimasta.
Si aggiust l'uniforme, fece scivolare il suo terminale ormai silenzioso in tasca e si controll i capelli nello specchio accanto alla porta. Erano tirati in una crocchia tanto stretta da stirarle quasi il viso, senza un singolo capello fuori posto.
Non sono una traditrice ripet allo specchio. La Bobbie dello specchio all'ingresso sembr pi aperta a quest'idea di quanto non lo fosse stata la Bobbie dello specchio del bagno. Diavolo, no disse, poi sbatt la porta alle sue spalle quando usc.
Salt su una delle biciclettine elettriche che il campus delle Nazioni Unite metteva a disposizione un po' ovunque, e arriv in ufficio tre minuti prima delle cinque del mattino. Soren era gi l. A prescindere dall'ora in cui arrivava lei, il ragazzo l'aveva sempre battuta. O dormiva alla scrivania, oppure la spiava per vedere a che ora impostava la sveglia ogni mattina.
Bobbie disse, con un sorriso che non faceva nemmeno finta di essere autentico.
Bobbie non riusc a spingersi fino a rispondere, per cui si limit ad annuire e a crollare sulla sua sedia. Un'occhiata alle finestre scure dell'ufficio di Avasarala le disse che la vecchia non era ancora arrivata. Bobbie apr la sua lista di cose da fare sullo schermo del desktop.
Mi ha fatto aggiungere un sacco di gente disse Soren, facendo riferimento alla lista di persone che Bobbie avrebbe dovuto chiamare in qualit di intermediario militare con Marte. Vuole davvero mettere le mani sulla prima bozza provvisoria della dichiarazione marziana su Ganimede.  la tua priorit assoluta per oggi, okay?
Perch? chiese Bobbie. La dichiarazione  stata rilasciata ieri. L'abbiamo letta entrambi.
Bobbie rispose Soren con un sospiro triste che rivelava come fosse stufo di doverle spiegare delle ovviet, ma con un sorriso che diceva tutto il contrario. Ecco come si fa questo gioco: Marte rilascia una dichiarazione di condanna per le nostre azioni. Noi risaliamo a ritroso e troviamo questa prima bozza. Se  pi dura della dichiarazione che  stata rilasciata, allora qualcuno del corpo diplomatico ha insistito affinch venisse mitigata un po'. Il che significa che stanno cercando di evitare un'escalation. Se  pi mitigata nella prima bozza, allora probabilmente Marte sta deliberatamente cercando i presupposti per provocare una risposta.
Ma, poich sanno che otterremo quelle prime bozze, la cosa non ha senso. Si limiteranno ad assicurarsi che tu ottenga informazioni che ti daranno l'impressione che loro vogliono che tu abbia.
Visto? Ora hai capito disse Soren. Ci che il tuo avversario vuole che pensi tu,  un dato utile per cercare di decifrare ci che pensa lui. Per cui recupera quella prima bozza, okay? Fallo prima che finisca la giornata.
Ma nessuno mi parla pi, ormai, visto che sono la marziana da compagnia delle Nazioni Unite, e, bench non sia una traditrice,  del tutto probabile che tutti gli altri pensino che io lo sia.
Va bene.
Bobbie apr la lista rivista da poco e si occup del primo contatto richiesto della giornata.
Bobbie! grid Avasarala dalla sua scrivania.
C'erano diversi congegni elettronici a sua disposizione per richiamare l'attenzione di Bobbie, ma la marine non l'aveva mai vista farne uso. Bobbie si tir via l'auricolare dall'orecchio e si alz. Il sorrisino di Soren era di quelli interiori; il suo volto non cambi di una virgola.
Signora? disse Bobbie, facendo un passo per entrare nell'ufficio di Avasarala. Ha berciato?
A nessuno piacciono gli spocchiosi replic Avasarala, senza nemmeno alzare gli occhi dal terminale della sua scrivania. Dov' la mia prima bozza di quel rapporto?  quasi ora di pranzo.
Bobbie raddrizz la schiena e un le mani dietro di essa.
Signora, mi dispiace doverle segnalare che non sono stata in grado di trovare qualcuno che fosse disposto a rilasciarmi la prima bozza di dichiarazione.
Ti sei per caso messa sull'attenti? domand Avasarala, alzando lo sguardo su di lei per la prima volta. Cristo. Non ho intenzione di farti portare di fronte al plotone di esecuzione. Hai provato tutti quelli che erano sulla lista?
S. Io... Bobbie s'interruppe per un istante e prese un respiro profondo, poi fece qualche altro passo nell'ufficio. A voce bassa, disse: Nessuno vuole parlarmi.
L'anziana donna inarc un sopracciglio canuto.
Interessante.
Lo ? chiese Bobbie.
Avasarala le sorrise; un sorriso caloroso, genuino. Poi vers del t in due tazzine da una teiera di ferro nero.
Siedi disse, indicando una poltroncina accanto alla sua scrivania. Quando Bobbie rimase in piedi, Avasarala prosegu: Dico sul serio. Siediti, cazzo. Dopo cinque minuti passati a parlare con te non riesco pi a chinare la testa per un'ora.
Bobbie sedette, esit, e prese una delle tazzine. Non era molto pi grande di un bicchierino da liquore, e il t al suo interno era molto scuro e mandava un odore sgradevole. Bevve un sorsetto e si ustion la lingua.
 un lapsang souchong disse Avasarala. Lo compra mio marito per me. Che cosa ne pensi?
Penso che puzzi come i piedi di un barbonerispose Bobbie.
Cazzo,  vero. Ma ad Arjun piace un sacco e, una volta che ti ci abitui, non  poi cos male.
Bobbie annu e prese un altro sorso, ma non aggiunse altro.
Va bene. Allora, disse Avasarala sei la marziana che era scontenta e si  fatta convincere a passare all'altro schieramento da una vecchia signora potente con un sacco di esche scintillanti. Sei una traditrice della peggior specie perch, in fondo, tutto ci che ti  successo da quando sei giunta sulla Terra  dovuto al fatto che stavi mettendo il broncio.
Io...
Chiudi quella cazzo di bocca, ora, tesoro. Stanno parlando gli adulti.
Bobbie tacque e bevve il suo orribile t.
Per, prosegu Avasarala, con lo stesso sorriso dolce sul suo viso rugoso se io fossi dall'altra parte, sai a chi farei arrivare qualche fuga di notizie fuorviante?
A me disse Bobbie.
A te. Perch faresti di tutto per provare quanto vali al tuo nuovo capo, e loro possono farti avere informazioni palesemente false sbattendosene se ti mettono nella merda a lungo andare. Se io fossi nei panni dei capoccioni del controspionaggio marziano, avrei gi reclutato uno dei tuoi migliori amici, l su Marte, e lo starei usando per convogliare una montagna di dati falsi nella tua direzione.
I miei migliori amici sono tutti morti, pens Bobbie.
Ma nessuno...
Ti parla, da casa. Il che significa due cose: che stanno ancora cercando di capire il mio gioco nel tenerti qui con me, e che non hanno impostato alcuna campagna di disinformazione perch sono confusi quanto noi. Sarai contattata da qualcuno nella prossima settimana, o gi di l. Ti chiederanno di far trapelare informazioni dal mio ufficio, ma lo faranno in un modo che finir per fornirti un sacco di informazioni false. Dal loro punto di vista, se sei leale e accetti di spiare per loro, bene. Se non lo sei e mi dici che cosa ti hanno chiesto, bene lo stesso. Magari gli dice bene e fai entrambe le cose.
Bobbie rimise la tazzina sulla scrivania. Aveva le mani strette a pugno.
Questo disse  il motivo per cui tutti odiano i politici.
No. Ci odiano perch abbiamo il potere. Bobbie, alla tua mente non piace lavorare in questo modo, e io lo rispetto. Non ho tempo di spiegarti tutto replic Avasarala, mentre il sorriso svaniva come se non ci fosse mai stato. Per cui limitati a credere che so cosa sto facendo e che, quando ti chiedo di fare l'impossibile,  perch anche un tuo fallimento  in qualche modo utile alla nostra causa.
La nostra causa?
Siamo nella stessa squadra, qui. La squadra Non-perdiamo-insieme'. Siamo noi, giusto?
S rispose Bobbie, con un'occhiata verso il Buddha nel suo tabernacolo. La statua le restitu un sorriso sereno. Fai solo parte della squadra' sembrava dire il suo viso tondo. S, siamo noi.
E allora torna di l, cazzo, e comincia a richiamare tutti, uno per uno. Stavolta prendi appunti dettagliati su chi si rifiuta di aiutarti e annota le parole esatte che usa per rifiutare.  tutto chiaro?
Ricevuto forte e chiaro, signora.
Bene disse Avasarala, sorridendo di nuovo con gentilezza. Fuori dal mio ufficio.
La familiarit poteva generare disprezzo, ma a Bobbie Soren non era piaciuto fin dall'inizio. Doversi sedere accanto a lui nei giorni successivi aveva fatto progredire la sua antipatia a un ulteriore livello. Quando non la ignorava, Soren era sussiegoso. Parlava al telefono a voce troppo alta, anche quando lei stava cercando di condurre una conversazione sulla sua linea. A volte si sedeva sulla scrivania di Bobbie, parlando con i visitatori. Indossava troppa acqua di colonia.
La cosa peggiore era che mangiava biscotti in continuazione.
Era impressionante, data la sua costituzione rachitica, e in genere Bobbie non era il tipo di persona a cui importasse qualcosa delle abitudini alimentari degli altri. Ma la marca preferita di Soren proveniva dai distributori automatici dell'area break, e i biscotti erano incartati in una confezione che scrocchiava rumorosamente tutte le volte che ne prendeva uno. All'inizio, la cosa era stata soltanto fastidiosa. Dopo un paio di giorni di Radio Scrocchia, Crocchia, Mastica e Schiocca, Bobbie ne aveva avuto abbastanza. Chiuse l'ennesimo collegamento infruttuoso e si volt per fissarlo. Lui la ignor e continu a picchiettare sul suo terminale da scrivania.
Soren disse lei, con l'intento di chiedergli di rovesciare quei dannati biscotti su un piattino o su un fazzoletto, cos non le sarebbe pi toccato sopportare quell'esasperante scricchiolio. Prima che riuscisse a pronunciare qualcosa oltre al suo nome, lui alz un dito per zittirla e indic l'auricolare.
No disse non  proprio un buon...
Bobbie non capiva se stesse parlando con lei o con qualcuno in linea, per cui si alz e si spost verso la scrivania di Soren, sedendosi sul bordo. Lui le rivolse un'occhiataccia, ma lei si limit a sorridere e sussurr: Aspetter. Il bordo della scrivania scricchiol un po' sotto il peso di Bobbie.
Lui le diede le spalle.
Capisco disse. Ma questo non  un buon momento per discutere... Capisco. Probabilmente potrei... Capisco, s. Foster non... S. S, capisco. Arrivo.
Poi si volt e pass il dito sul pannello della scrivania, chiudendo il collegamento.
Che c'?
Odio i tuoi biscotti. Il continuo scricchiolio del pacchetto mi manda ai pazzi.
Biscotti? ripet Soren, con un'espressione stupefatta in viso. Bobbie pens che fosse la prima espressione genuina che vi aveva mai visto.
Gi, non potresti metterli su un... fece per dire Bobbie, ma, prima che potesse terminare, Soren prese il pacchetto e lo gett nel cestino di riciclo accanto alla sua scrivania.
Contenta?
Be'...
Non ho tempo per te, adesso, sergente.
Okay disse Bobbie, e torn alla sua scrivania.
Soren continu a traccheggiare come se avesse altro da dire, per cui Bobbie non chiam la persona seguente sulla sua lista. Aspett che le parlasse. Probabilmente la faccenda dei biscotti era stata un errore da parte sua. In fondo non era poi cos importante. Se non fosse stata cos sotto pressione, non era il genere di cose che avrebbe mai notato. Quando Soren avesse finalmente parlato, si sarebbe scusata per essere stata tanto invadente e si sarebbe offerta di comprargli un altro pacchetto. Invece di parlare, Soren si alz.
Soren, mi... cominci a dire Bobbie, ma lui la ignor e apr un cassetto della sua scrivania. Tir fuori un pezzettino di plastica. Probabilmente solo perch l'aveva appena sentito pronunciare il nome di Foster, Bobbie riconobbe la chiavetta di memoria che Avasarala gli aveva dato qualche giorno prima. Foster era il tizio del servizio dati, per cui immagin che si fosse finalmente deciso a occuparsi di quella piccola commissione, che almeno l'avrebbe portato fuori dall'ufficio per qualche minuto.
Lui si volt e si diresse agli ascensori.
Bobbie aveva fatto un po' di lavoro da galoppino, portando documenti avanti e indietro dall'ufficio del servizio dati, e sapeva che le loro stanze erano sullo stesso loro piano e nella direzione opposta rispetto agli ascensori.
Uhm.
Era stanca. Si sentiva vagamente in colpa, e non sapeva nemmeno con certezza per cosa. E, comunque, quel tipo non le piaceva. Il presagio che le venne in mente fu quasi certamente il risultato della sua paranoia e della sua visione confusa di quel mondo.
Si alz e lo segu.
 una cosa davvero stupida disse tra s e s, sorridendo e facendo un cenno del capo a un fattorino di passaggio. Bobbie era alta pi di due metri su un pianeta di gente bassa. Non c'era pericolo che s'integrasse.
Soren sal in un ascensore. Bobbie arriv fuori dalle porte e attese. Attraverso le porte di alluminio e ceramica, lo sent chiedere a qualcuno di premere uno. Stava andando gi fino in strada, quindi. Bobbie premette il tasto di discesa e prese un altro ascensore fino al pianoterra.
Ovviamente, Soren non era gi pi in vista quando lei arriv gi.
Una gigantesca donna marziana che se ne andava in giro correndo per l'atrio della sede delle Nazioni Unite avrebbe attirato un po' troppo l'attenzione, per cui scart quel piano. Un'ondata d'incertezza, senso di fallimento e afflizione le lamb la mente.
Doveva dimenticare che si trovava in un ufficio. Dimenticare che non c'erano nemici armati e che alle sue spalle non c'era nessun battaglione. Dimentica tutto questo, ed esamina la logica della situazione sul campo. Pensa in maniera tattica. Sii intelligente.
Devo essere intelligente disse Bobbie tra s e s. Una donna bassa con un tailleur rosso che era appena arrivata e aveva premuto il tasto di chiamata dell'ascensore la sent e chiese: Come, scusi?
Devo essere intelligente le disse Bobbie. Non posso andarmene in giro a correre come un grilletto a mezzo cane. Nemmeno quando faccio cose folli e stupide.
Ehm... capisco rispose la donna, poi premette di nuovo pi volte il pulsante di chiamata dell'ascensore. Accanto al pannello di controllo dell'ascensore c'era un terminale di cortesia. Se non riesci a trovare il bersaglio, restringi il suo grado di libert. Fallo venire da te. Giusto. Bobbie premette il pulsante di chiamata della reception d'ingresso. Un sistema automatico con una voce estremamente realistica e asessuata le chiese come potesse aiutarla.
Per favore, chiami Soren Cottwald al banco della reception d'ingresso disse Bobbie. Il computer dall'altra parte della linea la ringrazi per aver usato il sistema di cortesia automatizzato delle Nazioni Unite e chiuse il collegamento.
Soren poteva aver spento il terminale, o poteva averlo impostato per ignorare le chiamate in entrata. O poteva ignorare questa chiamata per scelta. Bobbie trov un divanetto con una buona visuale verso la reception e spost una pianta di ficus per avere copertura.
Due minuti dopo, Soren giunse a passo svelto al banco della reception, con i capelli pi scarmigliati del solito. Doveva essere gi uscito dall'edificio quando aveva ricevuto quella chiamata. Cominci a parlare con un'addetta umana alla reception. Bobbie si spost attraverso l'atrio ed entr in un chioschetto per il caff, nascondendosi meglio che poteva. Dopo aver picchiettato sul terminale del bancone per un istante, l'addetta indic il terminale accanto agli ascensori. Soren si accigli e vi si avvicin di qualche passo, poi si guard intorno nervosamente e si diresse verso l'ingresso dell'edificio.
Bobbie lo segu.
Una volta all'esterno, la sua altezza era tanto un vantaggio quanto uno svantaggio. Essere pi alta di una testa e mezzo della maggior parte della gente che aveva intorno significava che poteva permettersi di restare piuttosto lontano alle spalle di Soren, mentre lui si affrettava lungo il marciapiede. Avrebbe potuto individuare la sua testa da mezzo isolato di distanza. Nello stesso tempo, per, se lui si fosse guardato indietro, non avrebbe potuto non notare la faccia di Bobbie che spiccava di buoni trenta centimetri sul resto della folla.
Ma Soren non si volt. In effetti, sembrava andare piuttosto di fretta, spingendosi oltre i crocchi di gente sul marciapiede affollato intorno al campus delle Nazioni Unite con ovvia impazienza. Non si guard intorno, non si ferm accanto a una superficie riflettente, e non torn sui suoi passi. Era stato nervoso quando aveva risposto alla convocazione nell'atrio, e ora si sforzava rabbiosamente di non esserlo.
Cercava di fare buon viso a cattivo gioco. Bobbie sent i suoi muscoli che si rilassavano, le articolazioni che si scioglievano, e il suo presentimento si avvicin di un passetto alla certezza.
Dopo tre isolati, Soren svolt ed entr in un bar.
Bobbie si ferm a mezzo isolato di distanza e riflett sul da farsi. La facciata del bar, un posto creativamente intitolato Pete's, era di vetro oscurato. Se volevi entrare l per nasconderti e vedere se qualcuno ti stava seguendo, era il posto perfetto. Forse si era fatto furbo.
O forse no.
Bobbie si diresse all'ingresso del bar. Farsi pizzicare non avrebbe avuto nessuna conseguenza. Soren la odiava gi. La cosa eticamente pi sospetta che stava facendo era uscire prima dall'ufficio per andare in un bar del circondario. E chi avrebbe potuto fare la spia? Soren? Quello che era uscito prima proprio come lei e che era andato nello stesso dannatissimo bar?
Se era andato l soltanto per bersi una birra in anticipo, Bobbie si sarebbe limitata ad andargli incontro, scusandosi per la faccenda dei biscotti e offrendogli un secondo giro di bevute.
Spinse la porta ed entr.
I suoi occhi impiegarono un istante a adattarsi, passando dalla luce del primo pomeriggio all'interno fioco del bar. Una volta svanito l'abbaglio, Bobbie vide un lungo bancone di bamb, gestito da un barista umano, una mezza dozzina di tavoli con altrettanti clienti, ma niente Soren. Nell'aria c'era odore di birra e popcorn bruciati. Gli avventori le diedero un'occhiata e poi tornarono cautamente ai loro drink e alle loro conversazioni sussurrate.
Che Soren si fosse allontanato dal retro per seminarla? Bobbie non pensava che si fosse accorto di lei, ma non era propriamente addestrata per pedinare qualcuno. Stava per chiedere al barista se per caso avesse visto passare un ragazzo, e dove potesse essere andato, quando not un cartello sul fondo del locale con la scritta TAVOLI DA BILIARDO, e una freccia che indicava a sinistra.
And verso il fondo del bar, svolt a sinistra e trov una seconda sala, pi piccola, con quattro tavoli da biliardo e due uomini al suo interno. Uno dei due era Soren.
Alzarono entrambi lo sguardo quando lei svolt l'angolo.
Salve disse lei. Soren le sorrise, ma sorrideva sempre. Sorridere, per lui, era una maschera protettiva. Un travestimento. L'altro uomo era grande e grosso, muscoloso, e indossava degli abiti eccessivamente informali, che si sforzavano di dare l'impressione di adattarsi a una fumosa sala da biliardo. Cozzavano con il suo taglio militare e la sua postura rigida come uno scovolo. Bobbie ebbe l'impressione di aver gi visto la sua faccia, ma in un contesto differente. Cerc d'immaginarselo con indosso l'uniforme.
Bobbie disse Soren, rivolgendo al suo compagno un'occhiata rapida e distogliendo subito lo sguardo. Anche tu giochi? Raccolse una stecca che era stata lasciata su uno dei tavoli e cominci a ingessarne la punta. Bobbie non gli fece nemmeno notare che sui tavoli non c'erano bilie, e che il cartello alle spalle di Soren recitava: BILIE DISPONIBILI SU RICHIESTA.
Il suo compagno non disse niente e si limit a infilarsi qualcosa in tasca. Tra le sue dita, Bobbie individu fugacemente un pezzetto di plastica nera.
Lei sorrise. Si era ricordata dove avesse gi visto quell'uomo.
No disse a Soren. Non  popolare dalle mie parti.
Sar per via dell'ardesia replic lui. Il suo sorriso si fece pi genuino e molto pi freddo. Soffi via la polvere di gesso dalla punta della stecca e si spost di un passo alla sua sinistra. Troppo pesante per le navi delle colonie.
Ha senso, s disse Bobbie, spostandosi indietro finch la porta non le protesse il fianco.
 un problema? chiese il compagno di Soren, guardando Bobbie.
Prima che Soren potesse rispondere, Bobbie disse: Dimmelo tu. Eri presente a quell'incontro notturno nell'ufficio di Avasarala, quando Ganimede  andata a puttane. Lavori per Nguyen, dico bene? Tenente, o qualcosa del genere.
Stai peggiorando le cose, Bobbie disse Soren, tenendo con noncuranza la stecca nella mano destra.
E continu so che Soren ti ha appena consegnato qualcosa che il suo capo gli aveva chiesto di portare al servizio dati un paio di giorni fa. Scommetto che non lavori per il servizio dati, vero?
Il sottoposto di Nguyen fece un passo minaccioso verso di lei, e Soren si spost ancora alla sua sinistra.
Bobbie scoppi a ridere.
Ma di disse, guardando Soren. O la smetti di fare le seghe a quella stecca, o te la ficchi dove non batte il sole.
Soren abbass gli occhi sulla stecca che teneva in mano, come se fosse stato sorpreso di vederla l, e la gett via.
E tu disse Bobbie al militare. Tu che cerchi di uscire da questa porta sarebbe letteralmente il momento migliore di quest'ultimo mese. Senza muovere i piedi, Bobbie spost il suo peso in avanti e flett appena i gomiti.
Il militare la guard dritto negli occhi per un lungo istante. Lei gli sorrise.
Forza disse. Mi si gonfiano le palle, se continui a farmi aspettare cos.
L'uomo alz le mani. Qualcosa a met strada tra una posizione di guardia e un gesto di resa. Senza mai togliere gli occhi di dosso a Bobbie, volt appena il viso verso Soren e disse: Questo  un tuo problema. Risolvilo. Fece due cauti passi indietro, poi si volt e attravers la stanza verso un corridoio laterale che Bobbie non aveva visto dal punto in cui si trovava. Un attimo pi tardi, ud una porta che sbatteva.
Merda disse Bobbie. Scommetto che avrei fatto pi punti con la vecchia se avessi recuperato quella pennetta di memoria.
Soren cominci a muoversi verso la porta sul retro. Bobbie attravers lo spazio che li separava come un gatto, afferrandolo per il colletto della camicia e tirandolo su finch i loro nasi quasi non si toccarono. Il suo corpo si sentiva vivo e libero per la prima volta da molto tempo.
Che cosa pensi di fare? disse lui con un sorriso forzato. Mi vuoi picchiare?
Nah rispose Bobbie, adottando una cadenza esageratamente strascicata da Mariner Valley. Posso sempre fare la spia, bello.
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FINE Parte 2.